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"Parnassus" di Terry Gilliam

19 ottobre 2009 Recensioni 20 Commenti
Parnassus

Moviemax, 23 Ottobre 2009 – Forzato

Grazie a un patto col Diavolo, il Dottor Parnassus può dominare l’immaginazione degli spettatori che assistono agli spettacoli della sua compagnia teatrale. In cambio di questo dono, però, il Diavolo pretende da Parnassus l’anima di sua figlia quando avrà compiuto 16 anni…


Heath Ledger in Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il DiavoloDopo aver raccolto numerosi consensi di pubblico e critica all’ultima edizione del Festival di Cannes, dove è stata presentata fuori Concorso, arriva finalmente in Italia l’ultima, attesissima, fatica di Terry Gilliam, cineasta dal talento visionario ed eclettico che, oltre ad essere stato a lungo membro dei Monty Python, ha dato vita ad opere quali Brazil, La leggenda del re pescatore, L’esercito delle dodici scimmie, Paura e delirio a Las Vegas e  più di recente Tideland.

Christopher Plummer in Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il DiavoloThe Imaginarium of Doctor Parnassus non è, però, solamente un film di Terry Gilliam. Come tutti sapranno, infatti, questo è, più di qualunque altra cosa, l’ultimo progetto cinematografico intrapreso – e lasciato incompiuto – da Heath Ledger, attore australiano deceduto prematuramente durante le riprese. A terminare il lavoro cominciato da Ledger sono intervenuti Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell, che interpretano il suo personaggio in tre diverse trasformazioni all’interno dello spettacolo di Parnassus. Molta della curiosità degli spettatori deriva proprio da questo fatto, e va detto che tutti quelli ansiosi di vedere Ledger davanti alla macchina da presa per l’ultima volta non rimarranno delusi: la sua è un’interpretazione che buca letteralmente lo schermo, come d’altronde successo negli ultimi, gloriosi, sprazzi della sua carriera, in cui è riuscito anche a vincere un Oscar postumo.

Heath Ledger, Lily Cole e Andrew Garfield in Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il DiavoloAll’altezza anche il resto del cast, a cominciare da un Christopher Plummer come sempre contenuto, spalleggiato, nel vero senso della parola, da un Tom Waits che accanto al successo musicale si dimostra una volta di più un ottimo attore. I contributi di Depp, Law e Farrell sono ben dosati anche se non aggiungono molto alle buone prestazioni dimostrate dai loro colleghi.

Peccato non si possa dire lo stesso della storia, da cui emergono indubbiamente tutte le sfaccettature e i marchi di fabbrica del cinema di Gilliam che però risultano in questo caso forzati ed eccessivamente pompati, al punto che la pellicola sembra, alla fine, un vero e proprio spettacolo visivo che eccelle nel reparto tecnico ma che, troppe volte, è solo fine a se stesso.

Heath Ledger in Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il DiavoloLa sceneggiatura, scritta dallo stesso regista in collaborazione con Charles McKeown, è efficace solo nella prima parte, dopodiché si ritrova inesorabilmente a girare intorno a cose già mostrate e che, francamente, rischiano di esasperare. Senza dubbio Gilliam ci ha abituati a cose neanche paragonabili a Parnassus, che seppur non sia assolutamente disprezzabile non vale però nemmeno uno dei memorabili prodotti sfornati dal regista britannico in passato, e viene proprio da pensare che l’unico vero motivo per cui valga la pena vederlo è la straordinaria interpretazione di Heath Ledger.


Titolo: Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il Diavolo (The Imaginarium of Doctor Parnassus)
Regia: Terry Gilliam
Sceneggiatura: Terry Gilliam, Charles McKeown
Fotografia: Nicola Pecorini
Interpreti: Johnny Depp, Heath Ledger, Colin Farrell, Jude Law, Christopher Plummer, Lily Cole, Tom Waits, Quinn Lord, Verne Troyer, Andrew Garfield, Paloma Faith, Cassandra Sawtell
Nazionalità: Francia – Canada – Regno Unito, 2009
Durata: 2h. 02′


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Attualmente ci sono 20 commenti a questo articolo:

  1. Alessio scrive:

    Buona recensione che condivido…
    ma il regista è americano…..non britannico!

