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Luciana Morelli, 19 Settembre 2002: Elegante |
Fandango,
6 Settembre 2002
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L'imbalsamatore
di Matteo Garrone
Peppino
Profeta è un nanetto cinquantenne dall'aria sbarazzina, cresciuto
e vissuto da sempre nella periferia di Napoli e che di mestiere fa il
"tassidermista" o, per meglio dire, l'imbalsamatore, ma che
non si tira indietro quando ci sono "lavoretti sporchi" per
la camorra che arrotondano le entrate sperperate dal simpatico ometto
per soddisfare i propri "vizietti". Un giorno, passeggiando
nello zoo, incontra Valerio (Valerio Foglia Manzillo), un bel ragazzo
dai muscoli prorompenti che porta a spasso un bimbetto insieme alla
sua fidanzata. Valerio si mostra interessato ai discorsi di Peppino,
che gli propone subito di diventare suo aiutante e di insegnargli tutti
i trucchi del mestiere, in modo da velocizzare i lavori in sospeso.
Valerio
non se lo fa ripetere due volte, e vedendo davanti a sè finalmente
una svolta, si lascia attrarre dalle invitanti proposte lavorative:
stipendio raddoppiato rispetto a quello piuttosto misero da cameriere,
vita mondana, tante donne e tanti festini privati a casa del suo nuovo
amico; persino la sua difficile convivenza col fratello viene risolta
con la generosa ospitalità in casa del nuovo datore di lavoro.
La fidanzata, stufa del suo comportamento scostante e superficiale,
lo lascia, proprio rispettando il copione che si era prefigurato Peppino
nella sua mente; Valerio però non sospetta neanche minimamente
che dietro questa facciata di grande amicizia si nasconda un sentimento
morboso ed asfissiante che finirà per complicare tutto quello
che sembrava incanalarsi finalmente per il verso giusto.
Tutto
il sotterfugio non tarda manifestarsi, specialmente quando nella loro
vita entra prepotentemente Deborah (Elisabetta Rocchetti), una attraente
e svampita ragazza dai labbroni "rifatti" che cambia di continuo
lavoro in cerca anche lei di una svolta definitiva per la sua vita.
Tra i due ragazzi sboccia subito un'irrefrenabile passione, al punto
da convincere Peppino ad ospitare anche lei per un periodo, dapprima
breve, che poi si dilungherà davvero troppo; questa scomoda situazione
metterà alle strette il padrone di casa smascherandolo di fronte
alla realtà dei suoi sentimenti. L'affetto verso il suo pupillo
è in verità un mix di amore e sfrenata gelosia; con l'arguzia
ed i suoi subdoli trucchetti, il piccoletto si darà da fare per
scrollarsi di dosso la ragazza (che non vuole saperne di mollare la
presa) e tornare a quella che, ai suoi occhi, era una "felice"
convivenza a due (se sia stata "consumata" o meno non è
dato saperlo). Le cose degenereranno, scatenando una vera e propria
guerra che troverà il culmine nella decisione di Valerio di abbandonare
tutto per partire con Deborah alla volta di Cremona, città in
cui vivono i genitori di lei. Viste le premesse la storia non può
non finire tragicamente...
L'ispirazione
per questa storia è stata presa, per stessa ammissione del regista,
da una storia vera conclusasi qualche anno fa a Roma e che riguardava
le vicende del "nanetto della Stazione Termini", un misterioso
piccolo uomo con preferenze omosessuali che adescava i suoi amanti nei
pressi della stazione, la cui vicenda però si discosta molto
da quella raccontata nel film.
La
recitazione a dir poco pessima dei due giovani attori è lampante
tanto quanto la bravura e la brillante personalità (forse anche
un po' troppo spiccata) del più anziano Ernesto Mahieux nei panni
di Peppino; questa differenza è talmente evidente da rovinare
in un certo senso il film del regista romano Matteo Garrone, affibbiandogli
una provincialità che cozza non poco con l'eleganza delle ambientazioni
tetre e spettrali che ricordano a volte quelle della "Famiglia
Addams". Le atmosfere desolanti del "cementato" litorale
napoletano, precisamente quelle desertiche di "Villaggio Coppola"
sulla via Domiziana, unite a quelle lugubri dei nebbiosi panorami della
brughiera cremonese, fanno da sfondo alla triste storia di questi tre
sventurati in perenne fuga dalla loro realtà per paura di un
destino fatto di solitudine e senso di inutilità. Nonostante
tutto, questo noir dai risvolti sentimental-drammatici, ha riscosso
un ottimo successo in quel della Croisette e c'è da dire che
la cosa non sorprende affatto, visto e considerato che il risultato
è comunque affascinante ed intrigante, non foss'altro per l'originale
punto di vista "avvilente" da cui la tresca amorosa viene
vista.
Tutti
in questa storia sono un pò vinti ed un pò vincitori,
pur essendo i personaggi uno l'opposto dell'altro, e sinceramente si
fatica anche a parteggiare per l'una o per l'altra parte viste la fragilità
e le debolezze di ognuno di loro che, in alcuni tratti, riescono persino
ad intenerire. Notevoli e suggestive alcune inquadrature da inconsueti
punti di vista, specialmente quelle iniziali che ci "offrono"
la visione dagli occhi e l'udito "rimbombante" delle voci
dei protagonisti dal punto di vista del rapace rinchiuso in gabbia.
Una menzione speciale per le musiche azzeccatissime e molto d'atmosfera
curate e composte della "Banda Osiris".
Percorsi
tematici
Primo
amore - di Matteo Garrone; con Michela Cescon, Vitaliano Trevisan.
Titolo:
L'imbalsamatore
Regia:
Matteo Garrone
Sceneggiatura:
Ugo Chiti, Matteo Garrone,
Massimo Gaudioso
Fotografia:
Marco Onorato
Interpreti:
Ernesto Mahieux, Elisabetta
Rocchetti, Valerio Foglia Manzillo, Pietro Biondi, Lina Bernardi, Bernardino
Terracciano, Marcella Granito
Nazionalità:
Italia, 2002
Durata:
1h. 44'
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