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"No Man's Land" di Danis Tanovic

15 aprile 2002 Recensioni 2 Commenti
Paola Cavallini, 15 Aprile 2002: Coinvolgente
01 Distribution, 26 Marzo 2002

Nel pieno della guerra in Bosnia due uomini, un bosniaco e un serbo, si ritrovano isolati tra le linee nemiche, nella terra di nessuno. Mentre i due cercano il modo di risolvere il loro problema, un casco blu francese tenta di aiutarli contravvenendo agli ordini dei suoi superiori….


Reduce dalla vittoria dell’Oscar come Miglior Film Straniero, torna sugli schermi italiani l’opera prima di Danis Tanovic, No Man’s Land, un film che narra da un nuovo punto di vista la guerra nell’ex-Jugoslavia.

In una sperduta zona di confine dove gli eserciti serbo e bosniaco si confrontano, una pattuglia di soldati bosniaci si perde mentre si reca a dare il cambio ai compagni; vengono intercettati dai serbi e quasi tutti uccisi. Sopravvive, benché ferito, Chiki, che si rifugia in una vicina trincea. Dall’altra parte del fronte, i serbi mandano due soldati a controllare se vi siano sopravvissuti. I due combattenti trascinano nella trincea uno dei compagni del giovane, Cera, e credendolo morto, in un macabro gioco, mettono sotto il suo corpo una “mina balzante” che ha la particolarità di esplodere non quando viene colpita, bensì quando si rimuove il peso sopra di essa. Dopo un conflitto a fuoco, durante il quale muore il soldato anziano, Nino, il più giovane rimane intrappolato nella trincea con Chiki. L’inaspettato risveglio di Cera sarà l’inizio di una situazione paradossale che spingerà entrambi gli schieramenti a chiedere l’aiuto dell’UNPROFOR, ed in particolare del sergente Marchand. Quello che seguirà va al di là di ogni nostra più folle immaginazione…

No Man’s Land è un film che, senza bisogno di eccedere nel mostrare rovine, combattimenti, cadaveri e quant’altro, riesce nella difficile impresa di trasmettere allo spettatore l’infinito orrore della guerra, ed in particolare della guerra civile. Chiki, Nino e Cera sono il simbolo di tutti gli uomini che combattono: stanchi, incattiviti, spaventati, in una parola disperati. Anche nella loro disperazione, però, non riescono a trovare un punto di contatto, una forma di accordo che non passi attraverso le armi; decide «chi ha il fucile», e in quella buca il fucile passa di mano con velocità impressionante, e tutto si trasforma in un balletto attorno al corpo assolutamente immobile di Cera steso a terra. La situazione poi è resa più complessa dall’intervento dell’UNPROFOR che, cercando di aiutare i due uomini, si trascina dietro anche la stampa, ed allora si scopre chi sono i veri sciacalli della situazione. Comincia il balletto del potere: Marchand chiama il suo capo, che chiama il suo, e poi sempre più in alto, sino a far tremare le poltrone dei generali ed a far cominciare la danza delle menzogne e delle apparenze.

No Man’s Land, terra di nessuno, dunque. La terra di nessuno di un confine non segnato e sul quale non sorgono che pochi alberi striminziti, di una trincea che non appartiene più ad alcuno schieramento, dei cuori aridi di chi non sa più far altro che odiare, delle menti malate di chi dà più valore agli incidenti diplomatici che alle vite umane, del desiderio di quello “scoop” che farà di noi il miglior giornalista del mondo, anche se solo per un giorno.

Il film di Tanovic, senza particolari pregi artistici o tecnici, asciutto quasi fosse una cronaca sia nello stile che nei contenuti, riesce a coinvolgere e turbare gli spettatori, a farci provare, anche se solo per pochi minuti e (per fortuna) con l’immaginazione, la sensazione che nella guerra non ci sia via d’uscita, che questa situazione porti gli animi umani al di là della ragione, della logica, dell’umanità, di ogni scelta, appunto nella “terra di nessuno”.


Titolo: No Man’s Land (Id.)
Regia: Danis Tanovic
Sceneggiatura: Danis Tanovic
Fotografia: Walther van den Ende
Interpreti: Branko Djuric, Rene Bitorajac, Filip Sovagovic, Georges Siatidis, Katrin Cartlidge, Serge-Henri Valcke, Simon Callow, Sacha Kremer, Alain Eloy, Mustafa Nadarevic
Nazionalità: Bosnia – Italia – Belgio – Francia – Slovenia – Regno Unito, 2001
Durata: 1h. 38′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. Enrico Chiaves scrive:

    E’ il film che è rimasto impresso nella mia memoria più di ogni altro, ripeto ogni altro film visto in tutta la mia vista.
    Asciutto, tracigo e comico, semplice e tremendo, pieno di humor e di umanità, dovrebbe esser visto d ogni uomo
    come il più importante film sulla crudele idiozia della guerra ….. e della natura umana,

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