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Tosca di Benoît Jacquot

15 aprile 2002 Recensioni 0 Commenti
Tosca

KeyFilms, 19 Aprile 2002 – Interessante

Mario Cavaradossi è un pittore innamorato, ricambiato, della decisa e gelosa Tosca. Il capo della polizia, il Barone Scarpia, scopre che Mario ha aiutato un prigioniero politico a fuggire dal carcere e lo fa torturare. Tosca per salvargli la vita rivela al Barone dove si nasconde il fuggiasco, ma non è ancora abbastanza…


Angela Gheorghiu e Roberto Alagna in ToscaDifficile dire se questa pellicola piacerà ai melomani, ma in ogni caso il modo in cui Jacquot l’ha realizzata ne fa un esempio di ottimo cinema. Fin dalla prima inquadratura il regista ci rende complici della finzione cinematografica, mostrandoci l’orchestra e i cantanti nello studio di registrazione (quello di Abbey Road, tra l’altro). Questa è un’immagine che ritorna spesso, nel corso del film: quando due personaggi parlano (cantano) di un terzo, che ancora non abbiamo avuto il piacere di incontrare, Jacquot ci mostra l’attore negli istanti precedenti l’inizio del suo canto. La lettura che il regista ha fatto del testo, poi, è molto letteraria, nel senso che i pensieri dei personaggi vengono rappresentati su un piano diverso dai dialoghi: l’attore sul palcoscenico non pronuncia parola, mentre sentiamo il cantante in studio dar voce a quanto scritto da Puccini. E per sottolineare meglio alcuni passaggi, il regista fa recitare (parlando) le battute agli attori sul palcoscenico mentre gli stessi, in studio, le cantano.

Angela Gheorghiu e Ruggero Raimondi in ToscaVisivamente il film non è il massimo: la fotografia è eccezionale in alcuni momenti, quando con due luci di taglio riesce a disegnare l’ambiente e dare spessore fisico ai personaggi creando un’atmosfera quasi magica, ma lascia perplessi nelle troppe occasioni in cui le ombre sono chiaramente sbagliate rispetto all’illuminazione interna alla scena, e difficilmente è stata una precisa scelta registica. La scansione delle inquadrature utilizzata da Jacquot, pur dando al film un ritmo lento e spesso statico, riesce a dare pieno risalto alla presenza scenica degli attori, in particolare della rumena Angela Gheorghiu. Il momento migliore di tutto il film è senz’altro l’aria E lucean le stelle, e a dare la pelle d’oca agli spettatori ha sicuramente contribuito la scelta di mostrare un primo piano sostenuto di Roberto Alagna ripreso dall’alto nel momento in cui canta «…e muoio disperato».

Roberto Alagna in una scena di ToscaInsomma, Jacquot ha fatto un film interessante su più livelli, non perfetto ma mai deludente, sempreché lo si veda in una sala dotata di buon impianto sonoro visto che  si tratta pur sempre un’opera lirica… E’ curioso, comunque, che in questo periodo le nostre sale siano invase soprattutto da due tipi di film: i thriller e i film sentimentali, siano questi ultimi commedie o drammi. Tempi duri, insomma, per gli impressionabili o per tutti quelli che, come il nostro Mario, vorrebbero cantare «il mio sol pensier sei tu».


La locandina di ToscaTitolo: Tosca (Id.)
Regia: Benoît Jacquot
Sceneggiatura: Benoît Jacquot
Fotografia: Romain Winding
Interpreti: Angela Gheorghiu, Roberto Alagna, Ruggero Raimondi, Maurizio Muraro, David Cangelosi, Sorin Coliban, Enrico Fissore, Gwynne Howell, James Savage-Hanford, Karl-Heinz Rogosch, Bernd Selle, Antonio Agliuzzi, Oktay Ovali
Nazionalità: Francia – Italia – Germania – Regno Unito, 2001
Durata: 2h.


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