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"Tutto l'amore del mondo" di Riccardo Grandi

16 marzo 2010 Recensioni 1 Commento
Tutto l'amore del mondo

Medusa, 19 Marzo 2010 – Patetico BLEAH

Un giovane scrittore viene incaricato da un editore di stilare una guida sui luoghi più romantici d’Europa. Si mette allora in viaggio, accompagnato da un fotografo, dalla di lui fidanzata e da un’amica di quest’ultima, con la quale nasce subito un’attrazione reciproca…


Nicolas Vaporidis in Tutto l'amore del mondoTutto l’amore del mondo? E dove starebbe? Ecco, se si parlasse di noia forse il discorso sarebbe diverso, visto che qui ce n’è in grande quantità. Davvero mal fatta quest’ennesima pellicola made in Italy, che certifica ulteriormente una stagione cinematografica a tinte fosche, salvo pochissime eccezioni, per il cinema tricolore. Dozzinale, piatto e eccessivamente televisivo, Tutto l’amore del mondo racconta la banalissima storia d’amore che nasce, durante un lungo viaggio a metà tra lavoro e svago tra un improbabile scrittore di guide turistiche con le pezze al culo (ovviamente Vaporidis) e la classica bella fanciulla della borghesia alta-alta che vorrebbe essere spregiudicata ma non può (la belloccia Ana Caterina Morariu, che assomiglia vagamente a Nicole Grimaudo ma con una misura e mezza in meno).

Ana Caterina Morariu in Tutto l'amore del mondoProdotto di facile consumo tarato ad hoc per il classico pubblico femminile che segue Vaporidis (pare incredibile, ma ne esiste uno, altrimenti il nostro eroe non avrebbe potuto assurgere anche al ruolo di produttore), il film è un ininterrotto susseguirsi di luoghi comuni, dialoghi tra l’inutile e il superfluo e ritmo da encefalogramma piatto per quasi tutta la sua durata. Le uniche eccezioni sono infatti costituite dai cameo di Sergio Rubini ed Enrico Montesano che, nei brevi attimi a loro disposizione, pur non impegnandosi più del necessario, mettono in risalto la distanza siderale che esiste tra due generazioni di attori.

Ana Caterina Morariu e Nicolas Vaporidis in Tutto l'amore del mondoRidicolo nella progressione degli eventi e nemmeno divertente, visto che di gag riuscite se ne contano un paio e sono più vecchie dei fratelli Lumière, Tutto l’amore del mondo va ad inserirsi con pieno merito nell’oramai interminabile elenco di film che sarebbe stato meglio fossero rimasti chiusi a chiave nel cassetto dei produttori. Un’opera senz’arte né parte, nella quale agli attori presenti si sarebbero benissimo potuti sostituire persone comuni prese dalla strada e idem dicasi per il regista, che riesce a banalizzare anche città affascinanti come Amsterdam e Parigi.

Nicolas Vaporidis in Tutto l'amore del mondoChe dire? Persino Iago era meglio e detto questo si è detto tutto. Nota di costume: all’anteprima stampa ha partecipato anche un congruo numero di studenti di una scuola superiore. Ora, cosa si possa trovare di educativo in un film del genere o, quantomeno, come si possa anche solo lontanamente pensare che le ore di studio perse possano essere in qualche modo bilanciate dalla visione di un’opera di così scarso spessore, resta un mistero. O forse no, è di palese evidenza e basta passeggiare per le strade per rendersene conto…


Titolo: Tutto l’amore del mondo
Regia: Riccardo Grandi
Sceneggiatura: Massimiliano Bruno, Edoardo Falcone, Andrea Bassi
Fotografia: Maurizio Calvesi
Interpreti: Nicolas Vaporidis, Ana Caterina Morariu, Alessandro Roja, Myriam Catania, Eros Galbiati, Alessandro Mannarino, Jöel Zaffarano, Sara Tommasi, Isabelle Adriani
Nazionalità: Italia, 2010
Durata: 1h. 39′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Aiuto recensione cattivissima ahahah!!! Però se questo film è come penso io, il recensore ha fatto più che bene a scrivere così! Quanno cè vo cè vo!!!

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