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"La Musica nel Cuore" di Kirsten Sheridan

26 novembre 2007 Recensioni 6 Commenti
La musica nel cuore

Medusa, 30 Novembre 2007 – Enfatico

Un ragazzino orfano, con un congenito talento per la musica, fugge dall’orfanotrofio per seguire la sua vera ispirazione; in parallelo vediamo la storia d’amore tra i suoi due genitori, persi e ritrovati in nome del Fato…


Una scenaLa musica come forma d’arte realmente universale e libertaria, oltre che liberatoria, è stata più volte associata a fughe dalla realtà, a rifugi dagli orrori, o a semplici valvole di sfogo; ma più concretamente la musica può rappresentare una delle poche occasioni di cambiamento per chi ha la vita segnata dal cinico destino. E’ in poche parole, il riassunto di questo film per ragazzi, diretto da Kirsten Sheridan e presentato nella sezione “Alice nella città” della seconda Festa del Cinema di Roma, che racconta una lieve favola realistica sulla famiglia e la musica: ma purtroppo sbaglia i toni del racconto.

Jonathan-Rhys Meyers e Keri RussellScritto da Nick Castle e James V. Hart da un soggetto di Castle e Paul Castro, un dramma gonfio di sentimenti e svolte melodrammatiche che cerca di parlare ai giovani e agli adulti attraverso due storie parallele, ma in realtà tenta di lasciare a bocca aperta lo spettatore più ingenuo, finendo per deludere chi invece ha un occhio un poco più attento.
Ambientato in una New York non dissimile da quella delle favole moderne, il film si rifà alla tradizione letteraria d’appendice – fatta di figli spariti, genitori disperati, vie di scampo e artifizi vari – che racconta temi universali e ormai molto datati come l’amore materno che supera le barriere fisiche e temporali, o la passione per l’arte che permette la salvezza alle anime perse. Il tutto in toni talmente leziosi e sopra le righe da irritare piuttosto che commuovere.

Freddie HighmoreIl vero problema di questo secondo lungometraggio di Sheridan è il tono estetizzante ed enfatico che la regista sfoggia fin dalla prima inquadratura (un campo di grano controluce, con conseguente, poetico, svolazzo), abbondando in retorica e difettando in costruzione e profondità, cercando l’esagerazione emotiva e narrativa in modo talmente ostinato e poco intelligente da azzerare ogni sorpresa (come nel pessimo finale, degno dei peggiori film-Tv).

Il professionismo e l’occhio tecnico per la messinscena non mancano a Sheridan, che impreziosisce le sue scene di inquadrature ad effetto e ritmo sincopato nella prima parte, ma non può molto di fronte a un’idea di cinema pesante e un po’ ricattatoria, più adatta a deprimere un ragazzo che ad emozionarlo; così come la sceneggiatura, infarcita di forzature e snodi inverosimili (come fa un bambino che non ha mai visto un pentagramma a scrivere un’intera sinfonia al primo colpo?), oltre che di un Robin Williams a capo di una pseudo-gang alla Peter Pan, personaggio inutile e molto mal utilizzato.

Robin Williams e Freddie HighmoreUn film credibile solo come fiaba di medio profilo, e comunque non travolgente neanche in questo caso, che si può salvare solo per l’uso delle musiche di Mark Mancina, virtuosistiche e intense (ottimo il duello alla chitarra), e per il sempre pronto talento di Keri Russell. Anche perché il bel Jonathan Rhys-Meyers sembra capitato dentro il film per caso e il piccolo Freddie Highmore (controfigurato malissimo) recita esattamente come gli adulti vogliono che un bimbo reciti, tutto faccette e lacrimuccie. Che è un po’ la sintesi del film.