  2. Alberto Cassani scrive:

    No, in realtà è nato e cresciuto negli Stati Uniti, ma quando si è trasferito in Inghilterra ha preso la cittadinanza britannica, tenendo però inizialmente il doppio passaporto. Durante l’amministrazione George W. Bush ha rinunciato alla cittadinanza statunitense, e quindi è a tutti gli effetti solo ed esclusivamente un cittadino britannico. Poi, volendo, si può specificare “nativo degli Stati Uniti”, ma è un cittadino britannico. E se ha rinunciato alla cittadinanza è perché non vuole essere considerato e definito “statunitense”.

  3. Alessio scrive:

    Della serie prendi e porta a casa….ahahah!
    Non sapevo questa cosa e ti ringrazio della spiegazione.

  4. Alberto Cassani scrive:

    Nessun problema, Alessio. Figurati…

  5. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Non sono un fan di Terry Gilliam ma di questo dicono bene.
    Ma devo ancora vederlo.

  6. Marco scrive:

    Allora oggettivamente il film mi è piaciuto, ottime scenografie, stupenda la fotografia nel nostro Pecorini, molto caratteristici i costumi e molto ben fatti gli effetti speciali che giocano molto sul “pastello”, infatti nelle immaginazioni sembra si stia guardando un cartone animato, comunque ho apprezzato questa visione.

    La storia mi è piaciuta molto all’inizio, la fantasia a Gilliam non è mai mancata, ma quando si finisce la visione si ha come qualcosa di non compiuto, come se ti sia rimasto dell’amaro in bocca che non riesci a togliere e questo grava molto sulla riuscita di un film perchè lascia allo spettatore quel dubbio che non fa attribuire la piena sufficienza al film.

    Mettendo da parte la parte tecnica, le visioni che Gilliam ci propone sono si belle ma ti restano come un nulla di fatto, come se fossero state messe li per forza di cose. Alcuni passaggi poi verso la fine sono molto allungati e li creano qualche dubbio nello spettatore che deve per forza rivedere alcune scene prima perchè ha la sensazione che gli sia sfuggito qualcosa.
    La scelta poi di cambiare il viso di Ledger con quelli di Deep, Law e Farrell è si originale e apprezzabile ma non dicono più di tanto allo spettatore, la spiegazione di quello che avviene lo spettatore se l’ho deve trovare da solo perchè il regista non glielo dice.

    Comunque la visione la merita assolutamente anche perchè abbiamo la prova straordinaria di tutti gli attori partecipanti: Grande Plummer, graziosa e bellissima Cole, luciferino Waits, molto ben in parte Garfield.
    Per il trio reputo a mio parere il migliore ( a sorpresa) Jude Law, Depp ha avuto solo un cameo invece Farrell non l’ho trovato molto in sintonia col personaggio, difatti la sua prova è meno graffiante rispetto agli altri e ciò è un male dato che è lui che deve chiudere il film.
    Un plauso ad un grande Ledger nella sua ultima prova d’attore, paragonabile tranquillamente al Joker.

    La musica l’ho trovata abbastanza d’atmosfera solo nei bellissimi titoli di coda ma nel film non riesce ad elevarsi. La regia di Gilliam, a parte qualche buco ( soprattutto nel finale ) è molto buona.

    Per lo script l’ho detto: doveva essere più coinvolgente, più graffiante, certo l’originalità è superba, l’inventiva delle scene ottima, però come gia detto restano un nulla di fatto, come se il regista stesse sperimentando qualcosa e ciò non invoglia lo spettatore ad una seconda visione, se non per rivedere le splendide interpretazioni.

    Alberto hai visto il film? Cosa ne pensi del cinema di Gilliam? Un film che mi consigli assolutamente da vedere?
    Di Gilliam ho apprezzato ” I Fratelli Grimm”.

  7. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Volete una bella notizia, la prossima o quela dopo settimana vado a Venezia a incontrare Johnny Depp.

  8. Marco scrive:

    Riccardo invece io a Venezia il 6 Settembre ho incontrato e fotografato e fatto autografo sul cappellino George Lucas e tutti i registi della Pixar, incluso Lassetter!!!

  9. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    George Lucas, quello di Star Wars?

  10. Marco scrive:

    Si proprio lui, ma io l’ho conosco più che altro per la produzione della quadrilogia di Indiana Jones e per l’amicizia che lo lega con un mito del cinema che io adoro, ovvero Steven Spielberg.

