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"Un Tè con Mussolini" di Franco Zeffirelli

8 maggio 2005 Recensioni 0 Commenti
Tiziana Cappellini, 8 Maggio 2005: Discreto
Medusa, 26 Marzo 1999

Firenze, anni ’30. Il piccolo Luca, orfano di madre e figlio illegittimo di un uomo benestante, vive con un’anziana donna inglese che gli insegna le opere di Shakespeare e gli fa conoscere altre forme artistiche, ma ormai la Seconda Guerra Mondiale è alle porte e il padre lo manda a studiare in un collegio austriaco…


Il film di Franco Zeffirelli mostra la città di Firenze nell’arco del decennio che va circa dalla metà degli anni ’30 fino all’arrivo degli Alleati che la liberano dai tedeschi. In questo modo, ciò che risulta evidente è la volontà di rendere omaggio a Firenze, della quale si mostrano scorci e opere d’arte, ma tutto questo attraverso gli occhi di un bambino – seguendolo fino alla sua adolescenza – e l’operato di alcune bizzarre ma affabili signore inglesi. Tra di loro spiccano la snob Lady Hester – che nel corso della vicenda avrà modo di riabilitare il proprio personaggio – e la pittrice Arabella, tanto amante dell’arte da arrivare a proteggere dai bombardamenti, attraverso una sorta di trincea, un affresco al quale sta lavorando. In realtà, il film intreccia vari piani, perché il racconto delle vicende di Luca – che a sua volta si intrecciano a quelle delle signore inglesi, alle quali si aggiungerà la statunitense Elsa – è anche un modo non solo di rendere omaggio alla bellezza di Firenze culla dell’arte, ma anche quello di raccontarne i risvolti storico-politici all’epoca del fascismo, poco prima del secondo conflitto mondiale.

Questo inquietante e tragico decennio viene scandito da delle didascalie che segnano lo scorrere del tempo, ma vengono anche accennati quanto basta dei fatti utili a ricreare il clima dell’epoca. Nonostante Lady Hester sbagli clamorosamente nel riporre fiducia e ammirazione nella figura di Mussolini – col quale, in effetti, all’inizio del film riesce a prendere il tè in virtù della vecchia amicizia tra il Duce e il defunto marito ambasciatore – i fatti che vengono narrati sono sufficientemente chiari da mostrare il vero volto del fascismo, tanto da fugare ogni dubbio. Se da un lato i fascisti manifestano la loro xenofobia attaccando gli inglesi – e non tarderanno ad arrivare neppure le leggi razziali contro gli ebrei – dall’altro la stessa Lady Hester è poco tollerante nei confronti delle donne statunitensi, prendendo di mira Elsa e il suo stile di vita libero quanto moderno. Ma l’evoluzione delle vicende storiche farà avvicinare le due donne, mentre il film a questo punto – insieme alla storia di Elsa e dell’amante traditore – intreccia anche il piano romanzesco.

Tuttavia, anche le scene che dovrebbero essere le più drammatiche – l’arresto delle signore inglesi e il loro trasferimento a San Gimignano, alle quali si uniranno anche le donne statunitensi una volta che gli Stati Uniti saranno entrati in guerra; le varie situazioni pericolose vissute da Luca che, tornato adolescente dall’Austria, non esita ad aiutare le sue amiche facendo il postino – sono trattate con toni da commedia. Una commedia che assume a volte risvolti inverosimili nel rappresentare le anziane signore come irriducibili eroine perfino di fronte ai nazisti o, prima ancora, nel dettar legge alla polizia che le custodisce a San Gimignano. Allo stesso modo, la figura di Elsa segreta benefattrice di Luca e delle signore inglesi, aggiunge un che di fiabesco e di altrettanto inverosimile alla vicenda.

Per quanto il film riesca a trasmettere le buone intenzioni iniziali di ricreare un interessante affresco storico e riesca a riprodurlo in maniera apprezzabile (anche se un po’ stereotipata nella carrellata dei personaggi), soffre di questi limiti e della mancanza di un vero fulcro di interesse all’interno dei differenti nuclei tematici fra i quali lo spettatore deve spesso orientarsi, una mancanza che peraltro rischia di generare noia o distrazione. Tra i pregi del film, invece, vi è quello della scelta del cast: non solo i ruoli sono distribuiti a seconda della corrispondenza della nazionalità tra il personaggio e l’attore che lo interpreta (Cher nel caso della statunitense Elsa), ma anche in base alla qualità nel caso delle inglesi Joan Plowright (la signora Wallace) e Judi Dench (Arabella).


Titolo: Un Tè con Mussolini
Regia: Franco Zeffirelli
Sceneggiatura: Franco Zeffirelli, John Mortimer
Fotografia: David Watkin
Interpreti: Cher, Judi Dench, Joan Plowright, Maggie Smith, Lily Tomlin, Baird Wallace, Charlie Lucas, Massimo Ghini, Paolo Seganti, Claudio Spadaro, Mino Bellei, Paul Chequer, Tessa Pritchard, Michael Williams, Paula Jacobs, Pino Colizzi
Nazionalità: Italia – Regno Unito, 1999
Durata: 1h. 57′


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