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"Perché te lo dice mamma" di Michael Lehmann

21 marzo 2007 Recensioni 0 Commenti
Emanuele Rauco, 21 Marzo 2007: Antipatico
Eagle Pictures, 23 Marzo 2007

Milly è la terza di tre sorelle belle, intelligenti e fortunate: anche lei lo è, a parte l’amore. Per questo, la petulante ed interventista madre Daphne, si sente in dovere di intervenire: perciò mette un annuncio su internet e trova l’uomo adatto per la figlia; la quale, però, s’infatua anche di un terzo incomodo…


Di solito il termine “mammone” è utilizzato per definire il maschio italiano (ma anche francese o statunitense, a guardare i film degli ultimi anni) che non riesce a staccarsi dal cordone ombelicale della genitrice, o comunque della casa materna. In questo film, tipica e piatta commediola familiare, di quelle che in America spuntano come funghi, diretto da Michael Lehmann (la sua parabola discendente al cinema è impressionante) si potrebbe coniare la parola “figliona”. Vale a dire la madre ossessiva che, riversando le sue frustrazioni sui figli, ne impedisce la realizzazione e l’abbandono dell’alveo familiare. Uno spunto che poteva dare qualche risultato, se non fosse che questa pellicola copia un film non eccelso come partnerperfetto.com e non si risolleva mai, né con gli attori né con le gag.

Scritto da Karen Leigh Hopkins e Jessie Nelson, Perché te lo dice mamma è un film tanto scorrevole quanto inutile, zoppicante nel suo essere completamente in mano agli attori, che mette in scena una storia d’amore stravista – nonostante i tentativi d’aggiornamento sessuale e tecnologico – e raccontare una realtà dei rapporti divenuta ormai oggetto di superficiali macchiette psicologiche. Caratterizzato dalla presenza ossessiva dei cellulari, senza cui ormai non si possono più scrivere sceneggiature, e sorretto dalla simpatica vena culinaria dei personaggi, il film racconta la paura dei sentimenti, il dramma dell’abbandono ma anche le derive patologiche di un modo d’intendere l’affetto, sia in senso biblico sia in senso filiale, distorto dalla frenesia del nuovo mondo. Tutte belle intenzioni, però, delle quali a Lehmann e soci interessa ben poco, paghi di mettere insieme qualche gag e continui e noiosi tira e molla.

Senza idea di cosa sia il ritmo, ma anche con la professionalità necessaria a non sprofondare nella sonnolenza, e senza un’idea per ravvivare il racconto, Lehmann va avanti a strappi, seguendo spunti già visti e sempre poco ispirati, per giungere alla fine ad un sentimentalismo tenue e languido, con un tripudio di sesso senile che non convince né sorprende mai: anche perché l’uso della comicità neo-volgare o il gioco degli interpreti è sempre, costantemente, sottotono. Soprattutto perché il sale di questi film, per quanto spesso simili ma (almeno per chi scrive) spesso piacevoli, sono le situazioni, ma ancor prima i personaggi, tanto i principali che i secondari: nel trattare evidentemente gli spettatori come passivi recettori d’idee da riciclo, gli sceneggiatori di queste sedicenti commedie brillanti non vogliono più neanche costruire intrecci, sfumature dei caratteri e dare vita ad interessanti scambi di battute, ma copiano e incollano piccole trovatine altrui, tagliano con l’accetta stereotipi e personaggi, non devono neanche più far ridere perché vanno in folle.
Perciò passi che le figlie sembrino tutte rintronate dal sesso o dalla vita (eccetto la sempre brillante Lauren Graham), ma che il fulcro della commedia, cioè la brava Diane Keaton, sia una donna odiosa, che fa cose odiose per bisogno d’amore (neanche per sana cattiveria come la Jane Fonda di Quel mostro di suocera) e che poi dovremmo perdonarla solo perché salta addosso ad un arzillo nonno non è accettabile. Come non lo è il fatto che questi film si mettano in cantiere come un investimento sicuro, puntualmente incassato. Ci stupiamo poi che i produttori pensino al pubblico come pesci da prendere all’amo?


Titolo: Perché te lo dice mamma (Because I Said So)
Regia: Michael Lehmann
Sceneggiatura: Karen Leigh Hopkins, Jessie Nelson
Fotografia: Julio Macat
Interpreti: Diane Keaton, Mandy Moore, Gabriel Macht, Tom Everett Scott, Lauren Graham, Piper Perabo, Stephen Collins, Ty Panitz, Matt Champagne, Colin Ferguson, Tony Hale, Sophina Brown, Karen Leigh Hopkins, Gerald Downey
Nazionalità: USA, 2007
Durata: 1h. 42′


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