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"Alla ricerca di Nemo" di Andrew Stanton

13 dicembre 2003 Recensioni 10 Commenti
Alla ricerca di Nemo

Buena Vista, 3 Dicembre 2003 – Strepitoso

Durante il suo primo giorno di scuola, il pesciolino pagliaccio Nemo viene catturato e finisce nell’acquario di un dentista. Al povero padre, iperprotettivo e non resta che partire alla sua ricerca e attraversare l’oceano…


Nemo e Branchia in Alla ricerca di NemoAssolutamente geniale, divertentissimo. Un vero e proprio gioiello d’animazione, quello che la Pixar riesce a fare con Alla ricerca di Nemo è di una rarità assoluta. Più ancora che in Monsters & Co., lievemente sopravvalutato dalla critica, ma non quanto nel secondo capitolo di Toy Story, Alla ricerca di Nemo stupisce per la capacità inventiva con la quale ogni singolo personaggio è stato trattato. La difficoltà maggiore, quando si ha a che fare con la rappresentazione animata del mondo degli animali – e per la Pixar questa è la seconda volta (la prima è stata quella meraviglia di A Bug’s Life) – è quella di riuscire a creare per ogni singola specie una psicologia che si adatti alla loro fisicità, che nonostante l’umanizzazione subita rimane pressoché invariata.
Dory e Marlin in Alla ricerca di NemoIn questo senso gli sceneggiatori se la cavano alla grande inventando una molteplicità di personaggi, ognuno con una particolarità propria, che non fanno altro che rubarsi la scena a vicenda in un ritmo serrato e con un susseguirsi di battute e situazioni assurde, che creano più di una volta momenti assolutamente esilaranti: il cavalluccio marino allergico all’acqua di mare e il moscardino che si fa «l’inchiostro addosso»; un branco di squali in terapia di gruppo per non mangiare gli altri pesci; l’astio nei confronti dei delfini perché vanitosi; la stupidità dei gabbiani che cercano cibo e dicono solo «Mio! Mio!» e i pesci dell’acquario che sanno tutto d’odontoiatria! Tra i protagonisti principali di Alla ricerca di Nemo, la pesciolina smemorata Dory è la più riuscita: la sua storia, seppur zuccherosa quanto quella di Meril e Nemo, è un po’ più amara e coinvolgente. Innumerevoli le scene da antologia, tra le quali si fanno notare quella del sottomarino, quella del progetto di fuga dall’acquario stile Mission: Impossibile, quella con l’entrata in scena della temutissima nipotina del dentista seguita dalla musica di Psyco, ed un solo punto debole: quello del viaggio con le tartarughe.

Marlin, Dory e una medusa in Alla ricerca di NemoStraordinaria naturalmente la tecnica digitale, che colpisce per la maniacale precisione con la quale è stato ricostruito il modo acquatico e i suoi personaggi; basta osservare le squame di Marlin inquadrato in primo piano o la scena delle meduse, per la quale a detta dei realizzatori ci sono voluti sei mesi di lavoro. Coraggiosa, poi, la scelta di rappresentare gli uomini in maniera marginale, quasi sempre fuori campo o in secondo piano, e con atteggiamenti superficiali ed allocchi, come già succede con i gabbiani.

Ottima la regia, capace di non creare momenti morti e di essere invece utile alla sceneggiatura nella realizzazione delle situazioni comiche, senza strafare in inutili virtuosismi e con un’elevata sensibilità narrativa. Montaggio serrato e per fortuna niente canzone d’accompagnamento scritta apposta per il film, ma le musiche di Thomas Newman, che hanno il pregio di non essere invadenti, potevano però essere migliori.

Dory e Marlin fanno un pessimo incontro in Alla ricerca di NemoUno straordinario esempio di come la fantasia umana non sempre è vittima della tecnologia, che è un mezzo per creare mondi meravigliosi, e di come un cartoon possa coinvolgere non solo i bambini ma anche gli adulti e addirittura fare di più: riportare lo stato d’animo dello spettatore ad una serenità infantile attraverso le risate e la sana simpatia che i personaggi trasmettono. E la morale di fondo del film, oggi come oggi, non appare più tanto banale e risaputa quanto può sembrare: non è facile aver fiducia nei confronti degli altri, ma bisogna averne.

Belli i titoli di coda, con un’esilarante sorpresa finale.


La locandina di Alla ricerca di NemoTitolo: Alla ricerca di Nemo (Finding Nemo)
Regia: Andrew Stanton (co-regia di Lee Unkrich)
Sceneggiatura: Andrew Stanton, Bob Peterson, David Reynolds
Fotografia:
Doppiatori: Luca Zingaretti, Carla Signoris, Alex Polidori, Stefano Masciarelli, Angelo Nicotra, Massimo Corvo, Silvia Pepitoni, Danilo De Girolamo, Gerolamo Alchieri, Giò-Giò Rapattoni, Jacques Peyrac, Pietro Ubaldi, Roberta Pellini
Nazionalità: USA, 2003
Durata: 1h. 40′


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Attualmente ci sono 10 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Albe ma le recensioni dei classici Disney non ci sono mai state?

  2. Alberto Cassani scrive:

    No. Neanche le rare volte in cui sono usciti nuovamente nelle nostre sale li abbiamo recensiti.

  3. Marco scrive:

    Una lista dei tuoi preferiti gentilmente?

  4. Alberto Cassani scrive:

    Dei classici? Impossibile, non ne vedo uno da una vita e non ho dei ricordi così precisi delle volte in cui li ho visti da bambino.

  5. Marco scrive:

    Rivisto. Completamente d’accordo con la recensione, soprattutto quando definisce sopravvalutato “Monsters & Co.”, viceversa non d’accordo quando definisce una meraviglia “A Bug’s Life”.
    Il viaggio con le tartarughe non è un punto debole secondo me. Vero che le musiche di Newman potevano dare un tocco in più.

  6. Andrea scrive:

    Secondo me Monsters and co. è geniale e divertentissimo quanto Nemo e Toy Story :) non è sopravvalutato..comunque era proprio un periodo d’oro per la Pixar..

  7. Alberto Cassani scrive:

    Io credo che rispetto agli altri due abbia un tocco di genio in meno ma sia comunque un ottimo film. La sopravvalutazione, se c’è stata, è leggera come ha scritto Francesco in recensione, tant’è che tra l’altro il film ha perso l’Oscar in favore di Shrek… Però rispetto a Monsters e Toy Story, Nemo va proprio in una direzione completamente diversa, paragoni più di tanto non credo sia giusto farne.

  8. Marco scrive:

    Bhè si se confrontiamo “Monsters” con “A Bug’s” e “Cars” direi che molto leggermente è migliore, però per me è un mezzo passo falso della Pixar.
    Il periodo d’oro è il quindicennio che va dal 1995 al 2010. Poi abbastanza fuffa (non ho visto l’ultimo però).

  9. Alberto Cassani scrive:

    Secondo me Cars è notevolmente inferiore, invece A Bug Life non è niente male. Negli ultimi anni in effetti la qualità globale è calata, probabilmente occupandosi di tutta la Disney Lasseter più di tanto non riesce a seguire.

  10. Giacomo scrive:

    I tre film successivi a Toy Story 3 sono in effetti tra i capitoli peggiori della Pixar. Nonostante ciò, devo dire che il grosso “trauma” c’è stato proprio tra Toy Story 3 e Cars 2. A distanza di uno dall’altro si è passati dall’eccellente alla quasi farsa. “Brave” leggermente meglio, “Monsters University” a mio parere fa un discreto balzo in avanti pur senza toccare le vette del passato.

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