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"L'uomo che fissa le capre" di Grant Heslov

8 settembre 2009 Recensioni 8 Commenti
L'uomo che fissa le capre

Medusa, 6 Novembre 2009 – Brillante

Un giornalista appena lasciato dalla moglie decide di riscattarsi come reporter di guerra. Venuto a conoscenza dell’impiego, da parte dell’esercito statunitense, di soldati con particolari poteri paranormali, ne incontra uno e apprende storie ai confini della realtà…


George Clooney e Ewan McGregor in L'uomo che fissa le capreLa voce fuori campo del protagonista compare spesso per raccontare ciò che le immagini non mostrano e, fin dall’inizio, avvisa che ciò a cui si sta per assistere è più vero di quanto si possa immaginare. Senza questa premessa sarebbe forse un po’ difficile credere che quanto è narrato abbia delle fondamenta nella realtà e che di questi uomini “che fissano le capre” – letteralmente dal titolo – sia venuto a conoscenza Jon Ronson, giornalista che ha davvero realizzato l’inchiesta dalla quale è nato il libro Capre di guerra.

Jeff Bridges in L'uomo che fissa le capreIn L’uomo che fissa le capre, il protagonista viene a conoscenza dell’Operazione Jedi, uno speciale reparto dell’esercito statunitense nato negli anni Ottanta che sviluppa le capacità paranormali di alcuni soldati. Lo scopo è quello di neutralizzare il nemico con la sola forza del pensiero, e l’ex militare che il giornalista incontra gli spiega passo per passo com’era organizzato l’addestramento e che tipo di poteri avevano i soldati.

Kevin Spacey e George Clooney in L'uomo che fissa le capreI punti di forza di L’uomo che fissa le capre consistono in primo luogo nel coraggio di narrare temi scottanti, quali appunto le sperimentazioni dell’esercito statunitense non solo sugli animali – come le capre che vengono uccise dal solo sguardo di uno Jedi – ma anche sugli esseri umani, oltre che i metodi utilizzati per fare impazzire i prigionieri. Secondariamente, l’ottima sceneggiatura è supportata dagli interpreti che duettano brillantemente durante tutto il film – Ewan McGregor nei panni diel giornalista Bob e George Clooney in quelli dell’ex militare – dimostrando di essere perfettamente nella parte. Infine, la rara abilità di scegliere un registro comico per un tema drammatico senza risultare mai irriverenti o, peggio, offensivi.

George Clooney e Ewan McGregor in L'uomo che fissa le capreNon assente è anche il sarcasmo che rimanda alla perplessità di utilizzare simili metodi nella guerra o che mette in discussione la reale esistenza di poteri paranormali nella figura di Lyn, che riesce in miracoli quali, per esempio, spazzare via una nuvola fissandola, ma incappa poi maldestramente in più incidenti di percorso. Nel complesso, il film resta in equilibrio per tutta la sua durata fra capacità di divertire e di interessare, divertimento che raggiunge anche punte esilaranti e che non si esaurisce in sé ma, funzionale alla tematica, induce alla riflessione.


La locandina di L'uomo che fissa le capreTitolo: L’uomo che fissa le capre (The Men Who Stare at Goats)
Regia: Grant Heslov
Sceneggiatura: Peter Straughan
Fotografia: Robert Elswit
Interpreti: George Clooney, Ewan McGregor, Jeff Bridges, Kevin Spacey, Robert Patrick, Stephen Root, Stephen Lang, Rebecca Mader, Glenn Morshower, Terry Serpico, Nick Offerman, Tim Griffin, Rebecca Mader, Jacob Browne
Nazionalità: USA, 2009
Durata: 1h. 30′


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Attualmente ci sono 8 commenti a questo articolo:

  1. Antonio scrive:

    A me questo film non è piaciuto, non che sia brutto e gli attori sanno il fatto loro ma l’ho trovato troppo piatto, sempre in bilico tra il raccontare una storia realistica e una paradossale senza mai riuscire ad incidere o ad emozionare.
    Non so se è un caso ma ho avuto la stessa sensazione con Burn After Reading…è mia personalissima opinione che Gerorge ultimamente non azzecchi un film. Allora vi chiedo, ad oggi, grazie a quali interpretazioni sarà ricordato Clooney?

