|
Alberto Cassani, 8 Marzo 2005: Duro |
Mikado,
11 Marzo 2005
|
Hotel
Rwanda
di Terry George
Nella
primavera del 1994 il Ruanda è stato terreno per uno dei più
gravi genocidi della storia moderna. In poco più di cento giorni,
la guerra tra gli Hutu e i Tutsi ha provocato oltre un milione di morti.
Nel mezzo di questa guerra si trova Paul Rusesabagina, direttore dell'hotel
di proprietà belga Mille Collines, appartenente all'etnia Hutu
ma sposato con una donna Tutsi.
La
situazione nella Capitale Kigali è ancora critica ma la guerra
civile che ha dilaniato il paese negli ultimi quattro anni sembra ormai
definitivamente terminata:
i caschi blu dell'ONU presidiano la città e il trattato di pace
firmato nell'Agosto precedente sembra reggere. Tutto cambia il 6 Aprile,
però, quando l'aereo che riportava a Kigali il Presidente Habyarimana
viene abbattuto. Quasi fosse un segnale, la milizia Hutu si scatena:
nel giro di una notte, Kigali diventa un inferno con migliaia di morti.
Paul nasconde in casa propria i vicini e qualche giorno dopo trasferisce
tutti nell'albergo che dirige. In pochi giorni diverse centinaia di
persone trovano rifugio all'Hotel des Mille Collines, ma quando le forze
internazionali decidono di evacuare dal Paese tutti gli occidentali
e lasciare che i ruandesi se la sbrighino da soli, Paul capisce che
non è solo la sua famiglia a fare affidamento su di lui. Tutte
le persone che conosce si aggrappano a lui sperando che li possa salvare...
Co-produzione
internazionale a basso budget girata quasi interamente in Sud Africa,
"Hotel Rwanda" è uno dei film politici più arrabbiati
e nonostante questo efficaci degli ultimi anni. Terry George - già
sceneggiatore di "Nel nome del Padre" per Jim Sheridan - racconta
la storia di Paul Rusesabagina lasciando forse un po' troppo sullo sfondo
le origini del conflitto ruandese (Hutu e Tutsi non sono due tribù
diverse ma due gruppi 'inventati' dai coloni belgi dopo la Prima Guerra
Mondiale, ad esempio), ma i suoi intenti sono chiari. Dieci anni fa,
il mondo occidentale ha voltato le spalle al Ruanda quando sarebbe bastato
poco per evitare che la situazione precipitasse, ed è questo
che al regista preme far capire. Gli stereotipi che caratterizzano i
personaggi secondari, in questo senso, finiscono per avere poca importanza
nell'economia del progetto ma certo il pugno nello stomaco che il George
vuole dare non arriva perfettamente al bersaglio. Le scene realmente
scioccanti sono tutto sommato poche, ma il film riesce a commuovore
ugualmente.
Don
Cheadle ci fa da guida in questa discesa nell'orrore, e la sua bravura
è proporzionale all'efficacia emotiva del film. La scelta di
Terry George di non mostrare atti di violenza esplicita, infatti, rovescia
sulle spalle del suo protagonista la responsabilità di trasmettere
la portata di quanto ci viene raccontato. E Cheadle dimostra appieno
tutto quel talento che finora in pochi sembravano aver notato, meritandosi
anche una nomination all'Oscar. Nomination che si è portata a
casa pure la co-protagonista Sophie Okonedo, anche se nel suo caso sembra
più un plauso al film che non alla sua bravura. Al di là
della presenza di Nick Nolte nel fittizio ruolo di un ufficiale ONU
ispirato alla figura di Roméo Dallaire - che in quel periodo
era il vero responsabile delle Forze di Pace - l'attenzione del pubblico
è tutta diretta verso il personaggio di Paul Rusesabiagina, un
uomo normale che in una situazione terribile come questa ha saputo semplicemente
continuare a comportarsi da Uomo.
Percorsi tematici
Incontro
con Terry George e Paul Rusesabagina - a cura di Alberto Cassani.
Reservation
Road - di Terry George; con Joaquin Phoenix, Mark Ruffalo, Jennifer
Connelly.
Titolo:
Hotel Rwanda (Id.)
Regia:
Terry George
Sceneggiatura:
Keir Pearson, Terry George
Fotografia:
Robert Fraisse
Interpreti:
Don Cheadle, Sophie Okonedo, Nick Nolte, Joaquin Phoenix, Desmond Dube,
David O'Hara, Cara Seymour, Fana Mokoena, Hakeem Kae-Kazim, Tony Kgoroge,
Mosa Kaiser, Xolani Male, Mathabo Pieterson, Ofentse Modiselle, Roberto
Citran, Rosie Montene, Neil McCarthy, Kid Sitholo, Jeremiah Ndlovu,
Lebo Mashile, Antonio David Lyons, Leleti Khumalo
Nazionalità:
Canada - Gran Bretagna - Italia - Sud Africa, 2005
Durata:
2h. 01'
|