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"Planet 51" di di Jorge Blanco

17 novembre 2009 Recensioni 9 Commenti
Planet 51

Moviemax, 20 Novembre 2009 – Scontato

La vita scorre tranquilla in una cittadina di un placido pianeta perso nell’universo, fino a quando un alieno non atterra sul loro suolo: è un umano. Tra il panico generale e la paura di un’invasione, gli unici a dare sostegno all’astronauta sono lo spaurito Lem e i suoi amici amanti dei fumetti…


Una scena di Planet 51L’animazione al computer, con o senza 3D, rappresenta l’ultima frontiera da conquistare per il cinema europeo, tradizionalmente arretrato dal punto di vista tecnologico. Dopo non pochi tentativi fallimentari, finalmente arriva dalla Spagna – con fondi anche statunitensi – uno dei pochi film tecnicamente riusciti che però, sotto la regia di Jorge Blanco e la co-regia di Javier Abad e Marcos Martinez, rivela le sue pecche sotto il profilo squisitamente cinematografico.

Lem e Chuck in Planet 51Un’avventura fantascientifica scritta da Joe Stillman che ribalta il tipico rapporto tra umani ed extraterrestri cercando una comicità basata sul paradosso e sugli anacronismi, un po’ come fossimo in una versione aggiornata dei cartoni di Hanna & Barbera. Il centro del progetto narrativo verte infatti sul calco degli Stati Uniti degli anni 50, della loro cultura e del loro immaginario trasportato in un mondo fuori dalla Terra, abitato da esseri in tutto e per tutto simili agli alieni dei film di serie B di quegli anni (non a caso il film comincia in un cinema dove si proietta una pellicola di quel genere), in cui l’inserimento dell’umano come alieno mette in luce e alla berlina gli atteggiamenti dei terrestri nei confronti dell’ignoto e del diverso.

Chuck e Lem in Planet 51Il problema è la mancanza di fantasia con cui gli autori strutturano il pianeta 51 (riferimento all’area in cui si dice siano nascosti esperimenti con extraterrestri), secondo stilemi, riferimenti e tocchi (poco) umoristici prevedibili con ovvio corollario di citazioni cinematografiche spesso fuori target o luogo. Mancanza di fantasia che limita le possibilità della sceneggiatura di costruire un racconto divertente e appassionante e non permette a Blanco e compagni di poter davvero sfidare Pixar o Dreamworks sul terreno del grande cinema d’animazione, dove non è solo la tecnologia ad essere vincente. Tecnologia che qui è comunque un buon punto di partenza, ricca nell’animazione e tondeggiante come pongo nel disegno, per cercare di affrontare faccia a faccia i colossi americani. Che però hanno nella potenza della loro immaginazione la vera carta vincente.


La locandina di Planet 51Titolo: Planet 51 (Id.)
Regia: Jorge Blanco (co-regia: Javier Abad e Marcos Martinez)
Sceneggiatura: Joe Stillman
Fotografia:
Doppiatori: Luca Ward, Alessandro Tiberi, Maria Letizia Scifoni, Corrado Conforti, Rodolfo Bianchi, Vittorio Stagni, Manuel Meli, Massimiliano Alto, Pasquale Di Molfetta, Alberto Di Molfetta, Nicola Savino
Nazionalità: Spagna – Regno Unito – USA, 2009
Durata: 1h. 31′


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Attualmente ci sono 9 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    In questo film bisogna apprezare l’iniziativa di uno studio spagnolo nel fare concorrenza alle grandi major hollywoodiane nel campo dell’animazione digitale, infatti il film dal punto di vista della grafica è ineccepibile…bellissimo!
    Lo stesso non si può dire della sceneggiatura che rimpasta clichè gia visti al cinema ( infatti è opera della DreamWorks che di originalità non ha molta), ho apprezzato solo alcune battute veramente efficaci e l’ambientazione del pianeta alieno stile anni ’50 da noi; un paradosso che ho trovato originale!
    Mi sono molto divertito a scovare i vari rimandi ai vecchi film di fantascienza, cosa che i bambini (target a cui è rivolto il film) non potranno capire.
    Comunque carino ma sconsigliato agli over 13.

  2. Alberto Cassani scrive:

    Che c’entra la Dreamworks? L’unico collegamento tra Planet 51 e la Dreamworks è che lo sceneggiatore ha scritto i primi due Shrek, ma se è per questo è anche co-sceneggiatore di Beavis & Butthead e produttore di King of the Hill.

    Comunque nell’animazione digitale in Spagna sono chilomentri avanti a noi, da loro si producono molti più cartoni animati – sia per il cinema che per la Tv – e quindi è più facile trovare capitale da investire nelle nuove tecnologie applicate all’animazione.

  3. Marco scrive:

    Dato che lo sceneggiatore ha scritto i primi due Shrek lo avrà fatto per conto di qualcuno, appunto per la DreamWorks.
    Se invece avesse scritto dei film per conto della Pixar la situazione, in quanto a qualità di script, sarebbe stata moooooolto diversa.

  4. Alberto Cassani scrive:

    Non ci siamo intesi: Joe Stillman sono quindic’anni che scrive sceneggiature, non ha certo imparato a farlo lavorando per la Dreamworks. Tanto più che in entrambi gli Shrek ha riscritto la sceneggiatura scritta da qualcun altro e quello che lui ha scritto è stato poi riscritto da qualcun altro, mentre qui è invece tutta farina del suo sacco. Non puoi dire che la sceneggiatura “è opera della Dreamworks”: è opera di uno che per qualche mese in 15 anni di carriera ha lavorato per la Dreamworks

    Poi, comunque, i primi due Shrek e Kung Fu Panda hanno delle ottime sceneggiature da film comico. La Pixar mira a fare film diversi, film con un impianto drammatico e uno sviluppo brillante: sono due tipi di film completamente diversi che hanno in comune solo il fatto di essere entrambi realizzati a cartoni animati.

  5. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    è come per Toy Story che cerca di spiegare in maniera fantastico il drammatico legame fra bambino e giocattolo è questo che intendi, Alberto?

  6. Alberto Cassani scrive:

    Sì. Un po’ anche come La vita è bella, se vogliamo esagerare.

  7. fauno scrive:

    Daccordo su tutto, grafica accattivante, sceneggiatura agghiacciante. Non un filo di originalità!

    Voto: 6-

  8. Anonimo scrive:

    Jorge devi lasciare definitamente la tua fidanzata stephi perché non è per te…io sono quella giusta e io sono divertentissima… Sono la tua anima gemella fidati di me torelli Carlotta ti amo

  9. Alberto Cassani scrive:

    Sì, va bene. Ma ovviamente il regista di questo film non è l’attore di “Violetta”…

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