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"Lourdes" di Jessica Hausner

9 febbraio 2010 Recensioni 1 Commento
Alessandro Barbero, 23 Settembre 2009: Illuminante
Cinecittà Luce, 11 Febbraio 2010

Christine è affetta da sclerosi multipla. Partecipa ad un pellegrinaggio a Lourdes perchè ama viaggiare e quello è uno dei pochi modi di cui dispone per farlo. Lì trova la guarigione, e insieme a questa una felicità che pochi vogliono condividere con lei…


La trama di un film simile può far pensare ad una classica pellicola sulla religiosità, sulla Fede e sulla grandezza dei miracoli che a Lourdes possono accadere. Le continue preghiere, i canti di chiesa che ogni minuto vengono riproposti, le inquadrature che incorniciano migliaia e migliaia di pellegrini in marcia verso la ricerca del miracolo, i discorsi del prete e delle suore, tutti questi elementi dovrebbero contribuire a rendere ancora più teologica l’atmosfera.

Uno spettatore distratto potrebbe anche interpretare la pellicola in questo modo, un film che narra di un miracolo e che rappresenta un popolo in cammino, spinto dalla Fede e dai sentimenti più buoni. Ma fin dal primo momento piccoli indizi portano a fare considerazioni più complesse. La stessa Christine mostra una certa indifferenza rispetto alla macchina di turismo religioso che le gira intorno; pur partecipando a tutti gli eventi in scaletta, il bagno in piscina o la visita alla grotta, lo fa con atteggiamento più distaccato, con meno furore. Intorno a lei si muove un’umanità di credenti ipocriti, che pregano per un miracolo e nello stesso tempo invidiano, odiano, sparlano. Uomini e donne falsi, che vogliono dalla religione risposte immediate alle loro richieste e non a quelle degli altri. Egoismo e prevaricazione sono celate dietro un buonismo ed un senso di falsa pietà che corrompono ogni atteggiamento.

Gli attori sono bravissimi a trasmettere queste sensazioni ma lo fanno spesso in modo trattenuto, implicito. Come gli attori anche la regista rappresenta Lourdes per quello che è, una “macchina del miracolo” burocratica e fredda. Ci sono due figure che meritano un approfondimento. La prima è il personaggio dell’accompagnatrice più importante, quella che coordina tutte le attività della giornata. Una donna fredda, rigida e dall’aspetto leggermente inquietante; gli sviluppi della vicenda le donano, al contrario, una dimensione più umana e forse la trasformano in una figura positiva, vittima della stessa macchina turistica alla quale partecipa tutti gli anni. La seconda è rappresentata dalla compagna di stanza di Christine, una signora anziana che parla poco, dallo sguardo leggermente assente che potrebbe rappresentare l’ingenuità di coloro che partecipano al pellegrinaggio con cuore sincero, la parte buona, quella che non invidia e non odia.

Cosa resta di Lourdes? Poco. E’ un non luogo in cui si riversano speranze, delusioni, egoismi ed ingenuità. E da dove Dio, se c’è, si tiene il più possibile alla larga.


Titolo: Lourdes (Id.)
Regia: Jessica Hausner
Sceneggiatura: Jessica Hausner
Fotografia: Martin Gschlacht
Interpreti: Sylvie Testud, Léa Seydoux, Bruno Todeschini, Elina Löwensohn, Gerhard Liebmann, Linde Prelog, Heidi Baratta, Hubsi Kramar, Helga Illich, Gilette Barbier, Aurelia Burckhardt, Gerith Holzinger, Hubert Kramar, Petra Morzé
Nazionalità: Austria – Francia – Germania, 2009
Durata: 1h. 26′


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