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"Il pianista" di Roman Polanski

8 novembre 2002 Recensioni 6 Commenti

01 Distribution, 25 Ottobre 2002 – Intenso

Wladyslaw Szpilman, un brillante pianista ebreo polacco, sopravvive alla distruzione del ghetto di Varsavia e ai campi di concentramento nazisti grazie all’aiuto di un ufficiale tedesco appassionato di musica…


Adrien Brody in Il pianistaFilm toccante e commovente, privo di qualsiasi tipo di autocommiserazione e retorica. Una prima parte che ci introduce nel contesto storico, quello tra gli ebrei ed i nazisti, che seminarono ovunque devastazione e morte senza pietà né possibilità di scampo, ed una seconda parte in cui si entra più nel ‘privato’ del protagonista, ritrovatosi salvo per miracolo ma letteralmente estraniato dal mondo, in una città irriconoscibilmente deserta che non è che un cumulo di macerie.

Adrien Brody in Il pianistaIl filo conduttore è il travaglio desolante di un’anima randagia ed impotente che si aggira per le rovine in cerca di cibo e che sa che c’è solo da aspettare, sperare e trovare una ragione per cercare di sopravvivere. Dopo tutto quello che ha vissuto, dopo aver provato persino il rimpianto di essersi salvato e di non essere morto con la sua famiglia, per Wladyslaw Szpilman non c’è più un dio in cui credere o affidarsi nei momenti di debolezza, ma riesce a trovare solo nella musica un appiglio a cui aggrapparsi per non sprofondare nella disperazione.

Adrien Brody e il regista Roman Polanski sul set di Il pianistaQuesto del maestro Polanski non è solo un lungometraggio sull’Olocausto e non è assolutamente un film autobiografico, ma è molto di più: è stato a mio giudizio un modo per lui di rivivere gli anni orrendi della sua infanzia nel ghetto di Varsavia ed un’occasione per esorcizzare in maniera del tutto positivista le paure ed i tremendi ricordi lasciati da quell’esperienza. Ha voluto avvicinare lo spettatore non solo a ciò che i suoi occhi di bambino avevano visto, senza peccare troppo di protagonismo, ma al dramma di un uomo pressoché sconosciuto (almeno fino all’uscita della sua biografia) che per una serie di circostanze fortuite riuscirà a trovare una via d’uscita e a ricostruire la sua vita; un uomo che pur perdendo gli affetti, la casa, il lavoro, la sua città e la libertà non ha però mai perso la dignità. Il Pianista sarà infatti salvato dal capitano Wilm Hosenfeld, un ufficiale tedesco dal cuore buono che si emoziona dopo avergli sentito suonare su un pianoforte trovato fra le macerie lo stesso Notturno che aveva segnato simbolicamente l’inizio della sua odissea, e che decide di salvarlo aiutandolo in segreto a sopravvivere fino all’arrivo dei russi e della libertà. Insomma un tedesco che salva un ebreo senza pretendere ringraziamenti perché «…è Dio che ci salva, è Lui che dobbiamo ringraziare. O almeno è così che dobbiamo credere…».

Thomas Kretschmann in Il pianistaIl musicista pubblica nel 1946 la sua biografia, in cui racconta tutti i particolari da lui vissuti: la polizia ebraica a ‘sostegno’ di quella tedesca, un tedesco dal cuore buono, il coraggio della Resistenza polacca e l’aiuto dei suoi concittadini, e racconta quindi di aver incontrato sia buoni che cattivi da una parte e dall’altra del muro; ma fu tutto inutile. Il libro fu considerato “non politicamente corretto” e quindi proibito in Polonia. Fu (ri)pubblicato solo nel 1999 quasi dappertutto riscuotendo un enorme successo, persino in Germania; è stato adattato per la sceneggiatura da Ronald Harwood e trasformato in questo freddo ma efficace ritratto dell’invasione nazista in Polonia da un grande Polanski, che per la prima volta si lascia coinvolgere in un progetto così diverso dal suo solito. Da notare come Adrien Brody sia l’unico americano presente nel cast e che il film non ha avuto finanziamenti americani ma è una coproduzione esclusivamente europea (Francia, Germania, Polonia, Gran Bretagna). Vincitore della Palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes, la storia de Il Pianista ha riscosso un grandissimo successo di pubblico, finalmente una volta tanto in cui il cinema europeo (lo dico con un pizzico di orgoglio) si prende una rivincita alla faccia di Hollywood, e lo fa con un film davvero emozionante. Due ore e mezza di straordinaria intensità.


La locandina di Il pianistaTitolo: Il pianista (The Pianist)
Regia: Roman Polanski
Sceneggiatura: Ronald Harwood
Fotografia: Pawel Edelman
Interpreti: Adrien Brody, Thomas Kretschmann, Frank Finlay, Maureen Lipman, Ed Stoppard, Jessica Kate Meyer, Julia Rayner, Emilia Fox, Ruth Platt, Michal Zebrowski, Wanja Mues
Nazionalità: Regno Unito – Francia – Germania – Polonia – Olanda, 2002
Durata: 2h. 28′


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Attualmente ci sono 6 commenti a questo articolo:

  1. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Alberto, questa sera vedo Il pianista.
    A te è piaciuto?

  2. Alberto Cassani scrive:

    Sì, con qualche riserva ma mi è piaciuto.

  3. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Bellissimo film, dico sul serio.
    Grandi Roman Polanski alla regia e Adrien Brody come attore protagonista.
    Film veramente intenso e drammatico.
    Da vedere.

  4. Anonimo scrive:

    voglio la scheda di lettura del film

  5. Alberto Cassani scrive:

    Credo di non aver capito cosa intendi.

  6. El Duderino scrive:

    Grande Polanski che è riuscito a far credere che Adrien Brody fosse un attore con la A maiuscola

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