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"Suspect Zero" di E. Elias Merhige

30 marzo 2005 Recensioni 0 Commenti
Suspect Zero

Columbia, 25 Marzo 2005 – Incompiuto

Un agente dell’FBI indaga su una serie di omicidi che apparentemente non hanno nessun punto di contatto tra loro. Ma l’agente si trova lui stesso ad essere preda dell’assassino cui sta dando la caccia, un serial killer che sembra colpire a caso ed è dotato di capacità extra-sensoriali…


Aaron Eckhart e Carrie-Anne Moss in Suspect ZeroAgli improbabili strilli da locandina siamo ormai tutti abituati. A volte fanno sorridere, a volte irritare, ma sono una costante, specialmente affibbiati a certi film di genere (commediole, horror o, come in questo caso, thriller). L’occhio smaliziato, quindi, non fa più neanche caso a quei mucchietti di caratteri sotto al titolo; talvolta però è il film stesso a riproporti il confronto, il più delle volte in negativo.

In Suspect Zero non c’è niente che lo spettatore possa trovare inaspettato, e di per sé non è neanche un male: rispettare i codici del genere è cosa buona e giusta, dato che i punti d’interesse si possono trovare anche lontano dalla misera successione di eventi. Questo film è uno di quei casi in cui sul piatto dell’interesse non c’è molto a fare da contrappeso al macigno di una vicenda come tante altre, dal Silenzio degli Innocenti a Seven (questo per ricalcare la suddetta locandina, ma magari i referenti fossero così pochi e così meritevoli…), giocata sul legame tra il poliziotto e l’assassino (o presunto tale), sull’inevitabile flashback del protagonista e del passato trauma da riscattare, sull’indagine e sui delitti.

Ben Kingsley in Suspect ZeroL’elemento che dovrebbe essere distintivo è nel serial killer, che colpisce secondo uno schema non pre-ordinato, assolutamente a caso, spostandosi per il paese. Da questa teoria deriva, oltre al titolo del film, l’inevitabile difficoltà dell’FBI nel seguire le tracce del cattivo; per uscire dall’impasse sarà determinante uno speciale potere psichico che permette “visioni remote” e che si scoprirà essere stato oggetto di un corso d’addestramento all’interno dell’FBI negli scorsi decenni. Nient’altro che uno shining, cui il regista si premura di non far mancare l’adeguata presenza filmica, causa di dolore per il suo portatore quanto per lo spettatore in sala, costretto a ridondanti inserti “visionari” che sfilacciano la storia in più punti.

Aaron Eckhart in Suspect ZeroEppure non mancavano i guizzi: l’ambientazione rurale, extraurbana, teatro delle indagini e simbolo dell’esilio cui è costretto il protagonista, possiede un gustoso sapore retrò. In particolare la scenografia iniziale dell’ufficio governativo sembra uscire direttamente dagli anni ’70, generando un effetto di straniamento molto azzeccato. Anche la rappresentazione dei delitti del serial killer è quantomeno funzionale al concetto di base del “suspect zero”: l’immagine è quella di un camion che percorre scenari di normalità, svelando con il suo passaggio il delitto compiuto; biciclette abbandonate, palloni che rotolano senza padroni. La spersonalizzazione del Male, come ce l’aveva mostrata Fritz Lang nel Mostro di Düsseldorf, si unisce all’inquietudine del Caso, generando un’entità che rimane a lungo ai margini del film e che si muove “come un cancro”, colpendo dove capita.

Aaron Eckhart e Ben Kingsley in Suspect ZeroRisollevare il film è però compito arduo. Neanche un ottimo Ben Kingsley ci riesce, pur riuscendo a dare un tono superiore ad ogni scena che lo vede protagonista. Dall’altra parte, un Aaron Eckhart ancora troppo comprimario per un ruolo da protagonista, e una Carrie-Anne Moss del tutto impalpabile, appena abbozzata (difetto questo non esclusivo del suo personaggio, ma relativo a un po’ tutti gli elementi narrativi).

Il consiglio è di dare retta alla locandina, ma al contrario. Segnatevi i titoli che di volta in volta dovrebbero essere surclassati dal film pubblicizzato e andate a guardarvi quelli. Nel caso specifico, se non ne potete più del dolorante Brad Pitt di Seven, ripescare perle come Manhunter può essere la scelta giusta.


La locandina di Suspect ZeroTitolo: Suspect Zero (Id.)
Regia: E. Elias Merhige
Sceneggiatura: Zak Penn, Billy Ray
Fotografia: Michael Chapman
Interpreti: Aaron Eckhart, Ben Kingsley, Carrie-Anne Moss, Harry J. Lennix, Kevin Chamberlin, Julian Reyes, Keith Campbell, Chloe Russell, Ellen Blake, William B. Johnson, Jerry Gardner, Daniel Patrick Moriarty, Nicole DeHuff
Nazionalità: USA, 2004
Durata: 1h. 39′


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