  11. Alberto Cassani scrive:

    Io non sono per nulla un fan di Terry Gilliam. Questo non l’ho visto, come non ho visto il suo precedente “Tideland”, ma l’unico suo film che mi sia piaciuto davvero è “Brazil”: http://www.cinefile.biz/?p=739

  12. Riccardo scrive:

    Alberto, lo hai visto di gilliam Monty Python – Il senso della vita? io lo ho trovato un po’ macchinoso e violento ma ben architettato perché cercava di spiegare il senso della vita.

    Per quanto riguarda parnassus, oltre alle scenografie, i costumi e l’atmosfera surreale ho apprezzato la performance di johnny depp che in pochi minuti di recitazione è stato grandioso.
    Il bello di depp è che riesce a rendere amabili tutti i personaggi che interpreta, su sweeney todd il cattivo ( il barbiere ) è il personaggio che si finisce per amare.
    e questa capacità in depp di dare spessore a qualunque personaggio a cui gli viene data la parte, a renderlo un grande attore.

  13. Alberto Cassani scrive:

    “Il senso della vita” non è di Gilliam, è dei Monty Python. Gilliam faceva parte del gruppo, ma i film li dirigeva Terry Jones (a parte “Brian di Nazareth” che l’hanno diretto insieme). Lui di solito dirigeva le sequenze animate nei titoli di testa. Il film l’ho visto da ragazzino e m’era piaciuto tantissimo, ma poi non l’ho più rivisto e non escludo che rivisto oggi mi possa lasciare abbastanza freddo.

  14. capirebattiato scrive:

    io sono un fan di Gilliam. e se lo è meritato.
    Ne “l’esercito delle 12 scimmie” fa sembrare B.Pitt un attore
    “Brazil” è geniale
    e poi tutto il lavoro coi Monty Python..

    ecco, siccome non riesco a mettere da parte questo pressante sentimento di gratitudine nei suoi confronti..
    Parnassus è bello. (poi, per qualcosa di + obiettivo basta fare la tara)

  15. Alberto Cassani scrive:

    Io devo dire che con rare eccezioni (“Brazil”, appunto) i suoi film mi hanno sempre lasciato piuttosto freddo. Gli ultimi due non li ho neanche visti proprio per questo.

  16. Edoardo scrive:

    “Ne “l’esercito delle 12 scimmie” fa sembrare B.Pitt un attore”.
    Guarda che Brad Pitt è un bravo attore!

  17. Riccardo scrive:

    e diciamo che ha dato il meglio di sè nelle sue ultime grandi interpretazioni come troy, benjamin button e bastardi senza gloria.
    e poi non credo che i fratelli grim sia un film che lascia freddi.
    a me è piaciuto molto.
    un bel fantasy.

  18. Riccardo scrive:

    Non concordo con l’ultima parte della recensione:
    “La sceneggiatura, scritta dallo stesso regista in collaborazione con Charles McKeown, è efficace solo nella prima parte, dopodiché si ritrova inesorabilmente a girare intorno a cose già mostrate e che, francamente, rischiano di esasperare. Senza dubbio Gilliam ci ha abituati a cose neanche paragonabili a Parnassus, che seppur non sia assolutamente disprezzabile non vale però nemmeno uno dei memorabili prodotti sfornati dal regista britannico in passato, e viene proprio da pensare che l’unico vero motivo per cui valga la pena vederlo è la straordinaria interpretazione di Heath Ledger.”
    Per me è illeggibile una cosa scritta così.
    Gilliam è da lodare visto come ha dato originalità ad un fantasy come PARNASSUS, la storia è insolita e molto surreale a tratti confusionaria ma sempre interessante.
    Insomma i canoni del fantasy sono sempre gli stessi ( mea culpa riguardo il copyright di queste tracce per fare un fantasy che ne ho fatto copia e incolla ma sono molto divertenti ):
    1. Create un protagonista.
    La maggior parte dei vostri lettori saranno maschi privi di fiducia in se stessi. Perciò il protagonista dev’essere uno Sfigato. Senza scopo nella vita, timido, vigliacco, oppresso da sensi di colpa, malato, pigro, ignorante – va bene tutto.

    2. Inventate una Cerca.
    Improvvisamente lo Sfigato viene a sapere che il fato del mondo (o di qualche altro mondo lontano) è nelle sue poco capaci mani. Per salvare il mondo deve compiere un’impresa, sconfiggere un nemico, imparare qualche segreto misterioso.

