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"Prospettive di un delitto" di Pete Travis

9 marzo 2008 Recensioni 1 Commento
Emanuele Rauco, 9 Marzo 2008: Frettoloso
Sony, 29 Febbraio 2008

Durante un comizio a Salamanca, il presidente degli Stati Uniti viene colpito da due proiettili, seguiti da due esplosioni in piazza: l’evento viene raccontato attraverso il vissuto di otto protagonisti della vicenda…


Da quando la narrativa letteraria e televisiva ha reso popolare e comune la destrutturazione delle trame e la moltiplicazione dei punti di vista, questa pratica di racconto non è più appannaggio del cinema d’autore (su tutti, Rashomon di Akira Kurosawa) e diventa anche escamotage del cinema popolare e industriale. Specie a Hollywood, che da quando 24 ha rivoluzionato modi e generi, non si vergogna di osare con trucchi e trappole per lo spettatore: e quindi non ci si stupisce se un mestierante come Pete Travis – all’esordio al cinema – dirige un film come questo, fondato sulla “confusione” sistematica dei fili del discorso. Per quanto poi non riesca fino in fondo a fare il suo dovere.

Scritto da Barry Levy, un thriller d’azione a sfondo politico (come ormai quasi tutti i film del genere) che attraverso la ricostruzione a incastro usa i nuovi cliché per dare un semplice spettacolo popolare, e abbastanza divertente, ma senza l’impatto che avrebbe potuto (voluto) avere.
Tutto chiuso dentro Plaza Mayor a Salamanca, il film a suo modo continua la scia di molte altre pellicole, commerciali e non, che hanno cercato di rielaborare sensazioni e risvolti del nuovo ordine mondiale, quello in cui l’America da poliziotto del mondo è diventata ingombro, amico e alleato scomodo, che deve fare i conti coi danni accumulati in decenni. Come surplus di modernità, il film gioca con i racconti e le sottotrame quasi a riecheggiare la dilatazione delle visioni ai giorni nostri, la tecnologia riproduttiva e informativa che regola la comunicazione ai giorni nostri.

Travis sembra gestire bene il meccanismo, la costruzione a puzzle funziona per più di metà film, e la tensione riesce a crescere assieme all’interesse dello spettatore, specie perché richiamando la musa ispiratrice della serialità Tv, il regista sa sempre dove fermarsi prima di far ripartire la storia e portarla in luoghi diversi. Però, per tenere tutto dentro la durata standard dei 90 minuti, le sottotrame, le idee, o perlomeno le curiosità generate nello spettatore (che si aspetta costruzioni e risoluzioni ben più complesse), vengono sacrificate allo spettacolo grossolano, ai botti, alle sparatorie, alle corse, agli eroi come Superman, ai presidenti buoni e alla pace che trionfa sotto l’egida del conformismo.

La sceneggiatura spreca proprio negli ultimi 20 minuti il discreto lavoro svolto nei precedenti 70, la gestione intrigante dell’intreccio e persino l’abbozzo di curiosità politica, adagiandosi agli standard del prodotto rassicurante per le masse, che più che di dubbi hanno bisogno di accattivanti e spettacolari certezze. Travis sa tenere il ritmo e giostrare il racconto, ma non sa approfondire, e il suo discorso sui mezzi di visione, comunicazione, duplicazione resta abbastanza in superficie. Oltre alle potenzialità, il film spreca anche il cast, tanto ricco da non capire quasi il perché della sua raffazzonata gestione (anche se il successo in patria sembra dargli ragione), visto che tra Forest Whitaker, Sigourney Weaver, Matthew Fox e William Hurt, l’unico a trarne un po’ di gloria è il più bolso della compagnia, Dennis Quaid. A tempi e talenti migliori, quando giocare con la percezione non sarà semplicemente un modo per accattivare lo spettatore per nascondere un prodotto molto “normale”.


Titolo: Prospettive di un delitto (Vantage Point)
Regia: Pete Travis
Sceneggiatura: Barry Levy
Fotografia: Amir M. Mokri
Interpreti: Dennis Quaid, Matthew Fox, Forest Whitaker, Bruce McGill, Edgar Ramirez, Saïd Taghmaoui, Ayelet Zurer, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, William Hurt, James LeGros, Eduardo Noriega, Richard T. Jones, Holt McCallany
Nazionalità: USA, 2008
Durata: 1h. 30′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Luca Spinini scrive:

    A me è piaciuto molto ….a te Cassani come ti è sembrato?

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