La locandinaTitolo: La Musica nel Cuore – August Rush (August Rush)
Regia: Kirsten Sheridan
Sceneggiatura: Nick Castle, James V. Hart
Fotografia: John Mathieson
Interpreti: Freddie Highmore, Keri Russell, Jonathan-Rhys Meyers, Terrence Howard, Robin Williams, William Sadler, Marian Seldes, Mykelti Williamson, Leon G. Thomas III, Aaron Staton ,Alex O’Loughlin, Jamia Simone Nash, Ronald Guttman
Nazionalità: USA, 2007
Durata: 1h. 40′


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Attualmente ci sono 6 commenti a questo articolo:

  1. Angelo scrive:

    Lei comprende tanto di film quanto una casalinga di falegnameria, la scelta dell’aggettivo la dice lunga!

  2. Manulele scrive:

    In effetti non ho mai usato la pialla o la sega su un asse di legno, invece evidentemente lei mastica di cinema come un obeso di pane e cioccolata…
    Se vuole possiamo confrontarci sul film, ma forse dall’alto dell’anonimato è + divertente scambiarsi metaforici insulti…

  3. Alberto Cassani scrive:

    Pensa che è tutta colpa di tuo papà, Emanuele: se quand’eri bambino ti avesse regalato il traforo avresti saputo fare anche qualche piccolo lavoretto di falegnameria…

  4. Amareggiato da certe persone scrive:

    Crbitichi tutto di questo film, e la mia domanda è ” ma l’ha visto?! ”
    Già dal “.. ma purtroppo sbaglia i toni del racconto.” mi chiedo perché il film non l’hai diretto tu, forse ad un publico creato a tua esclusiva immagine e somiglianza sarebbe piaciuto.
    Non è che non hai semplicemente non capito ciò che il regista con questo film voleva trasmettere, ma con la tua superficiale banalità, fatta passare per un tipo di concezione superiore dei film, hai parlato come se avessi ascoltato le opinioni di tutte le persone che di fronte a questo film hanno provato emozioni alternative grazie al genio del regista che è riuscito ad uscire dalla concezione base del film drammatico,(espresso anche dal finale del film).
    Sei stato triste in tutte le tue critiche, poiché tutto quello che hai criticato è stato finemente chiarito in alcune brevi, ma fondamentali scene all’interno del film.
    Chiediti se in realtà non sei tu a far parte della cerchia di persone ingenue, anzi abbandonate ai canoni comuni.
    Bye.

  5. Manulele scrive:

    Forse sei amareggiato perché nessuno ti ha mai spiegato il concetto di opinione, mentre capisci molto bene quello di offesa…
    Anziché parlare di quello che io non sono stato capace di fare o di capire, sminuendo un’opinione invece di cercarlo di smentirla, perché non mi spieghi, a me incompetente, dove sarebbe il genio superiore e come si esca dalla concezione base del film drammatico?
    Io sono triste e superficiale e faccio parte della cerchia comune, ma tu purtroppo non mi pare mi superi di molto…

  6. Fauno scrive:

    Trovo che i contenuti del film e gli intenti della storia siano abbastanza pregevoli, tuttavia mi trovo d’accordo col recensore; in questa pellicola sembra “quasi” che la musica voglia essere la vera protagonista della scena e allora mi viene da sottolineare le evidenti pecche del film.

    Io sono un musicista e come fa notare Manuele, è davvero impossibile che un bambino, dal niente, possa scrivere una sinfonia oppure suonare immediatamente benissimo; non importa quanto talento ci si porti dietro nel DNA. Uno spettatore davvero esigente tiene conto anche di questo, anzi, sono proprio i dettagli (poi neanche troppo dettagli) a fare di un film carino, un film davvero bello; purtroppo questo resta un film carino e null’altro.

    Con certe scelte (stupide) si va pure a colpire la dignità della musica che, mi spiace ai più sia ignoto, è sempre fatta di dedizione e sacrifici; non c’è bambino prodigio che tenga! Quindi oltre il danno, la beffa di fare del male alla musica, quando le si sarebbe voluto fare un omaggio attraverso il film.

    Per rispondere all’anonimo troll utilizzando il medesimo parallelismo di falegnameria, è come se Pinocchio si fosse intagliato da solo dal tronco di legno, solo perché “figlio” di Geppetto.

    …Ma per favore!

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