    3. Create un’Accozzaglia di Compagni di viaggio.
    Lo Sfigato deve avere una Compagnia proveniente dalle specie più diverse (nani, elfi, tamarri, ecc…). Ciascuno dei Compagni ha qualche abilità che risulterà fondamentale prima o poi nella storia.

    4. Create una Guida, saggia ma inutile.
    La Guida è un saggio consigliere che sa tutto della Cerca, ma non la rivela mai completamente. Sembra avere anche immensi poteri, ma quando servono non li adopera mai (vedi parte 7: tirala in lungo)

    5. Create la Terra.
    La prima sfida per la nostra Accozzaglia è compiere un interminabile viaggio attraverso paesaggi e climi dei più disparati. Tutte le terre fantasy hanno ogni tipo di clima possibile, e ogni caratteristica fisica immaginabile (montagne, paludi, foreste, deserti…) disseminate a caso nel territorio senza alcun riguardo per la verosimiglianza geografica ed ecologica.
    (Nota: i mondi fantasy sono quadrati: hanno all’incirca la forma di due pagine aperte di un libro tascabile).

    6. Create il nemico.
    Ogni terra Fantasy ha un Oscuro Nemico, un Cattivo quasi onnipotente che cerca di annientarla, anche se non sempre è chiaro che beneficio ne abbia facendolo.
    Questo Cattivo ha a disposizione numerose armate che non hanno bisogno di cibo, paga o altro supporto logistico e possono viaggiare per distanze infinite e assalire gli avversari senza difficoltà. Eppure il potere Nemico dipende completamente da qualche oggetto insignificante, come un anello o una roccia.

    7. Tiratela in lungo.
    La cosa più importante di un romanzo di epic fantasy è che il lettore al termine dev’essere esausto. Si deve sentire come se avesse dovuto attraversare molti ostacoli per arrivare a finire il libro, così come gli eroi hanno dovuto faticare per portare a compimento la Cerca. Perciò il libro dev’essere al più possibile difficile da leggere. Pertanto:
    a. Raccontate la storia con ogni dettaglio possibile. Descrivete ciascun giorno del viaggio, quanta distanza hanno percorso, cos’hanno mangiato, dove hanno dormito, il clima: specialmente nei giorni in cui non succede nient’altro.
    b. Ogni situazione drammatica dev’essere piena di lunga introspezione. Ad ogni momento critico lo Sfigato deve ripensare ai suoi sentimenti, alla sua identità, se ha lasciato il gas aperto, e così via.
    c. Non risolvete mai una crisi nella maniera più facile. Ad esempio, se il Mago che fa da personaggio Guida ha grandi poteri, non li userà mai per risolvere una situazione. Ad esempio:
    SBAGLIATO: Groll sollevò il suo randello per colpire. “Non vi preoccupate” disse Gordian: il venerabile mago sollevò la sua Sfera di cristallo e pronunciò le oscure parole “Astalavista.” Ci fu un accecante lampo di luce e il Re dei Troll si sciolse in un mucchio di fanghiglia verdastra.
    GIUSTO: Groll sollevò il suo randello per colpire. “Se usiamo la Sfera aumenteremo soltanto il potere del Nemico” disse il Mago Gordian. Il randello colpì, e Gimlet il Nano cadde con la testa spaccata.

    Se il Mago avesse veramente usato il suo potere, non avrebbe avuto bisogno dello Sfigato per salvare la Compagnia, e il libro finirebbe in un centinaio di pagine. Pertanto, sebbene i Maghi possano evocare spiriti e resuscitare morti, dovranno arrangiarsi come meglio possono per sconfiggere anche il più stupido dei Troll.

    8. Saltate le parti difficili.
    Nonostante la necessità di scrivere un libro più lungo possibile, ci sono alcune parti troppo difficili. Mentre un viaggio di mille miglia è lungo, ma facile da descrivere, le battaglie sono difficili perché richiedono conoscenza della strategia militare. Perciò se state descrivendo una battaglia ma diventa difficile, basterà che lo Sfigato subisca una ferita e perda i sensi. Ad esempio:
    “Improvvisamente la sua testa scoppiò, e fu avvolto come da una nebbia mentre l’oscurità lo avvolgeva, eterea. La spada, ancora in movimento nell’aria, sembrava immobile, imprigionata nel tempo: il suono della battaglia sembrava all’improvviso provenire da molto lontano, mentre egli chiudeva gli occhi e sprofondava nella nuvola nera.”
    Ecco fatto! Subito dopo il nostro eroe si sveglia nella Sala di Guarigione su un giaciglio candido, e una Vergine Guerriera gli dice che la battaglia è finita ed essi hanno vinto! Così evitate molte pagine di complesse descrizioni militari.
    Per altri punti difficili come l’attraversamento di montagne, vedi Caverne, più in basso.

