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"Sole, cuore, amore" di Daniele Vicari

16 ottobre 2016 Recensioni 0 Commenti
Festival di Roma 2016

Fandango, ancora inedito – Delicato

Eli lavora lontano da casa, ha quattro figli e un marito senza lavoro; Vale è una ballerina che riesce a sostenersi solo con il suo lavoro. Le due donne diventano amiche e si confrontano nelle loro problematiche di vita e di lavoro, diventando quasi delle sorelle, ma il contesto che le circonda sarà anche motivo di collisione…


Francesco Montanari e Isabella Ragonese in Sole, cuore, amoreDopo aver perlustrato i temi più ostici e anche più blasonati di un certo tipo di cinema di impegno e, se vogliamo, politico (Diaz – Don’t Clean Up This Blood e La nave dolce), con Sole, cuore, amore Daniele Vicari spiazza il pubblico con una pellicola molto più intima e in alcuni momenti anche mélo, che però non perde di vista la sua reattiva e sagace unghiata nei confronti del sistema e delle sue regole, ritornando quindi a essere politico nonostante la storia viri verso tutt’altra direzione. Vicari non è il regista della costruzione ma della distruzione, in senso lato, ed è una delle sue caratteristiche più importanti, non priva di difetti, ma che lo rende autore e regista dotato di una sua particolarità nel panorama italiano.

Ambientato in una Roma livida e sapientemente fotografata, la storia di amicizia e solidarietà femminile – quasi una sorellanza – messa in scena dal regista può contare su una scrittura forte e abbastanza lineare, capace di incidere e stordire lo spettatore nei momenti giusti, senza mai cadere, come la materia avrebbe fatto intendere, nei rassicuranti e paludosi terreni del racconto edificante. Lontano dal voler raccontare solo una storia di amicizia al femminile, Vicari si addentra con sapiente maestria nei meandri delle psicologie dei suoi protagonisti, tentando di smascherarne le debolezze e mettendone in evidenza i punti di forza, esplorando i mondi che fanno da sfondo alle vicende dei suoi personaggi. Due mondi, quelli raccontati da Sole, cuore, amore, che s’incrociano, si amalgamano e poi collidono per forza di cose, mostrando vizi e virtù senza mai cadere nell’ostentazione e nel ripetitivo fino all’ultimo.

Isabella Ragonese in una scena di Sole, cuore, amoreLa curiosità maggiore, e anche la sorpresa, è scoprire un lato inedito del regista, alle prese con una materia non sua – ovvero la solidarietà e l’amicizia femminile ambientate ai giorni nostri – e rendersi conto della capacità di maneggiare il tutto con grande sensibilità e onestà, riuscendo così a mantenere un equilibrio notevole tra intenzioni e risultati. Il racconto, pur con qualche problema di sceneggiatura e qualche momento morto, procede spedito e diretto verso la conclusione, grazie anche al supporto di estremo valore del cast: se Isabella Aragonese e Francesco Montanari sono attori giovani ma comunque solidi e intensi, risultano sorprendenti le performance di Eva Grieco e della giovanissima Giulia Anchisi, che regalano al film un leggero tocco di grazia e di umana commozione.


Il poster del Festival di Roma 2016Titolo: Sole, cuore, amore
Regia: Daniele Vicari
Sceneggiatura: Daniele Vicari
Fotografia: Gherardo Gossi
Interpreti: Isabella Ragonese, Francesco Montanari, Eva Grieco, Francesco Acquaroli, Giulia Anchisi, Paola Tiziana Cruciani, Laura Riccioli, Mario Romano Falcione
Nazionalità: Italia, 2016
Durata: 1h. 53′


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