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"Leoni per agnelli" di Robert Redford

22 ottobre 2007 Recensioni 0 Commenti
Leoni per agnelli

20th Century Fox, 21 Dicembre 2007 – Cruciale

Tre storie come tre lunghi dialoghi: il senatore Irving racconta alla scettica giornalista Janine Roth il nuovo piano d’attacco in Afghanistan chiedendole appoggio; il professor Malley discute con un allievo del suo futuro e delle sue prese di posizione, cerca di scuoterlo raccontandogli la storia di due soldati suoi ex allievi…


Meryl Streep e Tom Cruise in Leoni per agnelliSono molti – moltissimi negli ultimi anni – i film, specie statunitensi, che hanno sentito il dovere di riflettere in modo ora più ora meno polemico sulla situazione politica dell’America in guerra contro il mondo islamico: da Moore a Clooney, da Penn al resto del gota liberale, quello dei film politici post 11 settembre sembra quasi un genere a sé. Nessun film però, finora, si era spinto tanto in là nella riflessione, nella messa in quadro completa, nella ricapitolazione e riflessione esaustiva di tutto ciò che quell’evento ha significato. Ci ha pensato Robert Redford, attore e regista politicamente tra i più impegnati (alla Festa del Cinema di Roma ha presentato anche un documentario da lui prodotto dal titolo The Unforeseen), con questo film che è una riflessione definitiva non solo sull’attualità politica, ma soprattutto sulla cultura americana.

Michael Pena e Derek Luke in Leoni per agnelliScritto splendidamente da Matthew Michael Carnahan, un magnifico e fondamentale dramma politico-civile, a metà tra il cinema da camera e il thriller moderno, che racconta a 6 anni dal crollo del World Trade Center cos’erano e che fine hanno fatto i valori americani devastati dallo scontro (anche interno) di civiltà ormai perdute.
Strutturato in tre segmenti di sottile e ferrea concatenazione, come se fossero viaggi continui tra passato presente e futuro, il film analizza i valori e i fondamenti della cultura statunitense, dalla Costituzione all’informazione, dalla difesa dei diritti all’educazione, dal coraggio alla giustizia, fino alla tensione morale, per riflettere su che fine hanno fatto, su come vengono trattati da una politica che ha smesso di pensare al fattore demos in democrazia (lasciando quindi solo il potere), sul loro posto in un mondo in cui la guerra è quasi una condizione esistenziale.

Andrew Garfield in Leoni per agnelliDiritto all’obiettivo fin dalla prima inquadratura e perfettamente coerente fino all’ultima, Redford realizza un film che, con due interni e un esterno, racconta anche nella forma la stasi della società, della cultura e della politica americana, in cui le macchinazioni politiche, le collusioni con i media, i tentennamenti di un’opinione pubblica che sembra non esistere, una forza polemica anestetizzata da sfiducia e cultura pop si fermano a un continuo parlare, riflettere e sviscerare incapaci di agire e prendere i provvedimenti. Non a caso, in un coraggioso atto autocritico, i personaggi sono immobili nel corpo e nella mente, e gli unici che provano ad agire – non potendo – sono quei leoni, pedine di un gioco sporco dagli agnelli retto (geniale e terribile la partecipazione dei compagni come in un videogioco o in un film).

Una delle sceneggiature migliori da moltissimo tempo a questa parte, scritta con una solidità d’intenti e tessitura e con una ricchezza tematica e narrativa che spesso lascia senza fiato, a metà tra la precisione documentaria e la passione del grande cinema civile, in cui i dialoghi, i personaggi in evoluzione, la tenitura narrativa e l’assenza di manicheismo assicurano un posto agli Oscar. La regia è una lezione di cinema USA da manuale (appresa da Eastwood), segue attori e script con puntiglio, mettendo in scena un’idea forte di cinema e di mondo, in cui alla negazione dei mezzi spettacolari – quindi subdoli – dell’industria hollywoodiana corrisponde una forza morale che sfocia in un finale memorabile senza risposte, e quindi ancora più tombale.

Tappa fondamentale per il percorso registico di Redford, liberale che intende il cinema come il giornalismo, che nel ridiscutere anni ed esperienze di vita anche personali, si avvale di un cast superbo, che ai piedi di una monumentale Meryl Streep vede un perfetto Tom Cruise – il cui sguardo invasato trova qui giusta connotazione filmica – e un composto e partecipe Robert Redford. Ancora si possono fare, ai giorni e ai tempi nostri, atti e film che sfiorano il capolavoro. Grazie al cielo.


La locandina di Leoni per agnelliTitolo: Leoni per agnelli (Lions for Lambs)
Regia: Robert Redford
Sceneggiatura: Matthew Michael Carnahan
Fotografia: Philippe Rousselot
Interpreti: Robert Redford, Meryl Streep, Tom Cruise, Michael Peña, Derek Luke, Andrew Garfield, Peter Berg, Tracy Dali, Jennifer Sommerfield, Louise Linton, Rustee Rutherford, Wade Harlan, Christopher Carley, Muna Otaru, Babar Peerzada
Nazionalità: USA, 2007
Durata: 1h. 31′


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