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Davide
Chiara, 23 Gennaio 2004: Inutile |
IIF,
19 Dicembre 2003
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Mona
Lisa Smile
di Mike Newell
Ritorna
sui grandi schermi una delle attrici più insolite ma più
seguite degli ultimi anni. Una Julia Roberts che film dopo film sa ancora
come distinguersi tra ruoli sempre diversi l'uno dall'altro: buone interpretazioni
che spaziano dalla commedia al thriller, per giungere sino al genere
horror, ma che malgrado tutto peccano del carisma e dello spessore necessario
affinché il pubblico desista dal ricollegarli sistematicamente
all'unico primo ruolo che la rese famosa: quello recitato nel celeberrimo
"Pretty Woman". E in "Mona Lisa Smile" la musica
non sembra cambiare, anzi...! La Roberts ripropone infatti quel suo
tipico fare da donna forte ma sensibile, risoluta ma allo stesso tempo
titubante, dalle idee chiare ma versatili. E ritorna inoltre in uno
dei lavori meno interessanti che mai l'hanno vista protagonista, sopravvalutato
e totalmente privo della benché minima novità, sia in
campo contenutista sia formale.
La
storia è praticamente la stessa de "L'Attimo Fuggente"
di Peter Weir, dall'inizio alla fine; ma mentre lì a farla da
protagonista erano gli uomini e la loro voglia di cambiare, qui è
l'emancipazione femminile ad essere il fulcro portante di tutta la vicenda,
coi soliti problemi, le solite tematiche e - ahimé - le solite
vecchie soluzioni trite e ritrite. Inoltre nel film di Weir (interpretato
da un ottimo Robin Williams ben al di sopra della Roberts), per quanto
non mancasse una fastidiosa retorica in ambito letterario, qualche forte
emozione ci veniva anche data. In "Mona Lisa Smile", al contrario,
non succede proprio nulla per tutta la durata della pellicola, nessun
avvenimento degno di nota, senza considerare che gli autori stessi non
sembrano neppure loro avere tanto chiare le idee su cosa sia realmente
"conservatore" e cosa invece no!
Secondo
l'indissolubile coppia di sceneggiatori Konner-Rosenthal, infatti, e
secondo il regista Mike Newel (quello di "Quattro matrimoni e un
funerale", per intenderci) il pensare vecchio e in maniera retrograda
consiste nell'apprezzare le opere di Michelangelo piuttosto che quelle
del più moderno Picasso; come se l'uno escludesse automaticamente
l'altro, come se la storia dell'arte fosse degna di essere studiata
solo se contemporanea e d'avanguardia. Un po' come nello stesso "L'Attimo
Fuggente", in cui si aveva il coraggio di sostenere che per scrivere
una poesia bastava chiudere gli occhi e delirare al cielo, fregandose
altamente della tecnica e dei classici accademici.
Insomma,
un utilizzo troppo semplicistico di argomenti tanto delicati quali la
critica artistica; edulcorando il tutto con storie d'amore e redenzioni
finali buone solo per il pubblico poco esigente al quale chiaramente
il film è rivolto.
Un'occasione mancata, quindi, specie quando il cast - tutto al femminile
- era così ben frequentato. Con una Roberts che, al di là
di tutto, interpreta dignitosamente il suo brutto ruolo, affiancata
poi da una schiera di attrici giovani e meno giovani, tra le quali si
distinguono Kristen Dunst, Julia Stiles, Marcia Gay Harden e Maggie
Gyllenhall. Anche loro alle prese con dei ruoli poco interessanti, ma
talmente ben recitati da riuscire a risollevare le sorti di una mediocre
pellicola per il resto a dir poco inutile.
Titolo:
Mona Lisa Smile (Id.)
Regia:
Mike Newell
Sceneggiatura:
Lawrence Konner, Mark Rosenthal
Fotografia:
Anastas N. Michols
Interpreti:
Julia Roberts, Kirsten Dunst,
Julia Stiles, Maggie Gyllenhaal, Ginnifer Goodwin, Dominic West, Marcia
Gay Harden, Juliet Stevenson, John Slattery, Topher Grace, Laura Allen,
Marian Seldes, Terence Rigby, Donna Mitchell, Jordan Bridges, Ebon Moss-Bachrach,
Lisa Roberts, Tori Amos, Taylor Roberts, Deborah Day Dowling, Jennie
Eisenhower, Fred DeReau
Nazionalità:
USA, 2003
Durata:
1h. 57'
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