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"Open Water" di Chris Kentis

20 settembre 2009 Recensioni 1 Commento
Open Water

Eagle Pictures, 19 Agosto 2004 – Angosciante

Una giovane coppia con la passione per la subacquea decide di fare delle immersioni ai Caraibi. Una delle guide che li porta al largo, però, sbaglia nel registrare i subacquei risaliti a bordo e così i due, riemersi un po’ in ritardo, si ritrovano soli e impotenti in mezzo all’oceano…


Daniel Travis e Blanchard RyanBasato (pare) su fatti realmente accaduti, Open Water è l’opera seconda di Chris Kentis, che in realtà non è un cineasta professionista bensì un esperto subacqueo.

Questo di Kentis, presentato al Sundance Film Festival nel 2003, non è un film per tutti. Anzi: si potrebbe quasi azzardare che è un film destinato ad un numero ristrettissimo di persone, coloro che si aspettano di vedere sequenze sanguinolente o comunque di trovare omaggi e richiami a Lo squalo di Spielberg ne stiano alla larga.
Blanchard RyanL’elemento che domina Open Water dal primo all’ultimo secondo è la tensione, una tensione che, come l’ha definita un articolo del Rolling Stone, «ti fa i nervi a pezzi». Non è un caso che la pellicola sia stata (ingiustamente) snobbata da gran parte del pubblico a livello internazionale. Ingiustamente poiché, in assenza di scene truculente che avrebbero potuto accontentare e “affascinare” gli spettatori più macabri, Kentis ha invece raccontato l’angoscia creata dalla drammatica situazione che si ritrovano a vivere i due coniugi abbandonati nel bel mezzo dell’oceano. E questo, come detto, a molti non è piaciuto.

Blanchard Ryan e Daniel TravisDice un verso di una celebre poesia di Ungaretti: «Non sono mai stato tanto attaccato alla vita». La stessa cosa accade a Daniel e Susan, i quali, trovandosi completamente abbandonati a loro stessi, si sentono talmente impotenti di fronte a ciò che sta capitando loro da comprendere il vero significato e il valore della vita. Il dolore si sente davvero solo quando lo provi sulla tua pelle…

Una scenaCerto, oltre agli aspetti più psicologici come l’angoscia e la tensione ci sono anche quelli puramente visivi. Dopo tutto, a parte pochissime eccezioni, la vista di uno squalo terrorizza chiunque, e nel film se ne vedono diversi, ma nulla è lasciato fine a se stesso. E’ un peccato che Kentis non abbia continuato con il cinema dato che, oggigiorno, i registi che con i loro film riescono a farti mancare la terra sotto i piedi sono veramente pochi, e di questi film abbiamo molto bisogno.


La locandinaTitolo: Water (Id.)
Regia: Chris Kentis
Sceneggiatura: Chris Kentis
Fotografia: Chris Kentis, Laura Lau
Interpreti: Blanchard Ryan, Daniel Travis, Saul Stein, Estelle Lau, Jon-Damon Charles, Michael E. Williamson, Cristina Zenarro, Steve Lemme
Nazionalità: USA, 2003
Durata: 1h. 29′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Vero, concordo. Mentre lo guardavo pensavo di immedesimarmi insieme ai protagonisti e più di un brivido sulla schiena mi è passato…

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