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Rambo di Ted Kotcheff

6 marzo 2020 Recensioni 6 Commenti
Rambo

Medusa, 18 Dicembre 1982 – Avvincente

Arrivato in una piccola cittadina di provincia per far visita a un ex commilitone, John Rambo si scontra con la diffidenza della gente del posto nei confronti dei Berretti Verdi che sono stati in Vietnam. Arrestato senza motivo, fugge si rifugia nel bosco che circonda la zona, e che tanto ricorda la giungla in cui ha combattuto…


Dopo l’exploit del primo Rocky e ancora sulla cresta dell’onda nonostante i flop di pellicole come Taverna Paradiso e F.I.S.T.Sylvester Stallone trova il “suo” personaggio in un romanzo di David Morell, dandogli vita cinematografica con l’aiuto di un regista che veniva da due buoni film come Chi sta uccidendo i più grandi cuochi d’Europa? e I mastini del Dallas.

Ma le vicende di Rambo non hanno nulla a che vedere con le sue regie precedenti, così Ted Kotcheff gioca sull’accumulo invece che sulla sottigliezza, sul contrasto fisico invece che su quello umano. Può farlo – deve farlo – perché la sua star è Sylvester Stallone, che con la sua fisicità rende credibili anche le scene più improbabili.

Il problema di Rambo  è la sceneggiatura, riscritta da Stallone per adattarla a se stesso, che sembra sforzarsi per rendere il protagonista “più” di quanto possiamo immaginare, finendo per renderlo una specie di “invincibile armata” composta da un solo uomo. Eppure, la pellicola ha buon ritmo e riesce a essere avvincente fino a quando la lotta è tra Rambo e le forze dell’ordine.

Quando però il soldato comincia ad avere a che fare con l’ufficiale interpretato da Richard Crenna, il film si adagia nel campo della retorica, non risparmiandoci un monologo conclusivo insopportabile come pochi altri nella storia del cinema moderno.


La locandinaTitolo: Rambo (First Blood)
Regia: Ted Kotcheff
Sceneggiatura: Michael Kozoll, William Sackheim, Sylvester Stallone
Fotografia: Andrew Laszlo
Interpreti: Sylvester Stallone, Richard Crenna, Brian Dennehy, Bill McKinney, Jack Starrett, Michael Talbott, Chris Mulkey, John McLiam, Alf Humphreys, David Caruso, David L. Crowley, Don MacKay, Chuck Tamburro, David Petersen
Nazionalità: USA, 1982
Durata: 1h. 33′


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Attualmente ci sono 6 commenti a questo articolo:

  1. Blues ha detto:

    Bravo: paradossalmente, a dispetto del genere al quale viene inevitabilmente – e giustamente – associato, Rambo è un film parecchio difficile da recensire in modo equilibrato e obiettivo, e tu ci sei riuscito in pieno. Una piccola postilla, se posso, a favore dello splendido tema sonoro di Jerry Goldsmith.

  2. Alberto Cassani ha detto:

    Grazie, Blues. Il tema musicale è effettivamente molto bello.

  3. Marco ha detto:

    Personalmente non sono d’accordo sui difetti enunciati.
    Anche le scene più improbabili io le ho trovate avvincenti ed emozionanti.
    Come anche il monologo finale: penso che pochi autori abbiano saputo raccontare come si trovarono i reduci dal Vietnam una volta rimpatriati; ci ha provato “Forrest Gump” ma tutti sappiamo com’è andata 😉

  4. Fabrizio ha detto:

    Onestamente anche io, anche guardandolo adesso, trovo che il monologo finale non sia un polpettone retorico ma anzi la giusta espressione di ciò che prova il personaggio, che ha modo di sfogarsi solo alla fine del film quando qualcuno, finalmente, gli offre un po’ di affetto.
    Il finale dal monologo insopportabile è semmai quello di Rocky IV 🙂

  5. Fabrizio ha detto:

    Ed è vero quanto dice sopra Marco: non so quanti film abbiano saputo far trasparire il senso di abbandono provato dai reduci del Vietnam meglio di “Rambo”.

  6. Alberto Cassani ha detto:

    Io comunque avevo le lacrime agli occhi, alla fine del discorso di Forrest Gump. Avrei voluto abbracciarlo come fa il figlio dei fiori nel film.

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