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"Nemico pubblico n.1" di Jean-François Richet

16 aprile 2009 Recensioni 6 Commenti
Emanuele Rauco, 16 Aprile 2009: Oscuro
Eagle Pictures, 13 Marzo 2009/17 Aprile 2009

Jacques Mesrine è un ex soldato francese in Algeria che preferisce darsi alla criminalità e alle rapine a mano armata. Entra ed esce più volte dal carcere, andando sempre più alla deriva verso farfugliamenti politici, costringendo così lo Stato a una risposta esemplare…


Uno dei motivi per cui da sempre invidiamo il cinema e l’industria cinematografica francesi è la capacità di fare grande cinema di genere, affiancandolo naturalmente al cinema d’autore o – più semplicemente – al cinema medio e popolare. Non sempre ne escono perle – come dimostra Le deuxième souffle che aprì Roma due anni fa – ma più spesso sì, come dimostrano i recenti 36, Quai des Orfèvres o Tutti i battiti del mio cuore. Jean François Richet è proprio uno dei giovani registi d’Oltralpe cresciuto col genere, col polar soprattutto, e in questo fascinoso dittico criminale (L’istinto di morte e L’ora della fuga) dimostra l’amore e l’affezione per quel cinema e per i suoi risvolti.

Scritto da Abdel Raouf Dafri partendo dal romanzo vagamente autobiografico dello stesso Mesrine, un film che parte classicamente polar nell’impostazione e diventa poi più duro, cupo e violento, facendosi un vero noir d’azione che però segue come un affresco la dissoluzione del personaggio e dei tempi in cui vive. Se la prima parte era una sorta di biografia avvincente, ma in fondo “composta”, del personaggio, raccontandone più o meno la personalità e il mondo senza però andare troppo a fondo, con una distanza in un certo senso televisiva, questa seconda parte scava più a fondo nell’anarchica ambiguità di Mesrine, nel suo rapporto coi media, usando il fuoco – delle armi, degli obiettivi, delle domande dei giornalisti – come metafora per descriverne la deriva politica.

Molto intelligentemente, Richet usa questi elementi per rapportarli al contesto politico storico e sociale della Francia di quegli anni, dalla guerra in Algeria fino alla Brigate Rosse passando per la RAF, mettendo in scena in modo convinto e per niente agiografico le ragioni di una follia ideologica (c’è una sorta di parentela morale col contemporaneo Louise-Michel): chiave della svolta del film, la presenza di un conflitto via via più spiccato col commissario Broussard, che rende la pellicola decisamente più “cinematografica” (come mostra lo splendido campo lungo su poliziotti e militari in marcia sui campi). Richet passa dalla solida robustezza della prima parte al linguaggio nervoso e trascinante della seconda, sfruttando in pieno il montaggio di Bill Pankow (splendido nel gran finale) e facendosi aiutare da uno script in cui la carica grottesca e la dissoluzione dello spessore del protagonista è funzionale al disfacimento del (suo) mondo. Disfacimento impresso nel viso e nel corpo di Vincent Cassel, sempre più bolso, ingrassato, disfatto eppure sempre più violentemente diabolico, mattatore di una pellicola in cui persino Mathieu Amalric deve fare da comprimario. E così, sopraffatti dalla tensione, non possiamo che continuare ad ammirare Richet, Marchal, Audiard… cantori di un cinema che in Italia si è perso nel tempo.


Titolo: Nemico pubblico N.1 (Mesrine)
Regia: Jean-François Richet
Sceneggiatura: Abdel Raouf Dafri
Fotografia: Robert Gantz
Interpreti: Vincent Cassel, Cécile De France, Gérard Depardieu, Roy Dupuis, Elena Anaya, Gilles Lellouche, Ludivine Sagnier, Mathieu Amalric, Gérard Lanvin, Samuel Le Bihan, Olivier Gourmet, Georges Wilson
Nazionalità: Francia – Canada, 2008
Durata: 1h. 50′ + 2h. 10′


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Attualmente ci sono 6 commenti a questo articolo:

  1. […] sia piena “in ogni ordine di posti”. Ricordo che recentemente è successo con la prima parte di Nemico Pubblico n. 1, mentre ad esempio per Twilight erano state organizzate due proiezioni, ma già per il sesto […]

  2. Riccardo scrive:

    Film avvincente, sconvolgente, ma che nonostante i frequenti salti temporali, riesce a eguagliare film come inside man e nemico pubblico ( quello di mann ) strepitoso cassell per il ruolo.
    un po’ meno depardieu.

    PS: è vero che la prima parte dura un’ora e cinquanta ma la seconda dura invece 2 h e 13.

  3. Alberto Cassani scrive:

    Purtroppo io la seconda parte non l’ho vista e non ho il press-book, ma vedo che sono riportate durate diverse in ogni sito… Compresa ovviamente quella di 110. Mi fido della banca dati di Cinematografo.it, che riporta 130 minuti.

  4. Riccardo scrive:

    ma infatti la durata di due ore e dieci è giusta perché io la seconda parte ce la ho in dvd e ha quella durata.

  5. Alberto Cassani scrive:

    Due ore e 10, non 2 e 13.

  6. Riccardo scrive:

    grande film, adrenalinico e avvincente con un magistrale cassell che meritava l’oscar.

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