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Luciana Morelli, 8 Novembre 2002: Intenso |
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Distribution, 25 Ottobre 2002
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Il
pianista
di Roman Polanski
Siamo
a Varsavia nel 1939, i tedeschi stanno per occupare la Polonia e per
gli ebrei polacchi (e non solo) sta per arrivare il momento più
tragico della Storia. Stanno per essere imprigionati nella loro città,
relegati come appestati e murati nel ghetto fino al momento della deportazione
nei campi di concentramento. Wladyslaw Szpilman (Adrien Brody) è
un famoso pianista ebreo, da qualche anno tornato da Berlino, dove era
andato per studiare al conservatorio, a causa dell'inizio dell'egemonia
hitleriana. Figlio di un violinista, da cui ha evidentemente ereditato
lo straordinario talento, Wladyslaw lavora suonando per Radio Warszawa
(Radio Varsavia) riscuotendo un grandioso successo e una grossa notorietà
soprattutto per l'interpretazione delle splendide musiche di Chopin
(di madre polacca), suo compositore preferito e considerato da tutti
i suoi connazionali un romantico, l'uomo simbolo della loro identità.
Quando il 23 settembre le bombe tedesche iniziano a cadere sulla città
lui è alla radio, sta suonando il "Notturno in C diesis
minore" di Chopin, ma il rumore delle esplosioni è talmente
assordante da impedirgli di ascoltare il suo pianoforte e talmente angosciante
da impedirgli di alzarsi e scappare, come se la sua musica potesse essere
l'unica cosa capace di attutire l'orrore che si stava consumando. Fu
quella l'ultima trasmissione radiofonica dal vivo in onda a Varsavia,
perché i tedeschi distrussero, lo stesso giorno, anche la centrale
elettrica e la stazione radio polacca fu, da allora, costretta al silenzio.
Film
toccante e commovente, privo di qualsiasi tipo di autocommiserazione
e retorica. Una prima parte che ci introduce nel contesto storico, quello
tra gli ebrei ed i nazisti, che seminarono ovunque devastazione e morte
senza pietà né possibilità di scampo, ed una seconda
parte in cui si entra più nel 'privato' del protagonista, ritrovatosi
salvo per miracolo ma letteralmente estraniato dal mondo, in una città
irriconoscibilmente deserta che non è che un cumulo di macerie.
Il filo conduttore è il travaglio desolante di un'anima randagia
ed impotente che si aggira per le rovine in cerca di cibo e che sa che
c'è solo da aspettare, sperare e trovare una ragione per cercare
di sopravvivere. Dopo tutto quello che ha vissuto, dopo aver provato
persino il rimpianto di essersi salvato e di non essere morto con la
sua famiglia, per Wladyslaw Szpilman non c'è più un dio
in cui credere o affidarsi nei momenti di debolezza, ma riesce a trovare
solo nella musica un appiglio a cui aggrapparsi per non sprofondare
nella disperazione.
Questo
del maestro Polanski non è solo un lungometraggio sull'Olocausto
e non è assolutamente un film autobiografico, ma è molto
di più: è stato a mio giudizio un modo per lui di rivivere
gli anni orrendi della sua infanzia nel ghetto di Varsavia ed un'occasione
per esorcizzare in maniera del tutto positivista le paure ed i tremendi
ricordi lasciati da quell'esperienza. Ha voluto avvicinare lo spettatore
non solo a ciò che i suoi occhi di bambino avevano visto, senza
peccare troppo di protagonismo, ma al dramma di un uomo pressoché
sconosciuto (almeno fino all'uscita della sua biografia) che per una
serie di circostanze fortuite riuscirà a trovare una via d'uscita
e a ricostruire la sua vita; un uomo che pur perdendo gli affetti, la
casa, il lavoro, la sua città e la libertà non ha però
mai perso la dignità. "Il Pianista" verrà infatti
salvato dal capitano Wilm Hosenfeld, un ufficiale tedesco dal cuore
buono che si emoziona dopo avergli sentito suonare su un pianoforte
trovato fra le macerie lo stesso Notturno che aveva segnato simbolicamente
l'inizio della sua odissea, e che decide di salvarlo aiutandolo in segreto
a sopravvivere fino all'arrivo dei russi e della libertà. Insomma
un tedesco che salva un ebreo senza pretendere ringraziamenti perché
"...è Dio che ci salva, è Lui che dobbiamo ringraziare.
O almeno è così che dobbiamo credere...".
Il
musicista pubblica nel 1946 la sua biografia, in cui racconta tutti
i particolari da lui vissuti: la polizia ebraica a 'sostegno' di quella
tedesca, un tedesco dal cuore buono, il coraggio della Resistenza polacca
e l'aiuto dei suoi concittadini, e racconta quindi di aver incontrato
sia buoni che cattivi da una parte e dall'altra del muro; ma fu tutto
inutile. Il libro fu considerato 'non politicamente corretto' e quindi
proibito in Polonia. Fu (ri)pubblicato solo nel 1999 quasi dappertutto
riscuotendo un enorme successo, persino in Germania; è stato
adattato per la sceneggiatura da Ronald Harwood e trasformato in questo
freddo ma efficace ritratto dell'invasione nazista in Polonia da un
grande Polanski, che per la prima volta si lascia coinvolgere in un
progetto così diverso dal suo solito. Da notare come Adrien Brody
sia l'unico americano presente nel cast e che il film non ha avuto finanziamenti
americani ma è una coproduzione esclusivamente europea (Francia,
Germania, Polonia, Gran Bretagna). Vincitore della Palma d'oro all'ultimo
Festival di Cannes, la storia de "Il Pianista" ha riscosso
un grandissimo successo di pubblico, finalmente una volta tanto in cui
il cinema europeo (lo dico con un pizzico di orgoglio) si prende una
rivincita alla faccia di Hollywood, e lo fa con un film davvero emozionante.
Due ore e mezza di straordinaria intensità.
Percorsi
tematici
Amen.
- di Costa-Gavras; con Ulrich Tukur, Mathieu Kassovitz.
Senza
destino - Fateless - di Lajos Koltai; con Marcell Nagy.
La
Nona Porta - di Roman Polanski; con Johnny Depp.
Oliver Twist - di Roman Polanski; con Ben
Kingsley, Barney Clark.
Per favore, non mordermi sul collo! - di Roman
Polanski; con Jack MacGowran, Roman Polanski.
Tess - di Roman Polanski; con Nastassja Kinski,
Peter Firth.
Titolo:
Il pianista (The Pianist)
Regia:
Roman Polanski
Sceneggiatura:
Ronald Harwood
Fotografia:
Pawel Edelman
Interpreti:
Adrien Brody, Thomas Kretschmann, Frank Finlay, Maureen Lipman, Ed Stoppard,
Jessica Kate Meyer, Julia Rayner, Emilia Fox, Ruth Platt, Michal Zebrowski,
Wanja Mues, Richard Ridings, Nomi Sharron, Anthony Milner, Lucy Skeaping,
Roddy Skeaping, Ben Harlan, Thomas Lawincky
Nazionalità:
Gran Bretagna - Francia - Germania - Polonia - Olanda, 2002
Durata:
2h. 28'
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