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"Sicko" di Michael Moore

28 agosto 2007 Recensioni 0 Commenti
Emanuele Rauco, 28 Agosto 2007: Interessante
01 Distribution, 24 Agosto 2007

Una commedia, a tratti tragica a tratti grottesca, su 50 milioni di persone senza servizio sanitario nel paese più ricco del mondo, ma anche sui tanti americani che hanno un’assicurazione ma che non riescono ugualmente ad ottenere delle cure….


Scegliere di diventare un grillo parlante, è noto, non aiuta ad accaparrarsi le simpatie di chi ci circonda: la necessità di dire sempre verità scomode e di avvertire di pericoli imminenti, specie se si vive questo ruolo come una missione, porta la gente ad allontanarsi, a stancarsi, a credere che la verità non possa sembrare così brutta ed a credere disfattista il grillo che avverte. E’ ciò che più o meno sta accadendo a Michael Moore, regista, satiro, giornalista d’assalto con in mano una macchina da presa, che instancabile, continua a raccontare ed indagare nei lati oscuri del proprio paese e a venir tacciato di faziosità, slealtà, falsità. Mentre questo suo ultimo viaggio all’interno della sanità del suo paese, svela ancora una volta la faccia marcia del sogno americano.

Gli USA sono l’unico paese industrializzato a non avere un servizio di sanità pubblica, lasciando che le assicurazioni sanitarie gestiscano criminalmente l’istituzione e che 50 milioni di persone non abbiano il diritto alle cure mediche: Moore scandaglia questo sistema e viaggia nel mondo, per confrontare altri sistemi con il proprio. Scritto e prodotto dallo stesso Moore, un film nello stile tipico dell’autore, un documentario d’indagine e denuncia, disinvolto nel passaggio tra dramma sconvolgente ed ironia satirica, ma anche più umano e coinvolto – ed in questo un po’ più onesto del precedente Fahrenheit 9/11 – e meno ostinatamente propagandistico.

Ambientato tra America e Canada, Inghilterra e Francia, fino a Cuba, il film è un viaggio allucinante, un incubo ad occhi e orecchie aperti che, raccontando la situazione criminosa e tragica della sanità americana, in cui l’unico giuramento è sull’effigie del dollaro piuttosto che sulle parole di Ippocrate, analizza ancora i nodi e le crepe profonde all’interno di una classe politica, di una società, di una cultura, in cui l’uso spregiudicato e oppressivo del potere sembra più quello di una segreta dittatura che della più grande democrazia del mondo.

Attraverso una struttura perfettamente calibrata, che costruisce la sua tesi attraverso i toccanti racconti di persone vere (come dimostra il grande incipit), Moore continua a riflettere sulla granitica convinzione americana di essere i migliori e i detentori di ogni potere, ma poi – fatti alla mano – smonta le certezze di un popolo e ne mostra appassionatamente tutte le corde ed i riflessi meno nobili; interpretando come una maschera antica, il ruolo dell’americano medio, tronfio di sé e abbastanza ignorante, va in giro per il mondo a smontare luoghi comuni e a cercare di imparare dagli altri.

Ma soprattutto continua ad indagare su alcuni dei suoi temi preferiti, ad esempio la paura come fulcro del potere o l'(ab)uso dei mezzi di massa per gestire il controllo di menti sempre più anestetizzate (sintetizzate nella geniale sequenza in cui mostra come il potere abbia dipinto i tentativi di sanità pubblica spacciandoli per socialismo o comunismo), tracciando un ritratto forse sanamente fazioso ma credibile, di cosa sia l’America oggi, con più attenzione emotiva e meno aggressività narcisistica.

L’impaginazione, il ritmo, la levità acuta del racconto, uniti alla capacità di aprire squarci e costruire impianti di riflessioni potenti, rendono questo film uno dei migliori di non-fiction degli ultimi anni, di cui la verve intellettuale e civile del suo creatore sono il fiore all’occhiello: la parte sugli eroi dell’11 settembre è illuminante, commovente quella a Cuba. Ed ancora una volta un grazie a questo controverso mastodonte, che con un tagliente sorriso sulle labbra sa di farci pensare, anche semplicemente portando al Campidoglio una cesta di panni sporchi.


Titolo: Sicko (Id.)

Regia: Michael Moore
Sceneggiatura: Michael Moore
Fotografia: Christoph Vitt

Interpreti: Michael Moore, George W. Bush, Reggie Cervantes, John Graham, William Maher, Richard Nixon, Linda Peeno

Nazionalità: USA, 2007
Durata: 1h. 53′


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