    9. Giungete ad una battaglia decisiva.
    Sebbene dotato di poteri magici il Nemico, per qualche strana ragione, deve sempre sconfiggere i Buoni alla vecchia maniera, sul campo di battaglia. Per quanto potere il Cattivo abbia, finirà per galoppare alla carica sul campo di battaglia, mulinando una spada.

    10. Fate morire quasi tutti.
    Lo Sfigato deve raggiungere il suo obiettivo, scoprire la parola magica o quel che è sempre all’ultimo momento, quando tutto sembra perduto. Pertanto bisognerà che cada e si sloghi una caviglia, soffra una crisi d’identità, ecc… mentre cerca di avvicinarsi all’obiettivo. La maggior parte della raffazzonata Compagnia deve morire orribilmente, prima che lo Sfigato riesca finalmente a fare quello che gli compete. Così il lettore se la prenderà con il Nemico anche se è lo Sfigato ad essere lento o incompetente.

    Altri punti chiave

    I cattivi sacrificabili.
    Sono indispensabili. Sono orchi, goblin, troll, draghi o qualsiasi altra creatura che ci piace massacrare a migliaia. Di solito sono scuri, pelosi, viscidi e sudati o comunque inaccettabili in un tradizionale ambiente borghese. Spesso sono anche deformi, seguendo l’antica credenza che un corpo brutto rifletta un’anima malvagia. Facciamo un’opera buona ricordando al lettore che chi è brutto e sfigurato è così perché è malvagio.
    Nota: nelle terre Fantasy non esiste il concetto di riabilitazione. Tutti i servitori e i vassalli del Nemico devono essere sommariamente giustiziati, anche se hanno aiutato il Cattivo solo perché costretti con il terrore.

    I vecchi veterani.
    Tutte le storie fantasy devono avere un’ordine di guerrieri di eccezionale capacità e lealtà, che si tramandano il ruolo di padre in figlio. Sono invariabilmente malconci, mutilati e pieni di cicatrici, ma anche se non vi sembra logico, più sono malconci e maggiore è la loro abilità di combattenti.

    Pure Vergini Guerriere.
    Gli Sfigati hanno paura della sessualità, perciò le donne nei romanzi fantasy sono così potenti e pure che al confronto Giovanna d’Arco è come Paris Hilton.
    Sono forti, nobili d’animo e di nascita, leali, coraggiose, e di solito alla fine della storia muoiono. Cos’altro potreste fare di loro? Fanno troppa paura per sposarle, e nei romanzi fantasy nessuno ha mai rapporti sessuali.

    Tipi fisici.
    Gli smilzi sono sempre astuti e intelligenti, la gente robusta e grossa è invariabilmente cretina.

    Nomi dei personaggi.
    Per creare i nomi basta combinare sillabe senza senso finché non salta fuori qualcosa che assomiglia a un nome straniero. Sembrerà ancor più vero se è impronunciabile. Le Y, le H e gli apostrofi aggiungeranno un tocco esotico.
    Perciò i vari “Dn’a’brht”, “ynhazzmhn”, “jbreheh’m” vanno benissimo. Potete anche mettere insieme a casaccio delle parole in inglese e usarle come nomi.

    Tecnologia
    i mondi fantasy hanno sempre delle inspiegabili mancanze tecnologiche. Sono retti da consigli di saggi venerabili, guardiani del sapere accumulato in millenni, eppure non riescono mai a inventare nulla che potrebbe servire contro troll e orchi, ad esempio una 44 Magnum.
    Nota: i mondi fantasy non hanno mai economie che funzionino in modo sensato. Sono pochi quelli che lavorano, c’è poca agricoltura e non si sa bene da dove provenga il cibo.

    Magia.
    Quando i maghi si affrontano a lampi di energia che scagliano l’uno contro l’altro, il fuoco magico del buono è sempre azzurro, quello del cattivo è sempre rosso o verde.

