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"La reconstrucción" di Juan Taratuto

31 agosto 2013 Recensioni 0 Commenti
Festival di Venezia 2013

Inedito in Italia – Speranzoso

Eduardo è un trivellatore di petrolio nei giacimenti argentini; è un solitario, un egoista, un asociale, uno che fa come gli pare, nella vita e sul lavoro. Vive quasi come un barbone, ma un giorno una telefonata cambierà per sempre la sua vita…


Una scena di La reconstrucciónLa sequenza iniziale de La reconstrucción, film argentino in concorso nella sezione Giornate degli Autori di Venezia 2013, è già una perfetta fotografia del protagonista del film: Eduardo, solo in macchina lungo una desolata strada rettilinea, non risponde allo squillo insistente del cellulare. Alla sua sinistra, all’improvviso appare l’immagine di una donna che ha appena avuto un incidente stradale e si sbraccia per chiedere aiuto. Eduardo non rallenta nemmeno, vede sopraggiungere un’altra auto, e tira dritto per la sua strada.

Una scena di La reconstrucciónLa prima metà del film è un’intelligente collezione di esempi analoghi: vive da solo in una casa in completo abbandono, mangia con le mani, dorme in un sacco a pelo, rifiuta inviti a cena e regole in generale. Ma non fa male a nessuno, tranne che a se stesso. Chiara, allo spettatore, la presenza di un evento dolorosissimo che ha segnato il passato di Eduardo, a noi sconosciuto.
La reconstrucción di Eduardo inizia la mattina in cui decide di partire per andare da un vecchio amico, e ha la sua fase più dolorosa nei giorni dopo la morte dell’amico, quando ogni gesto, ogni decisione lo lacera. Da un lato il desiderio di fuga, di tornare a chiudersi nel suo bozzolo  dove vive da anni, dall’altra il desiderio di essere di nuovo l’uomo a cui Mario ha telefonato nel momento del bisogno. E allora, un po’ alla volta, Eduardo si lascia coinvolgere: lavora nel negozio lasciato dall’amico, accompagna a scuola le figlie, parla con i professori, prepara il barbecue… e cambia.

UnaIl piccolo film di Taratuto, tutto sommato, non racconta niente di nuovo, ma ha senza dubbio il pregio di saper narrare questa vicenda di vita. «Sono cose che succedono…» dice a un certo punto Eduardo riferendosi ai lutti che hanno colpito le loro famiglie. Ed è vero. Crudele forse, ma vero, perché la morte è parte della vita di tutti noi, ed è inevitabile, se si vuole sopravvivere, accettarla e andare avanti.
Molto belle alcune sequenze dl film, oltre a quella iniziale: il momento dell’addio tra Mario e la moglie; la lezione di guida alla figlia più grande; il contatto tra Eduardo e la moglie di Mario, separati dalla tenda della doccia ma vicinissimi. Bella la fotografia, bravi tutti gli interpreti; protagonista tra gli altri anche il paesaggio invernale argentino, che fa da perfetto contraltare al gelo che riempie l’animo del protagonista.

La reconstrucción è un chiaro esempio di come sia possibile fare un film sul dolore, sulla rinascita, sui sentimenti senza diventare per questo sdolcinati o scontati.


La locandina originale di La reconstrucciónTitolo: La reconstrucción
Regia: Juan Taratuto
Sceneggiatura: Juan Taratuto, Diego Peretti
Fotografia: Nico Hardy
Interpreti: Diego Peretti, Claudia Fontàn, Alfredo Casero, María Casali, Eugenia Aguilar, Ariel Peréz, Rafael Solano, Matías Cabrera, Andrea Riccini,Jorge Prado, Sandro Villani
Nazionalità: Argentina, 2013
Durata: 1h. 33′


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