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"Ali G" di Mark Mylod

25 luglio 2002 Recensioni 7 Commenti
Alberto Cassani, 25 Luglio 2002: Idiota
Uip, 23 Maggio 2003

Nel disperato tentativo di salvare un centro alternativo da lui diretto, Ali G si incatena a una fermata d’autobus attirando l’attenzione del vice-premier, che è alla ricerca di un giovane intellettuale per vincere le elezioni. Convinto che sia il miglior modo per raggiungere il suo scopo, Ali G si candida per il Governo…


Il film inizia così: Ali G se ne sta andando in giro per le strade di East L.A. sulla sua Cadillac convertibile gialla. Ad un certo punto incrocia un malavitoso messicano con due pupe sotto braccio, così si ferma e lo apostrofa: «Ti sembra il modo di trattare quelle due pompinare?» Ne nasce una scaramuccia che diventa sparatoria, prima che Ali G si svegli nel proprio letto, con il suo cane che gli fa un pompino. Da qui in poi, è tutta discesa…

Sacha Baron Cohen, in arte Ali G, è il tenutario di uno degli show televisivi più seguiti d’Inghilterra. Ha avuto talmente successo che la HBO ha deciso lo scorso anno di metterlo in onda anche negli Stati Uniti, presentandolo come la naturale prosecuzione del bellissimo Dennis Miller Live e dell’ottimo successo dello show di Chris Rock. Ali G ha due pregi: ha messo insieme uno slang personalissimo mescolando il linguaggio da strada e l’inglese che si parla in Giamaica (cosa completamente cancellata dal doppiaggio del film), ed è davvero molto bravo a prendere in giro i suoi ospiti, dando così all’intervista un tono molto informale, che stia parlando con Victoria Adams piuttosto che con il direttore dell’FBI o con Mohammed Al Fayed. Il problema è che Ali G ha ottomila difetti, tra cui la volgarità, il fatto di riuscire a far ridere solo di rado e il fatto di non dire niente di nuovo.

Ali G indahouse lo vede addirittura entrare nel parlamento d’Inghilterra e zittire l’opposizione al grido di «basta con le cazzate». Ma la sarabanda di stupidaggini che ci propina per un’ora e mezza zittiscono anche le risate degli spettatori che, volenterosamente, hanno pagato il biglietto. In questo film, il pur brillante personaggio creato da Sacha Baron Cohen non sembra davvero altro che la versione inglese d’Er Piotta, e come tale finisce per essere apprezzabile solo da un pubblico molto ristretto. D’altra parte non si può pretendere che un film in cui appare l’ex Lara Croft delle fiere Rhona Mitra (mai così bella, comunque) possa essere un prodotto decente. Tutta colpa dell’amore e Get Carter docet.


Titolo: Ali G (Ali G indahouse)
Regia: Mark Mylod
Sceneggiatura: Sacha Baron Cohen, Dan Mazer
Fotografia: Ashley Rowe
Interpreti: Sacha Baron Cohen, Michael Gambon, Charles Dance, Rhona Mitra, Kelly Bright, Martin Freeman, Barbara New, Emilio Rivera, Gina La Piana, Dana Pauley, Dominic Delesilva, Jacqueline Castro, Jesse Acosta, Mario Aguilar, Gary Baxley
Nazionalità: Regno Unito, 2002
Durata: 1h. 27′


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Attualmente ci sono 7 commenti a questo articolo:

  1. e pensare che poi sacha cohen reciterà in un piccolo gioiello come borat
    mah….

  2. Alberto Cassani scrive:

    Visto Bruno, mi sa che l’eccezione è Borat

  3. cassani rimanendo in ambito di film grotteschi e comici sto per vedere in dvd frankestein junior di mel brooks.
    l’hai visto?
    che ne pensi?

  4. Alberto Cassani scrive:

    Frankestein Junior è forse la miglior parodia mai vista al cinema.

  5. ho visto frankenstein junior e lo ritengo divertente ed esilarante.
    sono d’accordo quindi con cassani
    il migliore di brooks secondo me.

  6. Edoardo scrive:

    Già,”Ali G” è un filmaccio,non si discute. “Borat” invece non era male,”Bruno” com’è?
    Alberto,lo sai che “Frankenstein Junior” a me non è mai piaciuto così tanto? Lo trovo molto ben girato,ma mi è capitato di rado che mi facesse ridere,non so il perchè. E’ si il miglior Brooks,che nella sua carriera non è che ne abbia azzeccate tante,ma mi ha lasciato l’amaro in bocca visto che me lo anticipavano come un capolavoro del cinema demenziale. Preferisco il David Zucker de “L’aereo più pazzo del mondo” e “Una pallottola spuntata”.

  7. Alberto Cassani scrive:

    “Bruno” è un film abbastanza mediocre. Sono poche le sequenze che funzionano e tutte danno l’impressione di durare troppo a lungo.

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