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"Transsiberian" di Brad Anderson

14 febbraio 2008 Recensioni 1 Commento
Luciana Morelli, 14 Febbraio 2008: Deludente
Inedito in Italia

Una coppia di statunitensi decide di fare un viaggio sulla Transiberiana per provare a rimettere a posto i pezzi del loro matrimonio. Sul treno fanno la conoscenza con alcuni degli altri viaggiatori e si ritrovano invischiati in una strana storia di tradimenti e omicidi…


Brad Anderson, già regista di due eleganti thriller psicologici per palati fini come Session 9 e L’uomo senza sonno, si ritrova a qualche anno di distanza a dirigere il suo primo film per il grande pubblico, fallendo piuttosto grossolanamente. Il suo nuovo thriller Transsiberian, presentato nella sezione Panorama della 58ma Berlinale, riesce infatti nella difficile impresa di buttare al vento un cast di tutto rispetto (Woody Harrelson, Emily Mortimer, Ben Kingsley e Eduardo Noriega) e un’ambientazione a dir poco magnifica come il tragitto della transiberiana (la linea ferroviaria più lunga del mondo, che congiunge Mosca al Giappone). Proprio a bordo di questo treno è ambientata la storia di due coppie, una statunitense l’altra europea, che si incontrano in un vagone letto e finiscono per intrecciare i loro destini in maniera irreversibile.

Il matrimonio di Jesse e Roy è in crisi e il viaggio è considerato da entrambi un po’ come un’ultima spiaggia per cercare di recuperarlo. Impresa che viene messa a dura prova quando il bel Carlos e la sua compagna entrano bruscamente in scena. Un viaggio da sogno che si rivelerà presto pieno di trappole e di sospetti, alla luce del fatto che l’atmosfera a bordo del treno non è proprio come l’avevano sempre immaginata. Il personale non è di certo gentile e non parla una parola d’inglese, mentre i passeggeri dall’apparenza gioviale nascondono nello sguardo una certa diffidenza. C’è anche da dire che la linea transiberiana è notoriamente usata dai trafficanti di droga per raggiungere l’Europa, e che quindi la polizia e i guai sono sempre dietro l’angolo.

Thriller su rotaia dal sapore un po’ rétro, Transsiberian è costruito attorno ad una storia troppo telefonata, che si trascina per quasi due ore senza offrire colpi di scena degni di questo nome e senza la minima tensione emotiva. Neanche l’intrigo amoroso riesce a convincere fino in fondo, tanto meno i personaggi (a parte quello della Mortimer), insipidi e privi di spessore. Un passo falso imperdonabile per l’Anderson regista ma ancor di più per l’Anderson sceneggiatore, che preferisce puntare sul classico giocando sull’ambiguità e su personaggi spiccioli anziché sfruttare fino in fondo l’affascinante scenario culturale, politico e naturalistico attraversato ed offerto sul piatto d’argento dal lungo viaggio della transiberiana. Un film deludente, uno scheletro nell’armadio che Anderson dovrà tentare di scrollarsi di dosso al più presto.


Titolo: Transsiberian
Regia: Brad Anderson
Sceneggiatura: Brad Anderson, William Conroy
Fotografia: Xavi Giménez
Interpreti: Woody Harrelson, Emily Mortimer, Kate Mara, Eduardo Noriega, Thomas Kretschmann, Ben Kingsley, Etienne Chicot, Mac McDonald, Colin Stinton, Saulius Bagaliunas, Alfredas Butkevicius, Vidmantas Jasiunevicius, Samantha Jordanova
Nazionalità: Regno Unito – Germania – Spagna – Lituania, 2008
Durata: 1h. 51′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Non sono per niente d’accordo con la recensione, la sceneggiatura di Anderson e la regia le ho trovate entrambi molto valide, si è vero che per i primi 40 minuti succede ben poco ma ci ha lasciato volutamente tutto il tempo per entrare in simbiosi con i personaggi e poterne ben carpire le loro motivazioni del viaggio, i loro stati d’animo e la loro storia, raccontate molto ben chiaramente.
    Successivamente si vira sul thriller dove, se vogliamo, qualche svolta un pò scontata e banalotta c’è e varie scelte di script possiamo trovarle un pò ridicole, ma se si è ben disposti a seguire il film, non intaccheranno minimamente l’attenzione dello spettatore ben disposto.
    Ovviamernte non stiamo parlando del thriller del secolo, in generale i personaggi sono stereotipati e la storia è molto semplice, ma alcuni twist di trama, colpi di scena e una buona regia, che regala qualche scena ben sostenuta da suspence e mai piatta, fanno di “Transsiberian” un ben più che discreto svago.
    Poi la fotografia, scenografia, musica (tutte comparto spagnolo) e l’ambientazione non spesso sfruttata dal cinema arricchiscono il film.
    Attori ben calati (l’unico meno credibile è il personaggio di Harrelson, soprattutto nel finale).
    Non siamo ai livelli di “Session 9″ e de “L’Uomo Senza Sonno” ma sicuramente 10 spanne sopra l’obbrobrio di “Vanishing On 7th Street” di due anni dopo.
    Sicuramente una visione la consiglio.

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