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Soundtrack: "Rosemary's Baby" di Krzysztof Komeda

22 marzo 2010 Soundtrack 1 Commento
Massimo Privitera , 16 Novembre 2009: * * * ½
In collaborazione con Colonne Sonore

Uno dei titoli più famosi dell’horror anni ’60, Rosemay’s Baby è stato il primo film di Roman Polanski interamente prodotto negli Stati Uniti. Per l’occasione, l’allora trentacinquenne regista parigino di nascita decise di avvalersi della collaborazione del jazzista Krzystof Komeda…


Roman Polanski e il suo incubo cinematografico più angosciante: Rosemary’s Baby! Folle realtà o paura irreale? Crudele satanismo o inutile psicosi della mente? Per il successo sfrenato e la ricchezza incontrollata si vende l’anima al Diavolo e si finisce per far mettere al mondo l’Anticristo. Un grande horror cerebrale del 1968 con Satana che ingravida una dolce donna (Mia Farrow) che farà di tutto per salvare il proprio bambino da una setta di fanatici adoratori del Demonio. Il primo film made in USA del regista polacco di Chinatown, Per favore non mordermi sul collo e lo splendido Il pianista, in cui il suo geniale lato oscuro viene fuori in un’esaltante messa in scena che mozza il fiato.

Polanski, sempre attento all’aspetto musicale dei suoi film, sceglie di affidare la colonna sonora di questa pellicola horror a un suo conterraneo, il jazzista Krzysztof Komeda (nei titoli di testa del film riportato con il nome Christopher) che, alla sua prima e unica prova nel mondo della musica per film ringrazia il regista regalandogli una partitura fortemente incisiva, che si destreggia tra un romanticismo a tratti luminoso e un atonalismo angustiante. Komeda, scomparso il 23 aprile del 1969, ha saputo infondere alla pellicola un sottobosco inquietante di canti luciferini, delle vere e proprie messe sataniche (The Coven 1 & 2 e tutte le sue variazioni dal medesimo titolo), pagine corali e strumentali opprimenti dai crescendo insostenibili (What Have you Done to its Eyes?, Panic Again, Realization) e un tema principale dolcemente minaccioso, con il vocalizzo da bambina demoniaca della protagonista Mia Farrow, anche questo reiterato più volte nell’album in versioni più o meno simili nell’arrangiamento.
La presenza di un brano jazz nel grande stile manciniano (Making Love in the Apartment), la canzone pop sessantottina Dream e il folk di Guy Watching TV, oltre allo spensierato Happy News, un mix melodico tra un John Barry e un Henry Mancini d’annata, stemperano la tensione emotiva del film. La ninnananna di Rosemary (Lullaby) arrivò persino a raggiungere l’undicesimo posto della classifica estiva dei singoli statunitensi nel 1968. Un leitmotiv che non ti puoi togliere dalla testa facilmente una volta ascoltato.

Una OST che ha fatto scuola e che ha avuto parecchi emuli, anche perché ha sovvertito le regole dell’approccio prettamente sinfonico al genere di paura, con quel suo soft jazz in realtà dall’aria sinistra. L’album contiene in chiusura una sublime rivisitazione jazzistico-sperimentale anni ’80 del main title e come bonus track due esecuzioni pianistiche di Komeda, sorta di demo, sempre del leitmotiv primario: una chicca per collezionisti. Tra l’altro nel pezzo bonus Komeda Composing – 2 il compositore polacco vocalizza, stonando, la ninnananna.
L’unica pecca che si può attribuire al CD è la non sempre ottima qualità audio.


Titolo: Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York (Rosemary’s Baby)
Compositore: Krzysztof Komeda

Etichetta: Harkit Records, 2009

Numero dei brani: 25

Durata: 45′ 05”


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Riccardo scrive:

    il film è stupendo. un capolavoro.

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