Speeddi Jan De Bont Jack ed Harry sono due agenti della polizia di Los Angeles impegnati a salvare gli occupanti di un ascensore bloccato tra due piani in seguito ad un attentato dinamitardo di cui riescono quasi a catturare il pazzo responsabile. Convinti che luomo sia rimasto accidentalmente ucciso nel corso della fuga andata male, i due poliziotti tornano alla vita normale ma passano pochi giorni prima che il bombarolo torni a farsi sentire. Stavolta ha piazzato un ordigno su un autobus, un ordigno che esploderà se la velocità del bus scende al di sotto delle 60 miglia allora, ma tenere una simile velocità nel traffico di L.A. è tuttaltro che facile. A Jack non resta altro che salire a bordo e dare una mano alla donna che siede al posto di guida, una donna che non solo non è lautista preposto, ma è pure senza patente perché tende a correre un po troppo... Film
dazione frenetica, questo esordio registico del bravo direttore
della fotografia olandese Jan de Bont. Speed è un
film che gira a mille allora fin dalla prima sequenza e non sembra
voler dar modo allo spettatore di tirare il fiato fino a quando non
è finita lultima scena. Fino a che non è davvero
finita. Scritto da Graham Yost con la giusta dose di ironia e un occhio perfetto per la costruzione della suspense, il film si avvale di sequenze dazione girate e montate benissimo (tranne per la scena del salto, clamorosamente finta) e di un gruppo di attori perfettamente in parte che si sono evidentemente divertiti molto durante le riprese. È un film vuoto, certo; è un esempio perfetto del tipo di prodotti che Hollywood è solita sfornare, ossia film dintrattenimento. Ma questo non è un difetto, lo sarebbe solo che fosse un cattivo film dintrattenimento. Invece, Speed è puro spettacolo cinematografico. Un bersaglio centrato in pieno. Lunico, nella carriera registica di Jan de Bont.
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