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"Zora la Vampira" dei Manetti Bros.

27 settembre 2000 Recensioni 0 Commenti
Alberto Cassani, 27 Settembre 2000: Teribbbile
Cecchi Gori, 22 Settembre 2000

Guardando Carramba che sorpresa il Conte Dracula decide di lasciare la  buia e inospitale Transilvania per trasferirsi nella luminosa e accogliente Italia. A Roma incontra l’incarnazione del suo eterno amore, la graffittista Zora, ma sulle sue tracce si lancia il temibile commissario Lombardi…


Zora la vampira era un fumetto pubblicato negli anni ’70, scritto da Renzo Barbieri e disegnato da Birago Balzano. Era una serie erotica con protagonista una bella e disinibita mezza vampira, che poteva girare tranquillamente alla luce del sole e che aveva fatto della guerra a Dracula una ragione di vita, tanto da sacrificare più volte i vari orifizi del proprio corpo per riuscire a sconfiggere il suo acerrimo nemico. Il film scritto e diretto dai Manetti bros. e prodotto da Carlo Verdone è tutt’altra storia.

Zora la vampira è un film parodistico che sembra seguire la strada tracciata dal maestro del genere Mel Brooks, ed è infarcito di citazioni più o meno colte, che vanno dal Nosferatu di Murnau al Lupo Mannaro Americano a Londra di John Landis passando per i film di Dario Argento e Sam Raimi. Riecheggia spesso, soprattutto nella prima parte, il romanzo di Bram Stocker che creò il mito del vampiro alla faccia di tutti quelli che avevano già affrontato l’argomento prima di lui, ma qui tutto è ovviamente attualizzato e adattato all’universo delle borgate romane. Così come i portavoce del Male sono dei tossici, i salvatori del mondo sono dei rapper falliti; così come il fedele servitore di Dracula si mantiene rubando auto e ha problemi con il permesso di soggiorno, il poliziotto che li insegue pensa più al superenalotto che non al suo lavoro. I due registi hanno definito questo loro lavoro come un film «di genere ma anche d’autore, comico e nero, pessimista e crepuscolare, horror ma anche sociale, fatto per spiazzare e sorprendere». Purtroppo, però, alla fine il film risulta più nero (sonno) che non comico, più orrendo che orrorifico, più spiazzante che sorprendente.

Nonostante il titolo inneggi a Zora, il vero protagonista è Dracula, interpretato in maniera ispirata dal sempre bravo Toni Bertorelli. Al suo fianco si muove Micaela Ramazzotti (che dopo una parte in Vacanze di Natale 2000 sembra ormai lanciata nell’olimpo della grande recitazione) e un sacco di rapper più o meno noti e più o meno bravi. L’unico però che riesce ad essere divertente, seppur solo a sprazzi, è il sempiterno Carlo Verdone, che sembra qui ri-attualizzare il suo tipico personaggio del burino di periferia, con l’aggravante di avere una posizione di potere in quanto commissario di polizia.

Nell’ora e mezza di proiezione si assiste ad un paio di interessanti jam session dei rapper che partecipano al film (tra cui Tormento dei Sotto Tono), un’illuminante analisi del mondo giovanile, una vera e propria lezione di gergo romanesco, una sentita critica del capitalismo da parte di un immigrato clandestino, una fine denuncia dei metodi usati dalla polizia italiana, l’interpretazione di Pavarotti di O Sole Mio. In realtà, si assiste ad un’ora e mezza di pura immondizia. A’ Manetti bbros: mortaaacci vostri


La locandinaTitolo: Zora la Vampira
Regia: Marco & Antonio Manetti
Sceneggiatura: Marco Manetti, Antonio Manetti
Fotografia: Federico Schlatter
Interpreti: Toni Bertarelli, Micaela Ramazzotti, Chef Ragoo, GMax, Carlo Verdone, Ivo Garrani, Tormento, Lele Vannoli, Sèlen, Juliet Esey Joseph, Marco Manetti, Massimo de Santis, Sandro Ghiani, Alessia Barela, Elda Alvigni, Turi
Nazionalità: Italia, 2000
Durata: 1h. 35′


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