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"Matrix" dei fratelli Wachowski

12 maggio 1999 Recensioni 14 Commenti
Matrix

Warner, 7 Maggio 1999 – Rivoluzionario

Un esperto di informatica si trova improvvisamente inseguito da un gruppo di agenti speciali che vogliono fargli la pelle, apparentemente senza motivo. Avvicinato da uno sconosciuto, al signor Anderson viene fatta una strana proposta: ingoiare una pillola blu e dimenticare tutto, o ingoiare una pillola rossa e scoprire la verità…


Carrie-Anne Moss in MatrixUna storia intrigante ma che riecheggia molte cose già viste o già lette, prende meravigliosamente vita grazie alle intuizioni visive di Larry e Andy Wachowski. I due fratelli riescono a mescolare efficacemente un racconto verboso e a tratti persino lento con sequenze d’azione strabilianti ed un’ambientazione fantascientifica convincente. La confezione tecnica è perfetta, con degli effetti speciali davvero mai visti e delle impressionanti coreografie dei combattimenti corpo a corpo. L’atmosfera apocalittica necessaria alla pellicola è resa magnificamente dalle scenografie del bravissimo fumettista Geoff Darrow e per due ore e un quarto si ha davvero l’impressione di essere in un altro mondo.

Keanu Reeves in MatrixI fratelli Wachowski furono responsabili della sceneggiatura dell’orribile Assassins, diretto da Richard Donner e interpretato da Sylvester Stallone e Antonio Banderas, ed esordirono alla regia con un altro brutto film, il thriller Bound – Torbido inganno. Per questa loro nuova prova hanno avuto a disposizione un budget di 65 milioni di dollari, e non si può dire che non li abbiano sfruttati al meglio… Mescolando fantascienza, azione e un pizzico di filosofia, hanno realizzato un film davvero strabiliante nonostante i troppi “spiegoni” di cui ha bisogno, che sa arrivare ad un finale da fuochi d’artifico.

Keanu Reeves e Hugo Weaving in MatrixAttore dalla carriera incostante, Keanu Reeves trova qui forse il trampolino di lancio che gli era finora mancato per riuscire a diventare davvero una star mondiale. Il libanese dal nome hawaiano (“fresca brezza che soffia sulle montagne”) era stato infatti protagonista ad inizio carriera di film interessanti ma in cui metteva in mostra delle doti recitative quanto dubbie, e una volta raggiunto il successo – grazie prima a Point Break e poi a Speed – aveva preso parte a pellicole poco riuscite e spesso snobbate dal pubblico. Con Matrix torna nell’universo cibernetico dopo il noioso Johnny Mnemonic, e lo fa in maniera decisamente più energica ed efficace. Al suo fianco il sempre ottimo Laurence Fishburne (Boyz N the Hood, Tina – What’s Love Got to do with It) e una sorprendente Carrie-Anne Moss, sexy come non mai. Ma è grazie soprattutto al lavoro dei due sceneggiatori-registi e degli altri tecnici, più che degli attori, se si esce dalla sala senza sapere esattamente chi siamo, con l’impressione che qualcosa sia cambiato, chiedendosi se il nostro sia veramente il mondo reale…


La locandina statunitense di MatrixTitolo: Matrix (The Matrix)
Regia: Larry & Andy Wachowski
Sceneggiatura: Larry Wachowski, Andy Wachowski
Fotografia: Bill Pope
Interpreti: Keanu Reeves, Laurence Fishburne, Carrie-Anne Moss, Hugo Weaving, Joe Pantoliano, Gloria Foster, Marcus Chong, Julian Arahanga, Matt Doran, Belinda McClory, Anthony Ray Parker, Paul Goddard, Robert Taylor, David Aston, Marc Gray
Nazionalità: USA, 1999
Durata: 2h. 16′


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Attualmente ci sono 14 commenti a questo articolo:

  1. Massimo scrive:

    Perchè all’indice c’è “coinvolgente” e nella recensione interna “rivoluzionario”?
    vuol dire qualche cosa?

  2. Fabrizio scrive:

    E’ sicuramente un refuso. Talvolta capita. Credo che l’aggettivo giusto sia “rivoluzionario”.

  3. Alberto Cassani scrive:

    Vuol dire che ho sbagliato. “Coinvolgente” era l’aggettivo nella versione vecchia del sito, “rivoluzionario” quello che ho deciso di dargli quando ho rifatto tutto, ma mi sono dimenticato di cambiarlo nell’elenco.

  4. Francesco scrive:

    Comunque ho trovato molto più bello questo film di quella schifezza di “Mission impossible 2″. Qui le azioni acrobatiche assurde sono giustificate dal fatto che vengono eseguite nel mondo virtuale di Matrix mentre nel brutto film di John Woo sono semplicemente ridicole. Parlavi di sospensione dell’incredulità, ma era proprio un film tamarro al 100%. Pessimo Cruise.

