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"The New World" di Terrence Malick

18 gennaio 2006 Recensioni 21 Commenti
The New World

Eagle Pictures, 13 Gennaio 2006 – Vuoto

Nel 1607 tre navi inglesi attraversarono l’Oceano Atlantico ed approdarono in Virginia. Il Capitano John Smith fu incaricato di cercare rifornimenti, e nel corso della spedizione fu attaccato dagli indiani e fatto prigioniero. Nel villaggio incontrò la figlia del capo tribù, Pocahontas…


Colin Farrell in una scena di The New WorldPocahontas di nuovo? Roba da non crederci che cosa ha deciso di portare sul grande schermo Terrence Malick (La sottile linea rossa, La rabbia giovane) all’alba del 2006. E l’idea in sé non sarebbe niente, se non fosse che la narrazione di Malick – già a rischio pesantezza in La sottile linea rossa – qui diventa a tratti insostenibile.

Cominciamo dall’immancabile voce fuori campo che popola le sue pellicole; capisco che qui fosse difficile far recitare Colin Farrell, che è arduo definire un attore, ma c’è proprio bisogno di spiegare allo spettatore tutto quello che fanno, dicono, pensano, provano gli attori? Se poi abbinate tutto questo ad un’innumerevole serie di sequenze paesaggistiche, di tramonti ed albe, stelle e lune, erba e fieno, acqua e cenere… e chi più ne ha più ne metta, a metà del primo tempo tenderete a chiedervi che storia vuole raccontare Malick.
Colin Farrell e Q'Orianka Kilcher in The New WorldSarebbe invece stato interessante puntare sui concetti importanti, centrali, della storia: il fatto che siano sempre gli Indiani ad adattarsi agli Europei, che la povera giovane perda ogni Patria, che non sia più un’Indiana, ma neanche una “bianca”, che sia costretta ad agghindarsi con corsetti e tacchi, che si faccia battezzare. Il fatto che gli Inglesi, dopo essere stati salvati dalla fame e dal freddo dagli Indiani ci mettano tre minuti a decidere di tradirli e cacciarli dalle loro terre. Il fatto che il povero popolo di Pocahontas e di suo padre abbia poche alternative, quando arrivano i bianchi: sottomettersi e levarsi di mezzo, morire, diventare come loro…
Un momento di The New WorldE invece tutto questo si muove solo sullo sfondo della storia d’amore tra John e la ragazza; amore poi solo da parte di lei, perché lui non esita ad andarsene via quando le cose si fanno troppo difficili, fregandosene altamente di quello che sarà il suo destino. E anche nella narrazione di una storia che non è poi molto originale, si deve per forza scrivere una sceneggiatura tanto prevedibile e così poco credibile (Pocahontas che usa i congiuntivi e il periodo ipotetico come neanche un vero inglese!)?

Una scena di The New WorldPeccato, perché nel film ci sono molte belle cose, dal punto di vista tecnico: alcune inquadrature particolari, scelte di luce molto raffinate, bellissime sequenze di combattimenti, ottimi costumi, buona ricostruzione storica, ma tutto questo non basta a fare un bel film; non basta prendere la storia di Walt Disney e sporcare i soldati di fango per raccontare una storia di emozione e differenze, di amore e tradimento, di vita e di morte. Se penso alla grande prova filmica che Malick aveva dato in occasione de La rabbia giovane, davvero mi viene spontaneo pensare che, quando non si ha più niente da dire, forse è il caso di fermarsi.


La locandina di The New WorldTitolo: The New World (Id.)
Regia: Terrence Malick
Sceneggiatura: Terrence Malick
Fotografia: Emmanuel Lubezki
Interpreti: Colin Farrell, Christian Bale, Christopher Plummer, Augustust Schellenberg, Q’Orianka Kilcher, Ben Mendelsohn, Raoul Trujillo, Brían F. O’Byrne, Irene Bedard, John Savage, Jamie Harris, Alex Rice, Ben Chaplin, Irene Bedard
Nazionalità: USA – Regno Unito, 2005
Durata: 2h. 30′


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Attualmente ci sono 21 commenti a questo articolo:

  1. Anonimo scrive:

    Chi ha scritto questa recensione è evidente che non capise un cazzo di cinema.

  2. Elisa scrive:

    Talmente evidente che qualcuno ha sentito la necessità di scriverci un commento.

