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Alberto
Cassani, 7 Settembre 2007: Rinnovato |
01
Distribution, 27 Giugno 2008
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12
di Nikita Mikhalkov
La
storia di "12 Angry Men" nacque nel 1954 dalla mente di Reginald
Rose, ispirata dall'esperienza dello sceneggiatore nella giuria di un
processo per omicidio che ebbe bisogno di oltre otto ore di accesa discussione
per arrivare ad un verdetto. Rose ne scrisse una sceneggiatura di un'ora
per il programma televisivo "Studio One" della CBS, e negli
anni ne fece diverse versioni per il palcoscenico. La versione certamente
più famosa è però quella diretta per il grande
schermo da Sidney Lumet e intepretata tra gli altri da Henry Fonda nel
1957, che vinse l'Orso d'Oro a Berlino e ottenne le nomination
all'Oscar per film, regia e sceneggiatura non originale. Nel 1997 William
Friedkin ne fece un pallido aggiornamento televisivo con Jack Lemmon
e George C. Scott, e al Festival di Venezia 2007 Nikita Mikhalkov ha
presentato la sua versione personale, adattata ai tempi e ai luoghi
tipici del suo cinema.
Un
ragazzo ceceno di diciott'anni è accusato di aver assassinato
il padre adottivo, un ex militare dell'esercito russo. Le prove sembrano
schiaccianti, e i 12 giurati sono convinti di poter raggiunere un verdetto
di colpevolezza molto in fretta. Uno di loro, però, decide che
il caso merita almeno un minimo di discussione, e vota 'non colpevole'.
Quello che sembrava un pro forma diventa così una lunghissima
discussione sul ragazza ceceno, ma anche e soprattutto sulla Russia
e sui 12 giurati.
Può
lasciare perplessi il modo in cui Mikhalkov snatura la storia di Rose.
La bellezza della versione originale era infatti proprio il fatto di
non sapere nulla dei 12 uomini riuniti in una stanza chiusa a discutere
della colpevolezza del giovane imputato, e il fatto che il centro delle
loro discussioni fosse il processo. Mikhalkov, invece, ci porta spesso
fuori dalla palestra che ospita la giuria per raccontarci la vita del
ragazzo ceceno prima della notte dell'omicidio, e soprattutto ci racconta
molto dei dodici giurati. Ognuno di loro ha il suo momento, il suo monologo,
in cui spiega cosa significhi per lui la storia di quell'omicidio e
perché è arrivato ad avere la convinzione che ha. E nel
farlo, ci raccontano molto delle Russia di oggi e di come la guerra
che ha distrutto l'Unione Sovietica sia ancora ben presente nelle loro
vite. Una scelta che, appunto, può lasciare perplessi, ma che
viene perfettamente giustificata dal ribaltamento finale orchestrato
dal regista.
Non
è certamente un caso che Mikhalkov si riservi il ruolo-chiave
del Presidente della Giuria, colui che tira le fila della discussione,
supervisiona le votazioni e tiene in riga i suoi colleghi giurati. Se
comunque possono sembrare fuori luogo, queste parti moderne sono in
realtà riuscitissime e aggiungono molto ad un film che per il
resto rimane estremamente fedele al testo originale, sia per quanto
riguarda lo sviluppo che per il testo vero e proprio. E prendendo il
film nella sua interezza, non si può non restarne colpiti nonostante
la durata francamente eccessiva e, unico vero difetto, la mancanza di
un finale secco.
Titolo:
12
Regia:
Nikita Mikhalkov
Sceneggiatura:
Nikita Mikhalkov, Vladimir Moiseenko, Alexander Novototsky
Fotografia:
Vladislav Opeliants
Interpreti:
Nikita Mikhalkov, Sergey Makovetsky, Sergey Garmash, Alexey Petrenko,
Valentin Gaft, Yury Stoyanov, Mikhail Efremov, Sergey Gazarov, Alexander
Adabashian, Victor Verzhbitsky, Alexey Gorbunov, Roman Madianov, Sergey
Artsybashev
Nazionalità:
Russia, 2007
Durata:
2h. 33'
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