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"1921 - Il Mistero di Rookford" di Nick Murphy

21 novembre 2011 Recensioni 2 Commenti
1921 - Il Mistero di Rookford

Eagle Pictures, 2 Dicembre 2011 – Aggettivo

Tormentata dal ricordo del fidanzato morto in guerra, Florence Cathcart è impegnata a smascherare i ciarlatani che fingono di avere contatti col sovrannaturale. La morte di un bambino in un collegio, apparentemente dovuta a un fantasma, metterà a dura prova il suo scetticismo…


Rebecca Hall in una scena di 1921 - Il Mistero di RookfordHorror più d’atmosfera che di spavento, questo primo lungometraggio per il cinema dell’apprezzato regista televisivo Nick Murphy parte da una situazione tutto sommato banale ma la sviluppa in maniera intrigante attraverso più di un momento davvero riuscito. La sceneggiatura – scritta dallo stesso regista sulla base di un copione preesistente dell’esperto di ghost-story Stephen Volk (L’albero del male) – si prende il giusto tempo per sviluppare l’intreccio e spiegare le cose, senza perdersi in troppe parole e senza mai farsi eccessivamente ovvia. La solidità del racconto è merito anche – oltre che della regia – di un’ottima Rebecca Hall, capace di rendere vivo il suo personaggio e convincenti anche le scene meno riuscite (quella della camera oscura su tutte).

Dominic West e Rebecca Hall in 1921 - Il Mistero di RookfordAver ambientato la storia nel 1921 evocato dal titolo italiano (più centrato quello originale, “Il risveglio”) aiuta a circondare di un alone quasi mitico i metodi investigativi usati dalla protagonista come anche a giustificare una certa ingenuità da parte dei personaggi secondari. Nell’ultima parte la sceneggiatura scompiglia le carte in tavola in maniera un po’ affrettata ma molto ben gestita sulla pagina come anche sul set, arrivando poi a un finale sottilmente ambiguo che fa da giusta chiusura a una pellicola come questa. Pellicola capace di inquietare e in un paio di occasioni persino di far saltare lo spettatore sulla poltrona. Tutt’altro che un capolavoro, ma sicuramente un solido esempio di cinema genere. Cosa non da poco in un (ormai lungo) momento in cui le saghe-fotocopia la fanno da padrone.


La locandina di 1921 - Il Mistero di RookfordTitolo: 1921 – Il Mistero di Rookford (The Awakening)
Regia: Nick Murphy
Sceneggiatura: Nick Murphy, Stephen Volk
Fotografia: Eduard Grau
Interpreti: Rebecca Hall, Dominic West, Imelda Staunton, Isaac Hempstead-Wright, Shaun Dooley, Joseph Mawle, Diana Kent, Richard Durden, John Shrapnel, Cal Macaninch, Lucy Cohu, Anastasia Hille, Andrew Havill, Tilly Vosburgh, Ian Hanmore
Nazionalità: Regno Unito, 2011
Durata: 1h. 47′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Albe dimentichi che più volte durante la parte centrale la regia rallenta notevolmente con scene statiche, facendo chiudere le palpebre anche allo spettatore ben disposto. Lo script non è malaccio, regala infatti due o tre scene abbastanza di buona tensione (la casa delle bambole) altre giocate solo sul solito “balzo sulla poltrona” con sonoro sparato.
    Alcuni personaggi di contorno poi sono totalmente campati per aria (il tipo che cerca di stuprare la Hall).
    La cosa migliore sono la fotografia e la scenografia che riproduce molto fedelmente l’Inghilterra gotica di quel tempo.
    Il twist finale non è scontato e alla fine, col senno di poi, ci si rende conto che durante il film vengono dati indizi allo spettatore che ovviamente non potrà capire in anticipo il finale, quindi spiazzante si ma non coinvolgente da farti rimanere a bocca aperta. Almeno per me.
    Comunque si è da apprezzare che si creino storie nuove ed originali, anche mischiando l’horror e il thriller con le conseguenze drammatiche della guerra e la voglia delle persone di poter comunicare con i propri cari morti.
    Difatti la Hall all’inizio mi ha ricordato un pò Dylan Dog e il protagonista di “1408”.
    Buono il comparto attori e la musica.

  2. Alberto Cassani scrive:

    E’ vero che la parte immediatamente successiva alle prime indagini è lentissima, ma secondo me a quel punto lo spettatore è talmente dentro l’atmosfera del film (sempre se ci è dentro) che non corre il rischio di annoiarsi o distrarsi. E poi devo dire che il carisma scenico di Rebecca Hall, in ogni film in cui l’ho vista, l’ho ritrovato molto di rado in altre attrici nel corso degli ultimi anni. Poi in effetti il film è talmente inusuale nel panorama attuale che pur coi suoi difetti è comunque una boccata d’ossigeno. Comunque la “sottile ambiguità” del finale cui accenno non riguarda il twist ma il finale vero e proprio, che è una cosa suggerita con eleganza ma non resa troppo ovvia.

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