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"Le Fate Ignoranti" di Ferzan Ozpetek

25 marzo 2001 Recensioni 0 Commenti
La fate ignoranti

Medusa, 16 Marzo 2001 – Sprecato

Antonia è una borghese la cui vita regolare va in pezzi quando il marito muore, anche perché scopre che l’uomo aveva da anni una relazione omosessuale. Dopo una prima, comprensibile, reazione negativa, Antonia entra in contatto con l’originale famiglia dell’amante e scopre un mondo diverso dal suo…


Stefano Accorsi in Le fate ignorantiLe premesse per realizzare un bel film c’erano tutte: un tema interessante, quello dell’omosessualità, che sembra ormai pienamente accettata da tutti ma che invece nasconde ancora vergogna e pregiudizi (basta ascoltare la reazione degli spettatori in sala ai baci ed alle esplicite esperienze sessuali del protagonista…); un gruppo di attori affermati; un regista, Ferzan Ozpetek, ormai alla sua terza prova.
Margherita Buy e Stefano Accorsi in le fate ignorantiPurtroppo, però, tutto questo non ha portato ai risultati attesi: la prima metà del film dispone lo spettatore abbastanza positivamente, o almeno lo pone in attesa di un andamento crescente che però non si realizza; già dal momento della scoperta del segreto di Massimo la sceneggiatura comincia a cadere nell’ovvietà, e spesso anche nell’eccessiva melodrammaticità. La tentazione di commuovere lo spettatore è troppo forte anche per Ozpetek, come lo era stato per Muccino ne L’ultimo bacio, e allora appaiono donne emigrate tormentate dal passato, travestiti alle prese con problemi familiari, amici malati di AIDS, mamme poco credibili… fino ad un finale scontato e davvero poco soddisfacente, che ha l’unico pregio di evitarci almeno il classico lieto fine.

Stefano Accorsi in Le fate ignorantiDal punto di vista tecnico la fotografia dà il giusto tocco di realismo alla vicenda, i costumi e la scenografia sono interessanti anche se davvero un po troppo almodovariani, le musiche quasi sempre funzionali alla pellicola.

Ozpetek ha definito Le fate ignoranti un film autobiografico: l’appartamento di Michele è ricostruito sulla base di quello del regista, il quadro che appare all’inizio è una sua opera, Hikmet è un poeta da lui molto amato. Il titolo rimanda ad uno schizzo di Magritte, e vuole identificare in questi personaggi emarginati dalla società un gruppo quasi magico, di fate appunto, ma apparentemente ignoranti, cioè ignare delle regole che stanno alla base della vita della gente “normale”.

Un film che lascia la sensazione di una buona idea un po’ sprecata, l’impressione che ci si potesse davvero spingere un po’ più in là, essere più cattivi ed incisivi.


La locandina di Le fate ignorantiTitolo: Le Fate Ignoranti
Regia: Ferzan Ozpetek
Sceneggiatura: Gianni Romoli, Ferzan Ozpetek
Fotografia: Pasquale Mari
Interpreti: Margherita Buy, Stefano Accorsi, Serra Yilmaz, Gabriel Garko, Erica Blanc, Andrea Renzi, Rosaria De Cicco, Lucrezia Valia, Koray Candemir, Filippo Nigro, Ivan Bacchi, Luca Clavani, Maurizio Romoli, Barbara Folchitto
Nazionalità: Italia – Francia, 2001
Durata: 1h. 48′


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