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"Borat" di Larry Charles

20 ottobre 2006 Recensioni 8 Commenti
Borat

20th Century Fox, 2 Marzo 2007 – Volgare

Il giornalista televisivo Borat Sagdiyev viene spedito negli Stati Uniti per realizzare un documentario sulla cultura della nazione più grande del mondo dopo il Kazakistan, in modo che il popolo kazako possa trarne insegnamento. Ma una notte si imbatte in una puntata di Baywatch e decide di sposare Pamela Anderson…


Sacha Baron Cohen in BoratRiprendendo un altro personaggio del suo seguitissimo show televisivo, Sacha Baron Cohen torna sul grande schermo con una pellicola che non sembra davvero opera delle stesse teste che quattro anni fa ci avevano regalato Ali G. La differenza sostanziale è una sola: Borat fa ridere. E’ pieno di volgarità di ogni tipo, anche qui spesso derivanti dall’origine popolana del personaggio, e la storia che lega le gag è davvero solo un pretesto per spostare il protagonista da un ambito all’altro, però la maggior parte delle sequenze è ben architettata e la realizzazione efficace.
Una scena di BoratCon poche eccezioni, infatti, gli incontri che Borat fa nel corso del suo viaggio sono vere e proprie candid camera, con i suoi interlocutori del tutto ignari di cosa sta realmente accadendo. E in questi incontri, Baron Cohen mette in mostra tutta la sua pungente verve satirica, colpendo nel segno ogni singola volta e dimostrando anche al pubblico cinematografico perché il suo show ha l’enorme successo che ha presso i telespettatori britannici.

Sacha Baron Cohen in BoratE’ abbastanza ovvio che la pellicola raccoglierà l’interesse soprattutto del pubblico giovanile, ma anche e soprattutto gli spettatori più adulti – se sopporteranno alcune scene al limite (e oltre) del cattivo gusto – potranno apprezzare certi risvolti delle interviste. Tutti, invece, potranno apprezzare la bella scelta musicale (che spazia da Donovan ad MC Hammer) e tutti potranno ridere sguaiatamente o sorridere a denti stretti in più di un’occasione.


La locandina statunitense di BoratTitolo: Borat – Studio Culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan (Borat – Cultural Learning of America for Make Benefit Glorious Nation of Kazakhstan)
Regia: Larry Charles
Sceneggiatura: Sacha Baron Cohen, Anthony Hines, Peter Baynham, Dan Mazer
Fotografia: Anthony Hardwick, Luke Geissbuhler
Interpreti: Sacha Baron Cohen, Ken Davitian, Pamela Anderson
Nazionalità: USA, 2006
Durata: 1h. 24′


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Attualmente ci sono 8 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Albe “Il Dittatore” l’hai visto?

  2. Donato scrive:

    Volgare, assurdo, allucinante, demenziale ma … troppo divertente.

    La scena che lo vede discutere con le femministe mi ha fatto impazzire: da come lo guardavano appariva evidente che avrebbero voluto scorticarlo vivo…

    Una curiosità: qualcuno sa se è vero che la scena che vede protagonista (involontaria) Pamela Anderson è stata effettivamente la causa (o magari il pretesto) del divorzio chiesto dal marito di quest’ultima?

  3. Alberto Cassani scrive:

    Non ho ancora visto “Il dittatore”, ma comincio ormai a pensare che “Borat” sia un’eccezione nella filmografia di Baron Cohen. In realtà le poche puntate che avevo visto del suo show televisivo con protagonista Ali G mi erano piaciute molto, ma al cinema su tre film ne ha fatti due orribili (anche se alla fine “Bruno” aveva un paio di momenti discreti). Resta il fatto che “Borat” sia eccezionale…

    Per rispondere a Donato, in realtà la relazione tra la Anderson e Kid Rock non era delle più solide, tant’è che prima di sposarsi si erano lasciati a lungo. Se anche fosse vero che sia stato questo film a portare Kid Rock alla richiesta di divorzio, penso sia stato al massimo la goccia che fa traboccare il vaso, non certo la vera ragione dietro la separazione.

  4. Marco scrive:

    Ne “Il Dittatore” ho visto un minimo d’ impegno maggiore nella scrittura rispetto ai due precedenti, ma il livello rimane sempre lo stesso, piacevole ma non troppo (tra l’altro queste commedie politically uncorrect non mi hanno mai entusiasmato più di tanto).

  5. Marco scrive:

    Albe “Ted” l’hai visto?

  6. Alberto Cassani scrive:

    No, ma non sono un fan di MacFarlane.

  7. Marco scrive:

    A parte qualche indovinata battuta “scorretta” nella prima parte, il resto è abbastanza disarmante.
    Te lo sconsiglio.

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