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"Reservation Road" di Terry George

28 ottobre 2007 Recensioni 0 Commenti
Emanuela Perozzi, 28 Ottobre 2007: Rabbioso
CDI, 23 Maggio 2008

In una calda sera di settembre, il professor Ethan Learner sta tornando a casa con la sua famiglia. Quella stessa sera l’avvocato Dwight Arno sta ripornando il figlio a casa dell’ex moglie dopo aver visto insieme una partita di baseball. L’incontro fatale avviene sulla Reservation Road…


Tratto dall’omonimo romanzo di John Burnham Schwartz, Reservation Road segna il ritorno alla regia di Terry George dopo il toccante Hotel Rwanda e vanta la partecipazione di un ottimo cast per quella che è una difficile storia di dolore, rabbia e sentimenti contrastanti che improvvisamente coinvolgono l’esistenza di due famiglie, ed in particolare di due padri che inconsapevolmente si ritrovano a rovesciare l’uno nell’altro il dolore e il rimorso che li ha travolti.

Il professor Ethan Learner (Joaquin Phoenix) sta rincasando insieme alla sua famiglia, la moglie Grace (Jennifer Connelly) e i figli Emma e Josh, dopo il saggio musicale di quest’ultimo. A poca distanza, Dwight Arno (Mark Ruffalo) sta riaccompagnando il figlio a asa, dopo che la partita di baseball cui hanno assistito si è protratta più a lungo del solito, provocando le ire dell’isterica ex moglie cui il bimbo è affidato. Una sosta di Ethan ad una stazione di servizio sulla Reservation Road provocherà un tragico scontro nei destini delle due famiglie poiché il piccolo Josh, intento a liberare delle lucciole sul ciglio della strada, sarà travolto e ucciso sul colpo dall’auto di un Dwight che sopraggiunge distratto dall’ennesima telefonata dell’ex moglie Ruth (Mira Sorvino).
E’ un attimo terribile, straziante. Una famiglia distrutta dal dolore per la disgrazia più grande, quella di un figlio che giace senza vita su un asfalto umido, che non lo restituirà più alla sua casa. Un uomo, un padre, costretto ad esserci per suo figlio solo negli orari freddamente scadenzati dalla sentenza di un tribunale, che esita dopo il terribile impatto – vorrebbe fermarsi, come la sua coscienza gli impone – ma poi fugge per paura, per vigliaccheria, per non vedersi strappare definitivamente la possibilità di essere padre. Il dolore, il senso di colpa, l’impotenza, non abbandoneranno più nessuno dei protagonisti coinvolti nella terribile perdita, lasciando un enorme ed incolmabile vuoto riempito solo da domande senza risposte, da atroci rimorsi che attanagliano tanto il carnefice quanto le vittime.

Mentre Grace proverà a reagire e a rimettere in piedi la sua famiglia mutilata, soprattutto per il bene dell’altra figlia, Ethan non riuscirà a trovare dentro di sé nessun altro modo per accettare un simile dramma se non quello di maturare un rabbioso e ossessivo desiderio di vendetta nei confronti di colui che, dentro quella macchina scura, non ha avuto il coraggio di fermarsi e affrontare la disperazione di un padre di fronte al corpicino inerme di suo figlio, decretandosi pertanto uno spietato assassino. Da quel momento in poi Ethan non vivrà che per scoprire chi è stato e per assicurarsi che costui non rimanga impunito grazie ad una legge che non prevede vera giustizia, ma solo tante scappatoie cui aggrapparsi per farla franca.
Dwight dal canto suo non è meno annientato di Ethan, e la straordinaria bravura dei due attori rende possibile una totale immedesimazione nella vicenda umana e morale portata avanti da questi due padri nei cui occhi si leggono dolori non rimarginabili, e pericolosamente pronti ad esplodere in un confronto in cui gettarsi addosso la rabbia e l’accecante odio dell’uno e la paura, la vergogna e l’irrimediabile senso del rimorso dell’altro, servirà solo per comprendere che in una storia così dolorosa ciò che accomuna tutti è l’incapacità di tornare ad essere quelli di prima.

Dunque, né vincitori né vinti, per questo psicodramma ben scritto, ottimamente interpretato, e diretto con la consueta capacità del regista di indagare i volti e le emozioni dei personaggi, senza tuttavia apportare in questo caso quel pizzico di coraggio in più che avrebbe reso il film ancora più meritevole. Invece alla fine della proiezione si ha la sensazione di aver visto indubbiamente un film emozionante e senza vistosi difetti, ma neppure capace di ritagliarsi uno spazio un po’ più originale nel ricco panorama del genere che rappresenta.


Titolo: Reservation Road (Id.)
Regia: Terry George
Sceneggiatura: John Burnham Schwartz, Terry George
Fotografia: John Lindley
Interpreti: Joaquin Phoenix, Mark Ruffalo, Jennifer Connelly, Mira Sorvino, Elle Fanning, Sean Curley, Samuel Ryan Finn, Eddie Alderson, Susan Powell, Cordell Clyde Lochin, Antoni Corone, Kevin Herbst, Gary Kohn, John Slattery, Linda Dano
Nazionalità: USA, 2007
Durata: 1h. 42′


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