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"Riunione di famiglia" di Thomas Vinterberg

28 aprile 2009 Recensioni 0 Commenti
Emanuele Rauco, 28 Aprile 2009: Indefinito
Teodora, 20 Aprile 2009

Sebastian è un cameriere d’albergo, diviso tra due donne, Maria e Claudia, e allevato da due donne senza padre. Così, è piuttosto traumatico sapere che il cantante d’opera per cui l’albergo sta fibrillando e che dovrà esibirsi alla festa del paese, è proprio il genitore che gli mancava…


Dalle ceneri del Dogma, il movimento danese che si riproponeva di ridare al cinema la sua perduta verginità, sono in pochi i registi che sono risorti per rilanciare la loro carriera: Lars Von Trier e Suzanne Bier sono i più illustri, se non i soli, assieme a Thomas Vinterberg. Proprio quest’ultimo, dopo il successo globale di Festen, ha avuto non poche difficoltà nel tornare a convincere il pubblico e la critica. Con il suo ultimo film, furbamente sottotitolato dalla distribuzione italiana il lato comico di Festen, Vinterberg prova a ritornare vagamente su quei temi ma coniugandoli in una chiave più solare e leggera. E il tentativo gli riesce a metà.

Una commedia familiare e di formazione, scritta dal regista con Morgens Rukov e Morten Kaufmann con venature fiabesche e melodrammatiche, che mescola la farsa con la psicologia, ma che non riesce a trovare una strada sicura, in cui le gag (non molte) sappiano fondersi coi personaggi.

Una Danimarca insolitamente solare e calda è lo sfondo per il “coming of age” di Sebastian, un uomo che ha avuto sempre e solo a che fare con donne forti, sprezzanti e autoritarie e che deve cercare attraverso il recupero di una figura paterna. A livello psicanalitico Vinterberg cerca di lanciare alla Scandinava flebili provocazioni su famiglia e genitori, dipingendo un padre volgare, corrotto, ubriacone e depravato ma in fondo simpatico, raccontando come la purezza sia un peso per cercare di vivere nel mondo moderno. Al di là di questi risvolti scorretti ma discutibili, dove il film non riesce a conquistare è nel suo impasto narrativo, che non ha né l’ironia né lo spessore di una parabola familiare, né il folle umorismo di un film comico (ciò che ambirebbe nelle scene con i cuochi), né il ritmo frenetico della farsa, anche perché ambientazione e personaggi – come l’albergo o il direttore – sono davvero mal sfruttati e dimenticati da un intreccio che si acquieta mano a mano.

La sceneggiatura non riesce a orchestrare né la mole di personaggi né le sottotrame, ma riesce con sufficiente abilità a lanciare qualche frecciata umoristica e a raccontare la storia di un Candido dei tempi moderni, che cerca di capire meglio se stesso, lasciando a Vinterberg il compito – non del tutto realizzato – di tenere alto il ritmo e le idee di regia, che però paiono ridursi a qualche stralcio bizzarro e ai riflessi della fotografia di Anthony Dod Mantle. Inoltre il film non riesce del tutto a creare quell’empatia viscerale coi propri attori tipica del cinema danese, e se l’arcigno Thomas Bo Larsen dà vita a momenti eccezionali, Oliver Moller Knauser è un po’ troppo naïf per convincere, anche prima dell’evoluzione, e il resto dei personaggi (e dei suoi attori) è abbastanza opaco. Così come lo è il profilo di un regista che cerca da circa dieci anni di ritrovare la via dell’ispirazione e che si deve accontentare, come il suo pubblico, di qualche stralcio qua e là.


Titolo: Riunione di famiglia (En mand kommer hjem)
Regia: Thomas Vinterberg
Sceneggiatura: Morten Kaufmann, Mogens Rukov, Thomas Vinterberg
Fotografia: Anthony Dod Mantle
Interpreti: Oliver Møller Knauer, Thomas Bo Larsen, Ronja Mannov Olesen, Helene Reingaard Neumann, Morten Grunwald, Karen Lise Mynster, Ulla Henningsen, Brigitte Christensen, Shanti Roney, Paw Henriksen
Nazionalità: Danimarca, 2008
Durata: 1h. 36′


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