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"The Strangers" di Bryan Bertino

7 gennaio 2009 Recensioni 3 Commenti
The Strangers

Universal, 2 Gennaio 2009 – Inquietante

Doveva essere una serata di festa per Kristen McKay e James Hoyt nella loro isolata casa delle vacanze. Ma dopo essere usciti dal ricevimento di nozze di un amico e essere tornati a casa, per la felice coppia tutto è crollato. Alle 4 del mattino qualcuno bussa alla loro porta…


Scott Speedman e Liv Tyler in The StrangersE’ stato una delle autentiche sorprese della stagione cinematografica statunitense: costato appena 9 milioni di dollari ne ha incassati ben 52 assicurandosi l’ambito lasciapassare per il sequel. Senza considerare che ha sancito il ritorno sulle scene della meravigliosa Liv Tyler, da troppo tempo lontana dalla ribalta. Si tratta dell’horror The Strangers dell’esordiente Bryan Bertino, regista e sceneggiatore appena trentenne con la passione per i film di genere e tante idee da realizzare sul grande schermo. La Rogue Pictures, che si è già messa in moto per il seguito affidandone la sceneggiatura allo stesso Bertino, che però ancora tentenna per salire in cabina di regia, ha da subito creduto nel progetto originale che però ad essere franchi non è poi così originale (ricorda molto da vicino un gioiellino dello stesso genere di qualche anno fa, Them della coppia Moreau-Palud).

Laura Margolis in The StrangersLa trama è presto detta: una coppia di innamorati si ritrova braccata in casa propria da tre estranei mascherati. Al di là della semplicità della sceneggiatura, decisamente scarna ma essenziale, quello che colpisce è senza dubbio la capacità di Bertino di costruire un’atmosfera inquietante intorno ad un plot e ad una location estremamente labili. L’ambientazione è quasi teatrale: una casa, una porta chiusa e il pericolo all’esterno. Se si escludono inizio (il rientro a casa dei due protagonisti da una cerimonia nuziale), fine (l’uscita di scena dei tre estranei sul furgone) e una breve fuga a metà film attraverso il bosco, l’azione si svolge completamente in interni con tutto quello che questo comporta (staticità, reiterazione, monocromia). Eppure, nonostante questo, la costruzione della suspense è davvero encomiabile. Bertino riesce con poco ad innescare un gioco perverso tra vittima e carnefice che si riflette inevitabilmente su chi guarda, un po’ come lo spregiudicato gatto fa con il povero topo. E questo è forse il pregio ma anche il limite del film perché anche se, come succede ormai nella maggior parte degli horror, ci si affretta nei titoli di testa ad assicurare che la storia è tratta da eventi realmente accaduti, certe dinamiche risultano paradossalmente un po’ forzate e poco realistiche (l’incapacità di difendersi dei due protagonisti, l’eccessiva tranquillità degli assassini a giocare con le loro vittime).

Il regista Bryan Bertino sul set di The StrangersBertino punta molto sul suono a discapito anche dei “voli” della macchina da presa. Sono più che altro i rumori, le voci, le minacce astratte ad incutere paura. Le musiche dei tomandandy contribuiscono non poco ad instillare una follia sonora che, soprattutto attraverso la ripetitività del disco rotto, si ripercuote sul nonsense della tragedia in atto. Nonsense accentuato dalla completa mancanza di una morale da parte dei killer. Nessun movente e nessuna spiegazione alla loro violenza.

Gemma Ward, Kip Weeks e Laura Margolis con Liv Tyler e Scott Speedman di spalle in una scena di The StrangersIl gioco è fastidioso (la scena dell’amico scambiato per uno degli estranei irrita non poco) ma anche interessante soprattutto perché fa della teatralità scenica il suo punto di forza. Il “nemico” è evocato ma non esibito. I tre estranei sono entità al limite del reale, quasi manichini-robot (peraltro mascherati quindi privi in effetti di una vera identità) che entrano ed escono di scena come figuranti da teatro del mimo. Anche la violenza non è mai esplicita ma consequenziale alla suggestione di ciascuno dei due protagonisti. Sebbene si manifesti senza pietà alla fine del film.


La locandina statunitense di The StrangersTitolo: The Strangers (Id.)
Regia: Bryan Bertino
Sceneggiatura: Bryan Bertino
Fotografia: Peter Sova
Interpreti: Liv Tyler, Scott Speedman, Gemma Ward, Kip Weeks, Laura Margolis, Glenn Howerton, Alex Fisher, Peter Clayton-Luce, Jordan Orr
Nazionalità: USA, 2008
Durata: 1h. 25′


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Scottante e idea intelligente, mi sembra più un perfetto horror che la trasposizione di fatti realmente accaduti.

  2. Marco scrive:

    Apprezabile solo l’inizio in casa.
    Da quando la protagonista esce di casa si fa noioso.
    Comunque è quasi la copia di “Them” come è scritto nella recensione, film francese del 2006.
    Interessante la caratterizzazione degli antagonisti che nell’originale rimanevano nell’ombra.

  3. Marco scrive:

    Rivisto e ricondvido il mio precedente commento, recensione troppo entusiasta che sopravvaluta non poco la mediocrocità del film.
    Inizio melenso e noioso, troppo lungo, “strangers” che sembrano esseri soprannaturali simil spettri (compaiono, scompaiono), fuga nel bosco troppo tirata, scelte dei protagonisti quanto mai improbabili e prestazioni di essi sottotono.
    La regia regala si è no due scene dove la tensione è quantomeno palpabile (quando Liv si nasconde nell’armadio e la prima visita degli “strangers”), per il resto si limita alla sufficienza, penalizzata però da una brutta sceneggiatura, con annesse scene stupide (la morte dell’amico).
    Finale, anche se a sorpresa cattivo, ma gestito male che non riesce a salvare la boiata di film.
    Regala ghigno beffardo all’ultimo minuto.

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