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"A proposito di Davis" dei fratelli Coen

5 febbraio 2014 Recensioni 4 Commenti
A proposito di Davis

Lucky Red, 6 Febbraio 2014 – Folkloristico

New York, 1961. Llewyn Davis sta cercando faticosamente di crearsi una carriera da solista nella musica folk dopo lo scioglimento del duo di cui faceva parte, il che vuol dire che non ha un soldo e dorme sui divani degli amici. Prova allora ad andare a Chicago in cerca di un’audizione, ben sapendo che è la sua ultima possibilità…


Oscar Isaac in una scena di A proposito di DavisIspirato dalla biografia di Dave Van Ronk Manhattan Folk Story (BUR) e salutato da più parti come il miglior film dei fratelli Coen, A proposito di Davis è un viaggio nell’animo umano prima ancora che nella musica degli anni Sessanta. Ma è un viaggio che solo la musica rende fattibile, e che forse solo la musica rende davvero emozionante. Il che vuol  dire che gli spettatori che non amano il folk faranno più fatica ad amare una pellicola che merita decisamente di essere amata.

Carey Mulligan e Justin Timberlake in A proposito di DavisEvitando ogni tipo di giochetto in fase di sceneggiatura, i Coen raccontano una storia di insicurezza e autodistruzione, di piccoli e grandi errori, di dubbi e decisioni sofferte. Trovano facile sponda nel talento del semisconosciuto Oscar Isaac e in quelli del musicista T-Bone Burnett e del direttore della fotografia Bruno Delbonnel, mettendo così insieme un film malinconico e tagliente, così emotivamente pesante da lasciare senza fiato.

Oscar Isaac in A proposito di DavisRispetto a Non è un paese per vecchi, A proposito di Davis vola più basso e si concentra su un’atmosfera più intimista, e forse per questo potrebbe sembrarne inferiore, ma non è vero. E’ un film eccezionale, sia nel senso che è fuori dalla norma per ciò che racconta sia perché è ben al di sopra della media nella sua realizzazione tecnica. E’ uno dei film più belli dell’anno, e anche se a prima vista potrebbe sembrare avere un cuore freddo e inconcludente, in realtà è pungente e amaro come certe ballate folk.


La locandina di A proposito di DavisTitolo: A proposito di Davis (Inside Llewyn Davis)
Regia: Joel & Ethan Coen
Sceneggiatura: Joel Coen, Ethan Coen
Fotografia: Bruno Delbonnel
Interpreti: Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, Garrett Hedlund, F. Murray Abraham, John Goodman, Stark Sands, Adam Driver, Jeanine Serravilles, Max Casella, Ethan Phillips, Robin Bartlett, Jerry Grayson, Alex Karpovsky, Helen Hong, Bradley Mott
Nazionalità: USA – Francia, 2014
Durata: 1h. 44′


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Attualmente ci sono 4 commenti a questo articolo:

  1. Plissken scrive:

    Non mi perdo mai un film dei Coen, che dopo il parziale scivolone del mio avviso troppo celebrato “Il Grinta” sono tornati ad argomenti forse a loro più congeniali.

    Non so se mi sentirei di definirlo il più bel film dei Coen, sicuramente è intenso e piuttosto amaro, e lo svolgimento in chiave minimale accentua quanto espresso dalla sceneggiatura e fotografia.
    Rispetto alle loro altre pellicole, fatta eccezione per “L’uomo che non c’era” (che rimane il mio preferito in fondo), non ricorre a parentesi brillanti particolarmente incisive ma “scava” nella questione senza remore ed in maniera piuttosto secca.

    Molto corretto in my opinion il cenno in recensione a quello che di primo acchito sembra un “cuore freddo”, probabilmente dovuto alla volontà di non indorare la pillola e attuare una rappresentazione cruda, più realistica rispetto al Coen-standard, aspetto mitigato solo in parte da una sapiente regia.

    Tali caratteristiche rappresentano al tempo stesso il maggior pregio ed il “difetto” della pellicola, che potrebbe lasciare i fan dei Coen un po’ interdetti. Secondo me non un capolavoro ma un bel film, che arriva allo spettatore prendendosi il dovuto tempo.

    Tutti bravi gli interpreti, nota di merito ad Abraham ed al gatto.

  2. Dass scrive:

    Sono completamente d’accordo con questo commento che non avrei saputo scrivere in una forma migliore. Come dite voi giovani: ‘quoto’.

  3. Vulfran scrive:

    Molto bello, secondo me uno migliore dei fratelli Coen. Interessante anche l’uso della fotografia “retró”: non si capisce se stiamo guardando un documento del passato o se a quel tempo nel Village la gente vedesse il mondo con quei colori e quelle luci.
    Concordo con Plissken sulla bravura del gatto: la scena in cui sul sedile dell’auto fa capire a Llewyn di volerlo seguire (e lui, dopo aver esitato, gli chiude lo sportello sul muso) è degna di Maryl Streep!:-)

  4. Guido scrive:

    Una delle migliori ballate dei geniali fratelli di Minneapolis.
    Straordinaria colonna sonora. Bravissimo Oscar Isaac, ovviamente ignorato dall’Academy.. come tutto il film del resto. Una delle migliori pellicole della stagione. La metterei tra le migliori cinque. Capolavoro.

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