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"la Via degli Angeli" di Pupi Avati

13 luglio 2005 Recensioni 0 Commenti
Tiziana Cappellini, 13 Luglio 2005: Poetico
Medusa, 1999

Ai primi del Novecento non c’erano molte occasioni d’incontro tra ragazzi e ragazze. Non a caso la festa che si svolgeva ogni anno a Castel del Vescovo era sempre frequentatissima. Per molti uomini quella festa danzante rappresentava l’unica possibilità per incontrare le signorine della piana…


Il titolo la Via degli Angeli è già un preludio di un soffio di poesia e, infatti, le aspettative non vengono deluse. L’affresco che Avati realizza degli abitanti della Bologna – e dintorni – di circa ottant’anni fa e della loro terra ha appunto il colore di una cartolina d’altri tempi; così come lo è l’atmosfera che vi viene creata. Allo stesso modo, sono ben riusciti i tratteggiamenti dei vari personaggi, così corali – pur mantenendo la loro riuscita individualità – da offrire un variegato microcosmo di sapore universale. Tuttavia, nel proposito di seguire lo sviluppo di più vicende parallele, e poi convergenti, il film rischia di perdersi, di dilungarsi e, quindi, di diventare un po’ noioso in alcuni momenti che non riescono a mantenere sempre desto l’interesse. In particolar modo, è un peccato che venga sottratto spazio al plot principale, in cui la vera protagonista, Ines, vive un amore infelice e delicato, ma non ricambiato, per il figlio del suo datore di lavoro. In quanto dattilografa, Ines trova lavoro anche durante le vacanze estive, presso due ricche quanto tormentate cognate; ma ciò non le è utile per dimenticare Angelo che, curiosamente, pur avendo poche scene e battute, riesce comunque a conquistare la statura di protagonista lungo tutto il film. E’ altrettanto un peccato che il finale di questa storia venga solo narrato mediante voce fuori campo della protagonista – elemento peraltro ricorrente fin dall’inizio – soffermandosi invece sulla conclusione di un’altra vicenda.

Valentina Cervi riesce con bravura ad esprimere e incarnare le poetiche malinconie di Ines, che arriva a farsi chiamare Ines degli Angeli in omaggio al suo Principe Azzurro, anche se ufficialmente il soprannome lo ha acquisito dalla via nella quale abita. Grazie alla buona recitazione, emerge il convincente ritratto di una giovane di altri tempi, col suo dolore troppo intenso perché gli altri lo comprendano, ma mai drammatico o eccessivo; di una giovane con la sua ingenuità e freschezza, ma abbastanza razionale da capire come va il mondo, senza crearsi false illusioni. Ed infine, la Cervi riesce anche a comunicare il senso di inadeguatezza e di inferiorità che accompagna sempre Ines, a causa della propria condizione sociale.

Degna di nota anche il racconto di come prepararsi per una serata danzante alla balera, non fosse all’epoca solamente un modo per trascorrere il sabato sera, bensì l’occasione – per alcuni, unica – di trovare l’amore di una vita intera.


Titolo: la Via degli Angeli
Regia: Pupi Avati
Sceneggiatura: Antonio Avati, Pupi Avati
Fotografia: Cesare Bastelli
Interpreti: Gianni Cavina, Valentina Cervi, Carlo Delle Piane, Libero De Rienzo, Eliana Miglio, Chiara Muti, Paola Saluzzi, Mario Maranzana, Toni Santagata, Cinzia Mascoli, Teresa Ricci, Chiara Sani, Sergio Tardioli, Francesca Fava
Nazionalità: Italia, 1999
Durata: 2h. 01′


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