American Pastoral di Ewan McGregor
Eagle Pictures, 20 Ottobre 2016 – Piatto
Seymour Levov, detto “lo svedese”, ha tutte le carte in regola per essere un vincente: è affascinante, atletico, ricco, ha sposato la reginetta di bellezza del New Jersey e ha una figlia che adora. Ma la vita può prendere una piega diversa e tragica anche per chi sembra destinato a un sicuro successo…
Per il suo esordio alla regia, l’attore scozzese Ewan McGregor ha deciso di adattare per lo schermo il romanzo di Philip Roth Pastorale americana, vincitore del premio Pulitzer per la narrativa nel 1998 e probabilmente uno dei libri più amati e noti dello scrittore americano. Una scelta indubbiamente coraggiosa e lodevole, poiché da anni si attendeva un film basato sul capolavoro di Roth ma anche audace, vista la complessità del testo di partenza e la difficoltà di una sua trasposizione cinematografica. Purtroppo l’impegno e la passione con cui l’esordiente regista si è dedicato alla realizzazione di questo rischioso progetto non sono stati sufficienti a garantire un buon risultato.
Il limite principale di American Pastoral è la sceneggiatura, incentrata principalmente su un aspetto del romanzo, ovvero l’intenso e difficile rapporto tra Levov e la figlia Merry, e pone in secondo piano la riflessione sulla società statunitense e la componente politica. Data la struttura stratificata del romanzo di Roth, che in 400 pagine racconta il declino del sogno americano, e le tensioni sociopolitiche degli anni 60 e 70 negli Stati Uniti, era ovvio che per l’adattamento cinematografico fosse necessario scegliere un percorso narrativo e fare dei tagli. Il problema è che il regista e lo sceneggiatore hanno optato per una narrazione lineare e didascalica, ma soprattutto priva della profondità e sfaccettature del testo originario.
Altra nota dolenteè il livello non particolarmente brillante delle interpretazioni, una cosa che sorprende non poco in un film diretto da un attore e con un cast di tutto rispetto. McGregor è fuori parte nel ruolo del protagonista, con un’interpretazione che voleva essere dolente e in sottrazione ma che finisce con il risultare piatta e monocorde. Anche Jennifer Connelly nel ruolo della moglie e Dakota Fanning in quello della figlia sono al di sotto del loro livello recitativo abituale.
Certamente non si può non riconoscere l’impegno e la passione con cui McGregor ha realizzato il suo film di debutto alla regia, e non dargli merito di averci provato, ma nonostante American Pastoral sia un’opera stilisticamente elegante e ben fotografata, il risultato nel complesso è mediocre e deludente, caratterizzato da una narrazione piatta che scorre lineare senza emozionare e coinvolgere.
Titolo: American Pastoral (Id.)
Regia: Ewan McGregor
Sceneggiatura: John Romano
Fotografia: Martin Ruhe
Interpreti: Ewan McGregor, Jennifer Connelly, Dakota Fanning, Peter Riegert, Rupert Evans, Uzo Aduba, Molly Parker, Valorie Curry, Hannah Nordberg, Julia Silverman, Mark Hildreth, Samantha Mathis, David Strathairn, Ocean James, David Whalen
Nazionalità: USA, 2016
Durata: 1h. 48′
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