  3. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    A me sembra più un film incentrato sulla mente umana, sull’amore e i sentimenti che si combattono all’interno dell’uomo. E poi solo perché è un film di ambientazione storica che ti dice che deve essere per forza un film storico o un documentario.
    Io intanto non lo trovo affatto monotono, anzi il miglior film di Terrence Malick che oltre ad essere un bravo regista è anche un bravo sceneggiatore.
    Ha realizzato un film romantico particolare, e in questo non mancano gli ingredienti fondamentali del romanticismo: ( imprese eroiche, la grandezza della natura, fino ad epici incontri.) Sì forse La sottile linea rossa era un film noioso e monotono, ma non credo che questo lo sia.

  4. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Inoltre la voce fuoricampo introduce una buona drammaticità. come si potrebbe evidenziare i sentimenti in maniera diversa? è come se toglieste la voce del narratore su quei bravi ragazzi.
    Dai, ogni cosa può essere utile.

  5. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    L’ho rivisto ieri e lo dico apertamente:
    è l’unico film che mi ha fatto sentire rilassato.
    Stupenda la fotografia quanto le scenografie dei boschi, dei fiumi e delle paludi.
    è il film che mi ha fatto sentire a contatto con la natura come nessun altro aveva fatto.
    Inoltre Malik è un buon regista.
    Credo che chi ha scritto la recensione dovrebbe rivedersi il film. Lo apprezzerebbe di più.
    Considerarlo vuoto è quasi un’offesa ad un progetto ( fra sceneggiatura, produzione, post-produzione, creazione delle armi e dei costumi ) durato quasi 26 anni.

  6. Adriano scrive:

    Non molto tempo fa ho rivisto “The New World” e assime al film di Malick ho visto “Apocalypto” di Mel Gibson, due pellicole che trattano l’argomento del Nuovo Mondo, seppure in modo e tempi diversi (i Maya e i conquistadores per Gibson, gli Indiani e gli inglesi per Malick). Ora, non è mia abitudine parlare male di registi e non ne ho neanche le competenze tecniche(infatti recensisco per hobby quasi esclusivamente i film che mi piacciono) però vedere queste due opere vicine, quasi in un confronto, è veramente imbarazzante per il buon Mel, ma non per la sua incapacità alla macchina da presa, ma per l’assoluta superiorità del cinema di Terrence Malick. “The New World” è un film speciale, senza dubbio. Molti stimati critici lo hanno definito “un film per i fan di Malick perchè troppo fuori dagli schemi collaudati del cinema attuale”. Io invece lo consiglierei non solo ai fan, ma a tutti le persone che vogliono godersi finalmente un Film con la F maisucola, non prodotti senz’anima intenti solo a fare soldi con effetti speciali fini a se stessi. Lo stile di Malick è unico ed inimitabile, ampiamente ammirato nei precedenti tre film del regista. La colonna sonora è bellissima, la fotografia straordinaria. I dialoghi sono ridotti all’osso e quando viene proferita parola, quasi viene spezzata quell’armonia, quel silenzio della natura che provoca nello spattatore una profonda pace interiore. Bellissime le scene con gli indiani in cui la voce narrante ci spiega l’assenza del concetto di “proprietà”, così sciaguratamente presente nel nostro mondo del 2009. Ottimi gli attori (non condivido le critiche a Colin Farrell, bravissimi Bale e Van Wageningen). Se dal 2000 ad oggi vi è un film che merita il voto massimo penso che “The New World” sia quello più indicato. Nella produzione di Malick lo colloco al terzo posto, a pari merito con “La sottile linea rossa”, entrambi un gradino sotto gli insuperabili “Badlands” e “I Giorni del Cielo”. Tutti da vedere e rivedere.

  7. Fabrizio scrive:

    Riccardo, se per fare un film così ci vogliono 26 anni, per fare “Gangs of New York” ce ne sarebbero dovuti volere una cinquantina. La lunga gestazione è solo un’aggravante a carico di questa (mediocrissima) pellicola, una pellicola vuota che prova a fare poesia e contemplazione ma annoia e basta, e Malik in questo è un vero artista.

    Che poi tu ti ci possa rilassare a magari andare in catalessi guardando qualche bella cartolina, è un altro discorso.

  8. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Comunque lo considero uno dei migliori film storici mai realizzati.

  9. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    ha impiegato 26 anni perché Malick è molto pignolo riguardo i suoi film.
    inoltre credo di sapere perché i suoi film non sono amati: Malick è un regista non conosciuto e non amato e in realtà lui ha scritto e diretto autentici capolavori.
    bisogna seguire il cinema di malick, la sua mente, le sue idee, dopo capisco che i suoi film sono odiati.