  2. Alberto Cassani scrive:

    La tua opinione è stata condivisa da molti, al Festival di Venezia, cosa peraltro comunue anche al film di Steven Soderbergh. Per quanto riguarda Clooney, secondo me sarà ricordato per i film che ha fatto ma non esattamente per le sue interpretazioni. Poi, direi che a tutt’oggi il suo film migliore è e rimane Good Night and Good Luck.

  3. Tiziana scrive:

    Diciamo che non è poi così importante se George Clooney venga o meno ricordato per questo film, quanto piuttosto che il film in sé possa essere ricordato per qualche buon motivo.

    L’ argomento trattato è serio, ma è stato volutamente utilizzato il registro sarcastisco, scelta molto pericolosa perché si rischia con facilità di scivolare nel grottesco, se non nel ridicolo.
    A mio avviso, questo rischio è stato evitato e il risultato è stato raggiunto, che è quello di far riflettere su un certo tema. Fosse anche solo per un secondo, perché non credo che si possa restare totalmente indifferenti.

    E questo a prescindere dagli attori: sono loro che devono essere al servizio del film, non il contrario.

  4. nax scrive:

    Dal punto di vista comico il film si presenta senza dubbio efficace ,pertanto se paragonato ai contesti spesso raffigurati dai fratelli Cohen, devo dire che il film non regge nella seconda parte , non e’ capace di mantenere il ritmo serrato della sorpresa proposto dal primo tempo e si vede una certa superficialita’ nel cammino finale ,peccato perche’ la storia c’e’ e con piu’ di attenzione il film sarebbe stato una perla della nuova comicita’.

  5. nax scrive:

    Per quanto concerne il ruolo difficile di Clooney , beh devo dire che da un po’ di tempo a questa parte si cerca di far conoscere il film non tanto per la componente scenica bensi’ per gli attori rappresentati, e, questo e’ un rischio sia per il film che per gli attori,io credo che Clooney abbia bisogno di soldi , non si spiega, d’altronde come mai non segua un corso da caricaturista prima di fare questi film ,devo dire che in BURN AFTER READING ,ha retto per il contesto, c’erano dei mostri sacri della caricatura e si e’ arrangiato forse per orgoglio ,ma in quest’ultimo devo dire che la scelta del regista non ha retto sul personaggio.

  6. Marco scrive:

    Film molto ambiguo, anch’io l’ho paragonato a Burn After Reading per lo stampo registico ed, in effetti, il regista si rifà molto ai fratelli Cohen, ed è per questo che il film potrà piacere molto ai fan dei suddetti fratelli, credo.
    Io personalmente, l’ho trovato abbastanza piatto e lo script non mi ha entusiasmato molto, ma forse perchè a me queste commedie ciniche d’autore non mi hanno fatto mai impazzire ( anche Burn After Reading non mi è piaciuto ).
    Potrà sembrare interessante per la storia, quantomeno, originale ma a conti fatti la noia, non dico che sia tanta, ma si fà sentire comunque.
    Poi se qualcuno è appassionato, come detto, dei fratelli Cohen ben venga. Troverà anche alcune scene abbastanza divertenti.
    Molto buone le locations, la fotografia e tutti gli attori.
    La regia ha bisogno di un pò più di esperienza, ma comunque, se questo è un inizio di regia per Heslov, l’ho trovo un ottimo inizio.

  7. Marci scrive:

    Proprio vero. A chi piacciono i fratello Cohen il film non puo dispiacere.
    A me è divertito, ma niente di più. Il tema di cui parla, non lo avevo neanche colto piu di tanto, mi era sembrato piu una parodia del delle ricerche nel mondo militare, ma molto poco serio.
    Ottima la colonna sonora.
    Il finale l’avrei magari fatto diverso, con l’immagine che si ferma quando McGregor è a pochi centimetri dal muro, in modo da lasciare il dubbio. Ma forse anche per favorire il “lieto” fine, hanno scelto di far vedere che è effettivamente uno jedi con super poteri eccetera.
    Alcune battute geniali, frasi estemporanee e folli mi hanno fatto ripensare a The Big Lebowsky, capolavoro assoluto.

  8. Sebastiano scrive:

    Jeff Bridges e’ presente per sottolineare l’amaro fallimento dell’ideologia di Lebowsky, e certo che si’, la scena finale e’ deludente, probabilmente forzata.

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