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"The Reader" di Stephen Daldry

11 febbraio 2009 Recensioni 8 Commenti
Emanuele Rauco, 11 Febbraio 2009: Intimista
01 Distribution, 20 Febbraio 2009

Michael è ragazzo curioso che s’innamora di Hanna, la quale lo insegna al sesso e al piacere mentre lui le legge i libri che studia a scuola. Quando, molti anni dopo, Michael la vede come imputata in un processo, il ricordo si mescola con la realtà…


L’Olocausto è forse il tema più sfruttato del cinema moderno e contemporaneo, specie tra chi pensa – come Harvey Weinstein – che sia un argomento perfetto per irretire pubblico e critica e, perché no?, giurie dei premi. E in effetti, guardando i vari albi d’oro, la tematica del nazismo e delle sue ferali conseguenze sembra una sorta di calamita per le varie statuette dorate. Quello che però ha fatto Stephen Daldry col suo nuovo film è una cosa un po’ diversa dalle molte pellicole dentro i campi di concentramento: il regista inglese prende i temi e le variabili psicologiche del regime e della guerra per innestarli con le suggestioni, anch’esse morbosamente di moda, dell’educazione sentimentale. Coi suoi limiti, l’esperimento riesce.

Il romanzo di Bernhard Schlink, adattato da David Hare, è sentiero fedele per rendere in immagini questo mélo erotico e psicologico che si vena di storia, dramma pubblico misto a dramma privato, facendo perno – in linea con la precedente opera di Daldry (The Hours) – sulla letteratura e sull’emotività letteraria del soggetto. Tutto ciò che infatti c’è di buono ed emozionante nella pellicola è merito del romanzo e del modo in cui Daldry, e i defunti produttori Pollack e Minghella cui il film è dedicato, lo mette in scena: la tenerezza, il tatto, la malinconia di un’epoca emotiva e storica in cui si pensava di poter rinascere, di poter tornare a respirare felicità, anche proibite, si scontra con l’oppressione morale di un popolo che si rifiuta di affrontare il proprio passato, di prendersi la propria responsabilità. La responsabilità diventa appunto il tema centrale di un film in cui le emozioni non possono sottrarsi dallo scontro con gli scheletri che nascondiamo nell’armadio, in cui la decisione di Hanna di superare i propri limiti sembra quasi allegoria dell’intera Germania.

Tipica pellicola midcult – dove cioé argomenti alti e complessi vengono semplificati, forse anche banalizzati, per esigenze di industria – il film ha però non poche frecce al suo arco: soprattutto la delicatezza di tocco di Daldry, che sa raccontare l’eros in toni struggenti, malinconici, anche duri ma vitali, e al tempo stesso far crescere empatia e dolore nei confronti di personaggi che vivono di rimando, l’ambiguità di una nazione e della sua storia.

Come detto, la sceneggiatura si adagia fin troppo comodamente sul romanzo, non scegliendo mai un taglio o una via di racconto che non sia illustrativa, ma riesce comunque a raccontare i personaggi con lucidità, aiutando così una regia che segue loro e i loro movimenti con grazia, che sa usare il montaggio (curato da Claire Simpson) e il découpage in maniera intelligente.

Come si diceva, i cliché da premio fanno parte di un progetto simile, e non ci si stupisce che la prova di Kate Winslet, accorata e fierissima nel dolore, sia favorita per un Oscar, mentre invece lascia perplessi l’utilizzo di uno spaesato Ralph Fiennes. E lasciano perplessi anche le critiche e polemiche revisioniste e negazioniste che hanno accompagnato il film, che invece, lontano dalla giustificazione del male, cerca di emozionare e commuovere il pubblico costeggiando il dramma storico e quello intimo. Sostanzialmente riuscendoci.


Titolo: The Reader – A voce alta (The Reader)
Regia: Stephen Daldry
Sceneggiatura: David Hare
Fotografia: Chris Menges, Roger Deakins
Interpreti: Kate Winslet, Ralph Fiennes, David Kross, Lena Olin, Bruno Ganz, Alexandra Maria Lara, Jeanette Hain, Susanne Lothar, Alissa Wilms, Florian Bartholomäi, Friederike Becht, Matthias Habich, Frieder Venus, Moritz Grove, Kirsten Block
Nazionalità: USA, 2008
Durata: 2h. 03′


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Attualmente ci sono 8 commenti a questo articolo:

  1. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Film spettacolare e hot. Kate Winslet ruba a tutti la scena.

  2. Massimo scrive:

    Bello !!

  3. Alberto Cassani scrive:

    Secondo me è bellissima soprattutto la seconda parte, dopo che i due si separano. La prima mi ha lasciato un po’ perplesso.

  4. Massimo scrive:

    Si,hai ragione, ma è difficile raccontare una relazione così strana e complicata.

  5. Fabrizio scrive:

    Sono d’accordo: meglio la seconda parte, anche se il film nell’insieme non mi ha fatto impazzire. Oltretutto ho trovato poco credibile la Winslet da vecchia, in parte per il trucco che non mi è sembrato eccezionale, e in parte per via di un doppiaggio che secondo me non si rivela credibilissimo una volta avvenuto il passaggio d’età.

  6. Marco scrive:

    Interessante film, meritevole sicuramente di una visione.
    La regia di Daldry è molto buona, il susseguirsi delle vicende è molto ben raccontato e lo spettatore sarà totalmente assorto dal racconto grazie soprattutto, oltre che per l’ottima regia, alle straordinarie interpretazioni di tutti gli attori, forse a eccezione di Fiennes un pò spaesato, ma con una grandissima Winslet vincitrice finalmente dell’ambita statuetta.
    Bravissimo anche il ragazzo.
    Bella fotografia, soprattutto quando i due vanno in gita in bicicletta, sembra di guardare un dipinto!
    Dò ragione ad Alberto, seconda parte migliore della prima ma perchè in quest’ultima le tematiche sono gia viste.
    C’è da dire però che ho intuito il segreto della Winslet prima che il film lo dicesse chiaramente, ma non importa: mi ha appassionato ed è questo l’importante.
    Alcune scene però mi sono sembrate un pò forzate, come messe li senza significato e senza una logica alla narrazione del film.

  7. Guido scrive:

    Altra questione, il sesso. :-D Che ne pensi, caro Alberto? TRoppo eccessivo in un film che come tesi di fondo ha l’Olocausto?

  8. Alberto Cassani scrive:

    Ma non è tanto l’eccesso nel mostrare, è che per metà del film non c’è praticamente altro che parole scritte e scopate. Eppure il cuore del film è un’altra cosa, e secondo me arrivarci un bel venti minuti (almeno) prima sarebbe stato molto meglio. L’avessi visto in tv avrei cambiato canale dopo nemmeno mezz’ora…

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