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"Ruby Sparks" di Jonathan Dayton & Valerie Faris

6 dicembre 2012 Recensioni 1 Commento
Ruby Sparks

20th Century Fox, 6 Dicembre 2012 – Fantareale

Calvin, scrittore dalla penosa vita sentimentale, durante un blocco creativo inizia a modellare nella mente la donna dei suoi sogni, la quale prende vita. Ha il potere di poterla cambiare, ma deve capire come far funzionare nel mondo reale una relazione nata dalla sua immaginazione…


Zoe Kazan con Paul Dano sullo sfondo in una scena di Ruby SparksOcchio e cervello, schermo e sinapsi, visione e coscienza: cinema e mente. Non sono solo le categorie oggetto di tante riflessioni estetiche, ma il cuore tematico di Ruby Sparks, secondo, bellissimo film – dopo Little Miss Sunshine – dei registi Jonathan Dayton e Valerie Faris. Gli elementi ci sono tutti: un sogno, uno psicologo, la rappresentazione del meccanismo del sogno (durante la psicoterapia), poi un amore che esce dalle pagine di un libro per entrare nella casa di chi lo scrive.Calvin è un giovane romanziere di successo afflitto dal blocco dello scrittore, ma ancora di più dal blocco fra la sua vita interiore e il mondo esterno. La sua è una vita priva di sfumature, dove spiccano superfici bianche come la pagina vuota che lo tormenta, prima che Ruby la colori. Ruby Sparks è un personaggio che Calvin modella nella sua mente, del quale comincia a scrivere, finché lei appare nel suo soggiorno, e lui scopre di poterla cambiare ogni volta che si siede alla macchina per scrivere.

Paul Dano e Zoe Kazan in Ruby SparksIl film è una fiaba romantica che compie un inaspettato viaggio nella fantasia e nell’identità, alla scoperta dei modi in cui inventiamo l’amore, e in cui l’amore può reinventarci. Un amore dentro e fuori la realtà, che supera il frame fra il possibile e l’impossibile, che fa dell’assurdo un viaggio di crescita, un accadimento del quale alla fine non ha importanza capire il senso, piuttosto l’effetto. In fondo l’amore è questo: folle, magico, inspiegabile, complicato. Quel che diventa decisivo è il tema del controllo nelle relazioni: Calvin può fare in modo di avere tutto ciò che vuole da Ruby, ma l’amore non è mai quello che si vorrebbe. Non è mai ideale. Il loro rapporto si modella e fluttua sulla scia dei bisogni di Calvin, senza scadere in facili episodi maschilisti, ma diventando comunque logorante, tragico, psicotico, fino ad arrivare a una sorta di “stupro mentale” che rende la storia qualcosa di più della semplice commedia.

Annette Bening e Antonio Banderas in Ruby SparksAnche se parte da una premessa immaginaria, il film fa luce su moltissime verità dei rapporti umani, rese in maniera semplice, commovente, e che – questo è il punto – fanno riflettere. L’integrità e l’umanità di Ruby costringono Calvin a crescere per stare al passo con lei, lo costringono a ri-scrivere di lei senza descriverla. Questo è il cinema celebrale, quello che genera una coscienza sull’uomo e sul mondo, che agisce sul pensiero tanto quanto sulla retina. Quello di cui parlavano Deleuze, Metz, Epstein e tanti altri. Per questo Ruby Sparks è una pellicola intelligente e una storia fanta-reale; una storia bellissima e riuscita grazie all’interpretazione autentica dei due protagonisti, alla forza del resto del cast, nonostante i piccoli ruoli, e di tutti i comparti produttivi; una storia con un finale non scontato che affascina tanto più dell’inizio. Insomma una storia che si vorrebbe continuare a vivere e scoprire: ma laddove la storia finisce e le luci si accendono, subentra l’immaginazione, comincia il pensiero sul cinema. E il cinema continua ad esistere anche oltre lo schermo, nella mente delle persone.


La locandina statunitense di Ruby SparksTitolo: Ruby Sparks (Id.)
Regia: Jonathan Dayton, Valerie Faris
Sceneggiatura: Zoe Kazan
Fotografia: Matthew Libatique
Interpreti: Paul Dano, Zoe Kazan, Antonio Banderas, Annette Bening, Steve Coogan, Elliott Gould, Chris Messina, Alia Shawkat, Aasif Mandvi, Toni Trucks, Deborah Ann Woll, Jane Anne Thomas, John F. Beach, Eleanor Seigler
Nazionalità: USA, 2012
Durata: 1h. 44′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Cavoli, è veramente piaciuto questo film alla recensionista! Personalmente io ridimensiono il giudizio a film molto carino, intelligente, non demeziale o troppo sdolcinato in cui i personaggi secondari non sono solo li per “far ridere solamente con battutacce” ma arricchiscono anch’essi la trama del film, che si può definire un bell’esempio di drama-comedy.
    A volte simpatico ma non è questa la sua forza.
    Regia di maniera, non scade in ripetitvità.
    Buona prova attoriale di tutti (ho scoperto Paul Dano con “Il Petroliere” e penso sia un vero nastro nascente del cinema).
    Bella musica.
    Il soggetto è differente ma mi ha ricordato un pò “500 Giorni Insieme”.

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