  10. Fabrizio scrive:

    Se tu impieghi 26 anni per portare a compimento un film e per te tempi molto lunghi sono quasi uno standard, a meno di persistenti problemi nel trovare i finanziamenti (ma non è questo il caso di Malick), vuol dire che hai seri problemi creativi, che fai fatica a mettere in ordine le tue idee e a tradurle in un progetto filmico. Il che di per se non sarebbe neanche un male se il risultato fosse un film che giustifichi qualitativamente l’impegno profuso e i tempi (comunque eccessivi) occorsi per realizzarlo, ma è abbastanza naturale che dopo 26 anni di gestazione lo spettatore attenda un capolavoro o qualcosa di molto vicino. Quindi un prodotto per così dire “accettabile” ma in fondo stucchevole e per nulla profondo come vorrebbe essere – appunto “The New World” – non è da contemplarsi, e il fatto che per farlo ci siano voluti tempi così lunghi diventa automaticamente un punto a sfavore del film, non certo a favore.

  11. Mattia scrive:

    Malick e il più grande restista vivente, l’unico vero maestro lontano da ogni collussione con incassi, major e “bisogna fare un film per piacere al pubblico”. Questa pellicola costata 30 milioni di dollari e perfetta un epopea fiume da vedere e rivedere. Non dubito che molti la ritengano lenta abituati come sono ai film spot di Tarantino, Jackson e altrei “Maestri” contemporanei. Recuperate anche la “rabbia giovane” 1972, i “cancelli del cielo” 1978 e la “Sottile linea rossa” 1998. Kubrick e morto ma la sua idea di total cinema e rimasta in Malick. Il più grande ritorno da 5 anni a questa parte.

  12. El Duderino scrive:

    A parte che sono i giorni e non i cancelli…

    Che PALLE essere il miglior regista vivente!!!!

    Citando l’immensamente mitico Stanis La Rochelle (ma sostituendo il nome del regista citato) :

    “Io considero Malick un incapace. Lo considero il classico esempio di instabilità artistica, abbia pazienza. E’ uno che affrontava un genere, falliva e passava a un altro genere: come lo vogliamo chiamare? Poi, anni e anni tra un film e un altro… Anni e anni di che cosa, eh? Di profondo imbarazzo per il film precedente, abbia pazienza.”

    Ahahahahahha

  13. Fabrizio scrive:

    Eh già: “I cancelli del cielo” esiste ma è di Cimino. Ed è brutto quasi quanto un film di Malick. ;-)

  14. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Fin dalla bellissima sequenza dei titoli di testa accompagnata dalle, sempre, magistrali musiche di James Horner, si capisce che si ha a che fare con un capolavoro. I film di Malick non sono film per tutti perché è proprio a causa della forte carica poetica e morale che sono giudicati incomprensibili o addirittura monotoni e inutili.
    Malick è come Kubrick, vuole mostrare ciò che il pubblico non ha ancora visto.
    Questo non è un film d’avventura com’è inteso da tutti coloro che sono abituati a vedere un violentissimo film di Tarantino o un movimentatissimo Scorsese d’annata.
    Questo è un film d’avventura vero e proprio perché racconta veramente ciò che fecero i primi coloni inglesi nelle Americhe a contatto con un mondo spietato e inospitale per loro, a tal punto che offrono trattati di pace ed entrano anche in conflitto, con i nativi.
    In poche parole, per chi vuole godersi un intenso e drammatico film romantico dove le battaglie non grondano di violenza gratuita, è da vedere.

    La durata è di due ore e ventiquattro.

  15. Sgarbi jr scrive:

    Qui Farrell è stato veramente piatto come attore. sarebbe un interprete di alto livello visto che copre i ruoli più vari ma qui ha fatto veramente schifo come lo fa anche il film.
    e pensare che da the new world mi aspettavo veramente di meglio.

  16. Alberto Cassani scrive:

    Esistono diverse versioni di questo film. La durata ufficiale delle versione cinematografica italiana e 2 ore e 30 minuti.

  17. Uno dei più bei film che ho mai visto.
    La quiete e la poesia, mai stucchevole, con cui Malick descrive
    lasciano senza fiato.
    Consiglio la visione in modo spassionato.

  18. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Concordo pienamente con te michele.

  19. Dave scrive:

    Amo Malick, ma credo che questo sia il suo piu grande fallimento. Gli attori pessimi e non puoi far recitare solo il paesaggio, altrimenti anche i documentari della national geographic potrebbero vincere l’oscar per miglior attore. La storia è piatta e se vogliamo dirla tutta scontata quanto un “ritenta, sarai piu fortunato” sotto un tappo di una bibita. Detto ciò son pienamente d’accorodo su chi ha detto che il film lo fa sentire rilassato, io se lo metto all’imbrunire mi addormento in meno di 10 minuti, credo che solo Marzullo sappia fare di meglio.

  20. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Scusa dave, ma nessun attore ha vinto l’oscar in questo film.

  21. Dave scrive:

    E ci mancherebbe… :)

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