    Ti era piaciuto il film “Un mitico viaggio”?

  5. Alberto Cassani scrive:

    Be’, che “Matrix” sia superiore a “M:I-2″ non c’è dubbio, ma a parte lo stile di regia di John Woo, le evoluzioni di Cruise non sono diverse da quelle di un qualsiasi film di arti marziali orientale.

    “Un mitico viaggio” non l’ho mai visto, però ho visto “Excellent Adventure”, che è il primo film di Bill & Ted e mi è decisamente piaciuto. Qualche anno dopo Alex Winter ha codiretto “Freaked – Sgorbi”, che ho trovato eccezionale.

  6. Francesco scrive:

    Forse lo avevo visto da bambino. Era quella figata in cui un ragazzo veniva trasformato in freak e c’erano un uomo cane ed il tizio col naso grosso come tutta la faccia? Faceva ridere se è quello.

    Ti sono piaciuti, sempre in tema di fantascienza, i due “Tetsuo”? L’autore ha detto che è nato nel suo subconscio come risposta sovversiva alla società giapponese (mondiale ormai?).

  7. Alberto Cassani scrive:

    Sì, era quello. Il mio preferito era il Calzino, però.

    I “Tetsuo” sono più di due, in realtà. Qui c’è la recensione del primo http://www.cinefile.biz/?p=3708, e qui quella dell’ultimo: http://www.cinefile.biz/?p=14072.

  8. Marco scrive:

    Da vedere assolutamente. Film oramai divenuto un cult.

  9. Donato scrive:

    Lo considero l’ultimo vero capolavoro di fantascienza prodotto da Hollwood.

    Indubbiamente Matrix non è il primo film che affronta le tematiche della realtà virtuale. Inoltre, per la sua realizzazione i fratelli Wachowski si sono ispirati (come essi stessi hanno ammesso) alle tematiche sviluppate nella serie di animazione giapponese “Ghost in the Shell”. Infatti, le lettere e i simboli di colore verde che sfilano in verticale su sfondo nero e che costituiscono il codice di Matrix, rappresentano un esplicito omaggio che i Wachowski hanno tributato alla loro fonte primaria di ispirazione (e chi ha visto la sigla di apertura del primo lungometraggio di Ghost in the Shell, sa di cosa sto parlando).

    Tuttavia, va dato atto della straordinaria originalità nella costruzione e nello sviluppo della storia, che dipinge un’inquietante distopia, resa eccezionalmente credibile dall’impiego di innovativi effetti speciali che, è il caso di dirlo, lasciarono veramente gli spettatori a bocca aperta.

    Come era successo con Blade Runner in precedenza, anche Matrix ha enormemente influenzato sia la cinematografia successiva (dalle tecniche di ripresa, agli effetti speciali, all’impiego delle scene in bullett time, ecc..) che l’immaginario collettivo (occhialetti scuri e look stile Matrix si vedono in giro ancora oggi), a testimonianza dell’impatto che questo film ha avuto sul pubblico e sul mondo del cinema.

    La recensione ben focalizza i pregi (sceneggiatura, regia, montaggio, interpretazioni attoriali, effetti speciali, ecc..) che hanno reso questo film una pietra miliare della cinematografia di fantascienza. A tutt’oggi l’ultima, purtroppo…

  10. Riccardo scrive:

    Dello stesso genere mi sento di dover consigliare “Nirvana” di Salvatores che, essendo del 1996, si può considerare un precursore di Matrix. Secondo me è un buon film, abbastanza sottovalutato, ma da recuperare se non altro per tre motivi:
    1) Il tentativo, coraggioso, da parte del cinema italiano di cimentarsi in un genere che mai aveva e, purtroppo) non ha più affrontato (la fantascienza sulla realtà virtuale)
    2) La bravura di Salvatores, regista in grado di affrontare qualunque genere con efficacia.
    3) Sergio Rubini, e ho detto tutto.
    Al di là del fatto che è un film che possa anche non piacere, secondo me una visione la merita ed è molto interessante come pellicola. Forse accusa un po’ gli anni ma è davvero un validissimo film sci-fi (a mio parere)

  11. Alberto Cassani scrive:

    Possiamo aggiungere anche Stefania Rocca, tra i motivi per vederlo.

  12. Riccardo scrive:

    A dire la verità non ricordo se mi è piaciuta Stefania Rocca, mi era rimasto più impresso Rubini

  13. Alberto Cassani scrive:

    Stefania Rocca piace sempre! Comunque il film non mi aveva entusiasmato. È vero che è una perla rara nel nostro cinema, ma non mi sembra meritevole di una grande considerazione, in fondo.

  14. Riccardo scrive:

    Se non altro è sempre meglio di Quo Vadis Baby :D

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