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"La giuria" di Gary Fleder

28 novembre 2004 Recensioni 0 Commenti
Luciana Morelli, 28 Gennaio 2004: Passabile
20th Century Fox, 30 Gennaio 2004

Rankin Fitch è considerato il più abile avvocato degli Stati Uniti nel selezionare e manipolare le giurie. In un processo contro il consorzio dei produttori di armi si trova però co un jolly in mano: uno dei giurati sembra infatti essere pronto a vendere il verdetto al miglior offerente…


La Giuria è uno di quei film che, se pur non fanno che confermarci ciò che già sapevamo prima di vederli e che quindi non aggiungono nulla di nuovo al panorama cinematografico né al genere cui appartengono, alla fine lasciano tutto sommato soddisfatti. Sapevamo già della straordinaria bravura di Gene Hackman, John Cusack e Dustin Hoffman (forse quest’ultimo è l’unico a sembrare un po’ arrugginito), sapevamo già che Gary Fleder (Cosa fare a Denver quando sei morto, Il collezionista) è un regista pressoché mediocre che si diverte per lo più a prendere dei romanzi di successo (alcuni davvero molto belli come Impostor di Philip K. Dick e Don’t Say a Word di Andrew Klavan) e a farne dei modesti o troppo manieristici film, ma sapevamo meglio di tutto il resto dell’efficacia incredibile delle storie di John Grisham, che riuscirebbero a far realizzare anche al più incapace dei registi un film tutto sommato accettabile. Stavolta infatti è toccato proprio a lui, il grande maestro dei legal thriller “prestare” a Fleder quello che è definito dalla critica di genere uno dei suoi migliori best seller e cioè La Giuria.

Quello che più sorprende guardando il film è la differenza di fondo delle due storie: al contrario del romanzo, in cui al centro della vicenda c’è la causa intentata da una donna contro una multinazionale produttrice di sigarette colpevole secondo lei di aver causato la morte per cancro ai polmoni del marito, qui la causa scatenante del processo è la responsabilità oggettiva di cui la vedova di Henry Wood, giovane broker finanziario ucciso durante una sparatoria, accusa una delle più grandi società produttrici di armi del mondo.

Il film è avvincente, il ritmo è incalzante e accattivante, forse tutto dà un po’ la sensazione di déjà-vu ed ha un non so che di prevedibile, almeno fino ad un certo punto, ma poi con l’evolversi della faccenda la storia assume un contorno più definito ed efficace, con un finale a sorpresa degno di questo nome. Da sottolineare il confronto Hackman-Hoffman in una memorabile sequenza del film in cui si scambiano battute velenose e frecciate a raffica; sarà anche il solito duetto presente in ogni film che protagoniste due star di questo calibro ma fa sempre un certo effetto vederli all’opera faccia a faccia.

In conclusione, grandi interpretazioni, una bella storia, regia scolastica e priva di qualsiasi coinvolgimento emotivo, meccanismi ad orologeria e trama intricatissima. Ma come tutto questo è nello stile di John Grisham, allo stesso modo è fuori della portata di Gary Fleder, che nonostante il cast d’eccezione ha fatto solo un buon compitino. Anzi, un copiato.


Titolo: La giuria (Runaway Jury)
Regia: Gary Fleder
Sceneggiatura: Christopher Mankiewicz, Brian Koppelman, David Levien, Rick Cleveland
Fotografia: Robert Elswitt
Interpreti: John Cusack, Rachel Weisz, Gene Hackman, Dustin Hoffman, Bruce Davidson, Jeremy Piven, Cliff Curtis, Nestor Serrano, Leland Orser, Jennifer Beals, Luis Guzmá, Bill Nunn
Nazionalità: USA, 2003
Durata: 2h. 07′


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