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"Zelig" di Woody Allen

6 luglio 2003 Recensioni 0 Commenti
Alberto Cassani, 6 Luglio 2003: Sottile
P.I.C.

Leonard Zelig è un insicuro cronico, ha talmente bisogno di essere accettato dagli altri da diventare un vero e proprio camaleonte umano. A seconda della situazione in cui si trova e di chi gli sta attorno, Zelig cambia il proprio comportamento, il proprio modo di parlare e persino il proprio aspetto. Una psichiatra, Eudora Fletcher, lo intervista a lungo per scoprire la base di tanta insicurezza…


Probabilmente il miglior film di Woody Allen, un finto documentario molto più sottile e intelligente di quanto non voglia sembrare. Zelig (“benedetto” in lingua yiddish) è una pellicola tutto sommato poco divertente ma sorretta da una grande inventiva ed un’ottima realizzazione tecnica, che sfrutta appieno le capacità del Woody Allen attore e anticipa la presenza di Forrest Gump all’interno di quadretti di Storia vera.

La trama non nasconde la riflessione del suo autore sulle difficoltà di integrazione che ha il singolo appartenente ad una minoranza all’interno della società moderna, non nasconde la critica al conformismo e ancor di più alla malsana abitudine di innalzare a livello di idolo chiunque riesca a brillare anche solo per un momento, per poi rigettarlo nella polvere appena ci si rende conto che la sua grande capacità tale non era. “Non nasconde” nel senso che non le occulta: le rende evidenti grazie alla struttura narrativa che alterna episodi della vita di Zelig con le analisi che di queste fa la dottoressa da cui è in cura.

Non è solo la perfezione tecnica dei “siparietti storici” che rende credibile la vicenda che ci viene raccontata, ma è la storia in sé – la vita che Allen ha immaginato per il suo personaggio – ad essere emozionante e sorprendente. Il lento aumentare della nostra conoscenza della personalità di Leonard Zelig è talmente intrigante, talmente ben studiato, che nonostante la relativa prevedibilità degli eventi rimaniamo incollati allo scorrere delle immagini per scoprire qualcosa di più di lui. Ma non tutto quello che vorremmo sapere ci viene davvero raccontato, il che toglie qualcosa al senso di appagamento che si prova alla fine del film. Appagamento per il relativo happy ending, e soprattutto per il fatto di non aver dovuto (ancora?) arrivare agli eccessi di Zelig per riuscire a sopravvivere nella società moderna.


Titolo: Zelig (Id.)
Regia: Woody Allen
Sceneggiatura: Woody Allen
Fotografia: Gordon Willis
Interpreti: Woody Allen, Mia Farrow, John Buckwalter, Patrick Hogan, Marvin Chatinover, Stanley Swerdlow, Paul Nevens, Howard Erskine, Ralph Bell, Richard Whiting, Will Hussong, Robert Iglesia, Eli Resnick, Edward McPhillips, Gale Hansen
Nazionalità: USA, 1983
Durata: 1h. 19′


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