    Abitazioni.
    Sono di tre tipi: Caverne, Capanne e Castelli.
    Le Caverne sono il miglior alleato dello scrittore, sono ideali come nascondigli per armi, santuari dei saggi, tane dei mostri e così via. Richiedono poca descrizione e possono, unite insieme, formare un labirinto. Hanno sempre un pavimento piatto come nei film di Hollywood. Sono anche utili per superare ostacoli geografici intransitabili come montagne elevatissime ecc… basta che la Compagnia vada sottoterra, e quando ne emergerà sarà infallibilmente arrivata dall’altra parte, salvando anche allo scrittore tante pagine di descrizione complessa.

    Le Capanne si trovano in luoghi remoti. Chiunque vi abiti è sempre semplice e buono.

    I Castelli sono sempre “ricavati dalla roccia viva,” quale che sia il significato della frase… le stanze nei castelli sono quasi completamente spoglie, con il minimo di arredi.

    La Fortezza del Nemico.
    Lo Sfigato deve penetrare prima o poi nella Fortezza del Nemico. Ma non è mai così difficile. Le sentinelle sono sbadate e lo Sfigato può sempre avvicinarsi senza essere visto.
    Anche le Fortezze più difese avranno sempre un piccolo passaggio non sorvegliato, tipo una porticina per gettar fuori la spazzatura. Una volta dentro il castello del Nemico, c’è solo una manciata di persone che vanno in giro a casaccio. Lo Sfigato potrà penetrare nelle più recondite nicchie del potere Nemico senza essere fermato.
    Nota: il difetto che porta il Nemico alla rovina è invariabilmente un’eccessiva fiducia nei propri mezzi.

    Insomma sono questi i canoni per fare un fantasy da questo non si scappa: mi dite un film che come parnassus si distacca completamente dai canoni di tolkien, non ho nulla contro paolini, troisi & co. ma alla fine la storia è sempre ripetitiva, mettiamoci in po di più di fantas( y )a come ha fatto Gilliam. è un genere che sta passando di moda e con gli effetti speciali di oggi potrebbe benissimo passare il suo momento di gloria.

  19. Tommaso Tocci scrive:

    Ma chi l’ha detto che Parnassus è un fantasy? Se vai da Gilliam a parlargli di strutture, di generi da cui “non si scappa” quello ti prende a cazzotti.

    Non è neanche vero che sta passando di moda, chilate di spazzatura cinematografica con i suoi “effetti speciali” sono lì a testimoniarlo.

    La teoria dei generi purtroppo è un’arma pericolosissima in mano (in bocca) a chi non la capisce e non ne capisce i limiti.

  20. Riccardo scrive:

    Chiariamo Tommaso perché penso che non hai ben capito cosa intendevo dire:
    1. Se Parnassus non è un fantasy di che genere è?
    2. Non ho alcuna intenzione di fare il maestro con manuale di strutture a Terry Gilliam.
    3. Quello che intendevo dire è che tutte quelle regole per fare un fantasy sono quelle istituite da Tolkien e poi utilizzate da vari scrittori e registi fantasy. Ma visto che la struttura è la stessa ( variano soltanto i tipi di personaggi, i luoghi, il tempo e un pochino anche la storia ), è naturale che i film fantasy sono un po’ ripetitivi e finiscono per annoiare il pubblico per carità non voglio accusare di nulla Peter Jackson che ha fatto un capolavoro ma adesso prendiamo come per esempio Eragon del 2006 ( un film brutto quanto il libro ), a parte qualche variazione i vari personaggi si assomigliano tipo Eragon/Frodo, Brom/Gandalf, Saphira/Sam, Ajihad/Theoden, Murtagh/Aragorn, Durza/Saruman+Re dei Nazgul.
    Dai sù, ma lo hai notato che personaggi e storia sono quasi gli stessi.
    se facessero più fantasy di buona originalità come STARDUST o PARNASSUS, il fantasy non passerebbe di moda e poi con tutti i libri che girano sai quanti ne potrebbero fare? Tanti.
    Ma sai perché non ne fanno molti? Perché la storia è sempre la stessa proprio come dice il “manuale” del mio precedente post. Gilliam ha fatto qualcosa che non era stato fatto da nessuno. è andato incontro anche all’immaginazione degli spettatori, non ha utilizzato solo la sua. l’originalità di PARNASSUS è da lodare perché film così non ne fanno proprio.
    Purtroppo i fantasy nati dalla mente dei registi sono in minoranza se confrontati con quelli tratti dai libri proprio perché ( e torniamo alla casella di partenza ) la storia è SEMPRE LA STESSA. Punto.

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