Luciana Morelli, 19 Settembre 2002: Elegante
Fandango, 6 Settembre 2002

L'imbalsamatore

di Matteo Garrone


Valerio Foglia Manzillo  e Elisabetta RocchettiPeppino Profeta è un nanetto cinquantenne dall'aria sbarazzina, cresciuto e vissuto da sempre nella periferia di Napoli e che di mestiere fa il "tassidermista" o, per meglio dire, l'imbalsamatore, ma che non si tira indietro quando ci sono "lavoretti sporchi" per la camorra che arrotondano le entrate sperperate dal simpatico ometto per soddisfare i propri "vizietti". Un giorno, passeggiando nello zoo, incontra Valerio (Valerio Foglia Manzillo), un bel ragazzo dai muscoli prorompenti che porta a spasso un bimbetto insieme alla sua fidanzata. Valerio si mostra interessato ai discorsi di Peppino, che gli propone subito di diventare suo aiutante e di insegnargli tutti i trucchi del mestiere, in modo da velocizzare i lavori in sospeso.
Ernesto Mahieux e Valerio Foglia ManzilloValerio non se lo fa ripetere due volte, e vedendo davanti a sè finalmente una svolta, si lascia attrarre dalle invitanti proposte lavorative: stipendio raddoppiato rispetto a quello piuttosto misero da cameriere, vita mondana, tante donne e tanti festini privati a casa del suo nuovo amico; persino la sua difficile convivenza col fratello viene risolta con la generosa ospitalità in casa del nuovo datore di lavoro. La fidanzata, stufa del suo comportamento scostante e superficiale, lo lascia, proprio rispettando il copione che si era prefigurato Peppino nella sua mente; Valerio però non sospetta neanche minimamente che dietro questa facciata di grande amicizia si nasconda un sentimento morboso ed asfissiante che finirà per complicare tutto quello che sembrava incanalarsi finalmente per il verso giusto.
Elisabetta RocchettiTutto il sotterfugio non tarda manifestarsi, specialmente quando nella loro vita entra prepotentemente Deborah (Elisabetta Rocchetti), una attraente e svampita ragazza dai labbroni "rifatti" che cambia di continuo lavoro in cerca anche lei di una svolta definitiva per la sua vita. Tra i due ragazzi sboccia subito un'irrefrenabile passione, al punto da convincere Peppino ad ospitare anche lei per un periodo, dapprima breve, che poi si dilungherà davvero troppo; questa scomoda situazione metterà alle strette il padrone di casa smascherandolo di fronte alla realtà dei suoi sentimenti. L'affetto verso il suo pupillo è in verità un mix di amore e sfrenata gelosia; con l'arguzia ed i suoi subdoli trucchetti, il piccoletto si darà da fare per scrollarsi di dosso la ragazza (che non vuole saperne di mollare la presa) e tornare a quella che, ai suoi occhi, era una "felice" convivenza a due (se sia stata "consumata" o meno non è dato saperlo). Le cose degenereranno, scatenando una vera e propria guerra che troverà il culmine nella decisione di Valerio di abbandonare tutto per partire con Deborah alla volta di Cremona, città in cui vivono i genitori di lei. Viste le premesse la storia non può non finire tragicamente...

L'ispirazione per questa storia è stata presa, per stessa ammissione del regista, da una storia vera conclusasi qualche anno fa a Roma e che riguardava le vicende del "nanetto della Stazione Termini", un misterioso piccolo uomo con preferenze omosessuali che adescava i suoi amanti nei pressi della stazione, la cui vicenda però si discosta molto da quella raccontata nel film.
Valerio Foglia ManzilloLa recitazione a dir poco pessima dei due giovani attori è lampante tanto quanto la bravura e la brillante personalità (forse anche un po' troppo spiccata) del più anziano Ernesto Mahieux nei panni di Peppino; questa differenza è talmente evidente da rovinare in un certo senso il film del regista romano Matteo Garrone, affibbiandogli una provincialità che cozza non poco con l'eleganza delle ambientazioni tetre e spettrali che ricordano a volte quelle della "Famiglia Addams". Le atmosfere desolanti del "cementato" litorale napoletano, precisamente quelle desertiche di "Villaggio Coppola" sulla via Domiziana, unite a quelle lugubri dei nebbiosi panorami della brughiera cremonese, fanno da sfondo alla triste storia di questi tre sventurati in perenne fuga dalla loro realtà per paura di un destino fatto di solitudine e senso di inutilità. Nonostante tutto, questo noir dai risvolti sentimental-drammatici, ha riscosso un ottimo successo in quel della Croisette e c'è da dire che la cosa non sorprende affatto, visto e considerato che il risultato è comunque affascinante ed intrigante, non foss'altro per l'originale punto di vista "avvilente" da cui la tresca amorosa viene vista.

Ernesto MahieuxTutti in questa storia sono un pò vinti ed un pò vincitori, pur essendo i personaggi uno l'opposto dell'altro, e sinceramente si fatica anche a parteggiare per l'una o per l'altra parte viste la fragilità e le debolezze di ognuno di loro che, in alcuni tratti, riescono persino ad intenerire. Notevoli e suggestive alcune inquadrature da inconsueti punti di vista, specialmente quelle iniziali che ci "offrono" la visione dagli occhi e l'udito "rimbombante" delle voci dei protagonisti dal punto di vista del rapace rinchiuso in gabbia. Una menzione speciale per le musiche azzeccatissime e molto d'atmosfera curate e composte della "Banda Osiris".


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La locandinaTitolo: L'imbalsamatore
Regia: Matteo Garrone
Sceneggiatura: Ugo Chiti, Matteo Garrone, Massimo Gaudioso
Fotografia: Marco Onorato
Interpreti: Ernesto Mahieux, Elisabetta Rocchetti, Valerio Foglia Manzillo, Pietro Biondi, Lina Bernardi, Bernardino Terracciano, Marcella Granito
Nazionalità: Italia, 2002
Durata: 1h. 44'