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Soundtrack: "Il giardino dei Finzi Contini" di Manuel De Sica

23 luglio 2012 Soundtrack 0 Commenti
Massimo Privitera, 17 Luglio 2012: * * * * *
In collaborazione con Colonne Sonore

Figlio di Vittorio, Manuel De Sica ha composto per il film del padre – vincitore dell’Orso d’Oro e dell’Oscar per il miglior film straniero – una partitura sinfonica divisa tra melodie altamente romantiche e altre fortemente drammatiche, che è probabilmente la sua opera migliore…


Riflettendo attentamente sulla situazione odierna della musica per film, soprattutto su quella proveniente dagli Stati Uniti, si può benissimo ammettere che dire sconfortante è dire poco: la maggior parte delle colonne sonore attuali sono pura tappezzeria, sound design vero e proprio, senza un minimo di idea o Leitmotiv che susciti emozione o che venga ricordato da qui in avanti. Certo, non bisogna generalizzare, perché di voci autorevoli e ricche di genialità ve ne sono ancora, per fortuna, però se guardiamo al passato (specialmente ascoltiamo!), alla Golden & Silver Age italiana, in generale europea e americana, possiamo, senza essere smentiti, citare molteplici nomi risonanti che hanno lasciato un segno indelebile nella musica per immagini e che ancora oggi quando li si ascolta suscitano enormi emozioni e i fotogrammi dei film per cui hanno composto le loro ragguardevoli partiture tornano in un batter d’occhio alla mente. Tutto questo preambolo per dire semplicemente che la OST che andiamo a trattare è una di quelle che sono entrate di diritto nel novero delle colonne sonore da possedere assolutamente e ascoltare all’infinito, insomma un vero capolavoro. Quelle musiche che ti fanno ancora amare la musica applicata e comprendere appieno il significato del vero sodalizio “musica e immagine”. Un capolavoro tutto italiano, aggiungerei! Di un autore considerato dal sottoscritto l’Henry Mancini italico, non solo per la sua fortissima vena melodica, ma per la grandissima classe ed eleganza compositiva e l’uso sempre accurato del leitmotiv: Manuel De Sica.

Figlio di cotanto padre – il grande regista e attore Vittorio De Sica – Manuel ha mosso i primi passi nella musica per film proprio componendo lo score per un film del padre del 1968, Amanti, proseguendo la sua lunga carriera (è nato a Roma il 24 novembre del 1949) musicando le opere di importanti registi italiani ed esteri, tra i quali Roberto Rossellini, Pasquale Squitieri, Claude Chabrol, Dino Risi, Luigi Comencini e, come accennato prima, alcuni film del padre (Il viaggio, Lo chiameremo Andrea, Una breve vacanza). E proprio Il giardino dei Finzi Contini del 1970 è una delle sue migliori, in assoluto, composizioni per un film di Vittorio De Sica, tratto dal celebre romanzo omonimo di Giorgio Bassani, con protagonisti Dominique Sanda, Lino Capolicchio, Fabio Testi ed Helmut Berger. La storia narra di un amore sofferto (perché non ricambiato) di un giovane studente di modeste origini per una ragazza ebrea altolocata nella Ferrara del 1938, proprio nel momento in cui il governo fascista promulga le leggi razziali contro gli ebrei. Una storia romantica e drammatica al contempo che ha riscosso un successo mondiale non indifferente; il film si è aggiudicato l’Orso d’oro al Festival di Berlino e l’Oscar come miglior film straniero pur non avendo avuto al tempo un grosso riscontro di critica.

Manuel De Sica, allora ventunenne, ha composto una partitura sinfonica, diretta magistralmente da un’altra autorevole voce del panorama cine-musicale italiano, Carlo Savina, che si divide equamente tra melodie altamente romantiche e altre fortemente drammatiche, per sottolineare maggiormente il tono lieve (il giardino, in fin dei conti vero protagonista della pellicola, e la nascita di un amore) e quello tragico (lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e la persecuzione degli ebrei) del film. Nel libretto del CD afferma Manuel De Sica che «scrivere musica per il Cinema è uno stato di servizio permanente. Scrivere musica per il Cinema di mio padre è sempre stato un vero privilegio. Se nel tempo verrò ricordato come il compositore de Il giardino dei Finzi Contini ciò mi basterà. E’ cosa rara scrivere in piena libertà espressiva musica per un capolavoro». E ascoltando attentamente la soundtrack in oggetto (divisa in “original album recording” e “film versions”), finalmente pubblicata in versione integrale, restaurata e rimasterizzata in maniera perfetta dagli amici della GDM Music, non si possono smentire tali parole dette col cuore dal compositore. La partitura trattata qui è un effluvio sinfonico di tre temi straordinari che struggono il cuore ad ogni ascolto (soprattutto nelle molteplici variazioni), manciniani – come accennato precedentemente – nell’essenza leitmotivica ma con un’impronta ben precisa del suo autore, la tipica e inesauribile impronta tardoromantica, novecentesca, di quella classe quasi pucciniana che rende ogni nota di questo meraviglioso score un capolavoro compositivo.
Basta l’ascolto del tema principale che prende il titolo dal film, esposto dapprima dal pianoforte e contrappuntato dal violino, per essere innalzato, successivamente per grande orchestra, a vera opera d’arte musicale. E che dire del tema spensierato ed elegiaco “Partita a tennis” che non poco avrà ispirato Gato Barbieri nel comporre il suo celebre Leitmotiv per Ultimo tango a Parigi? Un gioiello di delicata sobrietà compositiva! Per non parlare del sublime tema per pianoforte e archi “Giorgio e Micol”, struggente come solo un amore non corrisposto può essere, ma con un pizzico di speranza nelle sue pieghe leggere. In realtà quest’ultimo tema è un’intersecazione del Leitmotiv esposto nel brano precedente, per l’appunto “Partita a tennis”, in cui fa la sua comparsa, perché proprio durante il diletto pomeridiano del gioco del tennis nel giardino il colpo di fulmine si palesa in “Giorgio per Micol”. Il susseguirsi dei tre temi portanti nell’evoluzione della storia dichiara, se ancora ve ne fosse bisogno, quanto il film del padre abbia ispirato il figlio nel comporre una colonna sonora ricca dal punto di vista orchestrale e melodicamente variante con l’alternarsi di strumenti da camera e piena orchestra. Tutti i 26 brani della partitura tra temi primari, alternativi e variazioni rappresentano uno scrigno di idee geniali che Manuel De Sica ha saputo infondere alla perfezione in quella zona dei fotogrammi dove vivono le note (“Partenza a Grenoble”, “Incontro a Pasqua”, “Ricordi d’infanzia”, e tutte le tracce “film versions” ne sono la prova!).

Questa colonna sonora tratteggia uno di quei tanti motivi per cui amare profondamente la musica applicata e lasciarsela sfuggire di mano sarebbe un peccato colossale!


Titolo: Il giardino dei Finzi Contini

Compositore: Manuel De Sica

Etichetta: GDM Music, 1970

Numero dei brani: 26

Durata: 48′ 10”


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