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"Qualcosa di straordinario" di Ken Kwapis

23 febbraio 2012 Recensioni 0 Commenti
Federica Belletti, 15 Febbraio 2012: Simpatico
Universal, 24 Febbraio 2012

Un reporter scopre per caso una famiglia di tre balene grigie intrappolata nei ghiacci dell’Alaska. Dalla cooperazione di forze ambientaliste, politiche, militari e della comunità locale parte l’operazione di soccorso per salvarle, ma il tempo strige e la situazione peggiora…


Con umorismo e chiarezza, il regista Ken Kwapis (La verità è che non gli piaci abbastanza, 4 amiche e un paio di jeans) riassembla la cronaca di una storia realmente accaduta nel 1988 restituendone oltre che una coerente evoluzione anche – e soprattutto – le implicazioni che ne hanno tessuto il successo e le conseguenze. Quello dell’Artico è un paesaggio meraviglioso e disorientante, omogeneo e disteso eppure anche trappola; quanto basta per un’ambientalista convinta e senza scrupoli, nonché ex-fidanzata del giovane reporter, come Rachel Kramer – interpretata dalla versatile Drew Barrymore – per fiondarsi sul posto e, con tutta la sua dirompente voglia di riuscire, convincere aziende, politica e società a cooperare nel salvataggio. Qui sta una caratteristica tutta statunitense: focalizzarsi su un obiettivo e raggiungerlo, al di là dei singoli interessi e delle singole intenzioni.

Il film, anche se documentaristico più che avventuroso, fa emergere il funzionamento dell’apparato mediologico per quanto concerne il mondo giornalistico e il meccanismo dell’agenda setting (la selezione/costruzione delle notizie): la visibilità influenza l’opinione pubblica, cattura l’interesse internazionale delle famiglie e dei bambini, e a sua volta, l’eco arriva alla Casa Bianca sotto la presidenza Reagan. L’impatto di questa filiera è importante per due questioni. Innanzitutto la cultura locale che, personificata nel nonno eschimese, cerca di difendersi contro il tecnologismo che invade la cittadina e rapisce l’interesse di suo nipote Nathan. C’è una scena molto bella dove il “sentire il mondo” allungandosi sul ghiaccio, standovi sopra ma allo stesso tempo dentro – attraverso le vibrazioni dei suoni emessi dai cetacei – si scontra col “sentirsi parte del mondo”, attraverso il walkman, la musica, la tecnologia. Un sentire, quest’ultimo, avanzato ma superficiale, limitato, sordo, che impedisce cioè di sentirsi parte di un tutto, della natura.
La seconda questione riguarda invece la situazione globale, che durante la guerra fredda vede schierate USA e URSS dalla stessa parte per una causa comune. Fu un importante passo verso la pace, un contatto straordinario, ancor prima della caduta del muro di Berlino. Insomma, un’operazione raccontata da diverse prospettive che, grazie al tono semplice e simpatico del film, fluisce dolcemente creando affezione, da un incipit immobile, a un epilogo che si muove fra le onde del mare del nord.


Titolo: Qualcosa di straordinario (Big Miracle)
Regia: Ken Kwapis
Sceneggiatura: Jack Amiel, Michael Begler
Fotografia: John Bailey
Interpreti: Drew Barrymore, John Krasinski, Kristen Bell, Dermot Mulroney, Tim Blake Nelson, Vinessa Shaw, Ted Danson, John Pingayak, Ahmaogak Sweeney, John Chase, Ishmael Angalook Hope, Othniel “Anaqulutuq” Oomittuk Jr, Andrew Daly
Nazionalità: USA – Regno Unito, 2012
Durata: 1h. 47′


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