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"L'abbuffata" di Mimmo Calopresti

27 ottobre 2007 Recensioni 0 Commenti
Emanuela Perozzi, 27 Ottobre 2007: Disordinato
Istituto Luce, 16 Novembre 2007

Calabria. Quattro giovani amici vogliono tentare la fortuna nel cinema e realizzare un lungometraggio, riuscendo a coinvolgere nel loro progetto una serie di persone che non potranno sottrarsi alla loro carica di energia positiva. Anche un celebre attore accetta di apparire nel film…


Calopresti, nel tentativo di coinvolgerci in una storia che sente moltissimo, avendo lui per primo lasciato la Calabria da bambino per trasferirsi verso un Nord più accattivante, si lascia sopraffare dalla sua voglia di comunicare l’amore per il cinema, da qui la miriade di citazioni di un cinema nostalgico, quello onirico di Fellini o quello genuino della Magnani e Mastroianni, cadendo però in una bramosia di nomi, volti, ricordi ed asserzioni che confondono, disorientano e perdono in capacità di farci emozionare per una storia che di per sé è bella e delicata, piena di buoni spunti e buone intenzioni.

La partenza dei tre ragazzi per Roma, insieme con lla loro coetanea Elena (Elena Bouryka), è il fondamentale passo nel buio per scappare dalla chiusura del paese e trovare un attore per il loro film, ma anche per respirare l’eccesso, l’abbuffata di apparenza e superficialità che domina gli ambienti patinati e i dialoghi finti pronunciati dall’attore Francesco (lo stesso Calopresti), o per criticare e dissacrare Cinecittà, da tempio del Cinema a contenitore della raccapricciante vacuità della reality-Tv. La frenesia ancora una volta appesantisce quella che poteva (e doveva) essere semplicità di narrazione, impedendo al film e agli stessi attori principali (nessuno davvero brillante) un reale avvicinamento al senso intimo della storia.

La poeticità è rincorsa attraverso belle parole troppo distanti dal contesto per sembrare credibili, ed è un peccato se consideriamo che alla storia, poetica di suo, sarebbe bastato poco per farsi davvero apprezzare: un maggiore coraggio da parte degli attori a lasciarsi andare, ad essere se stessi, ed un orientamento di sceneggiatura che puntasse di più e meglio a caratterizzare la loro interiorità e a comprendere cosa si nasconde davvero dietro al sogno sublime del cinema.

Nel finale l’entrata in scena di un portento come Gérard Depardieu (nei panni di se stesso), approdato nella terra del sole insieme con la compagna Amélie (Valeria Bruni Tedeschi), risolleva in parte le sorti del film avviandolo verso una festa di paese finalmente vera e coinvolgente, in cui l’abbuffata questa volta sa di vita e sane risate, buon cibo e buon vino, ritrovato slancio ed ispirazione per chi ha il coraggio di credere fortemente nei propri sogni.


Titolo: L’abbuffata
Regia: Mimmo Calopresti
Sceneggiatura: Monica Zapelli, Mimmo Calopresti
Fotografia: Pasquale Mari
Interpreti: Diego Abatantuono, Valeria Bruni Tedeschi, Mimmo Calopresti, Donatella Finocchiaro, Nino Frassica, Paolo Briguglia, Elena Bouryka, Lele Nucera, Lorenzo Di Ciaccia, Gérard Depardieu, Giuseppe Vitantonio Liuzzi, Max Mazzotta
Nazionalità: Italia, 2007
Durata: 1h. 42′


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