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Van Gogh - At Eternity's Gate di Julian Schnabel

6 settembre 2018 Recensioni 0 Commenti
Festival di Venezia 2018

Lucky Red, ancora inedito – Evidente

Su consiglio di Paul Gaugin, Vincent van Gogh lascia Parigi e si trasferisce ad Arles per godere di un clima più mite. Il sostegno economico del fratello Theo e le frequenti visite dell’amico Gaugin lo aiutano a dipingere decine di quadri immerso nella natura e nei luoghi del sud della Francia, fino a quando la pazzia non si impossessa di lui…


Un artista non può vivere senza creare. E’ questo il concetto di base di At Eternity’s Gate, il film di Julian Schnabel dedicato agli ultimi anni di vita di Vincent van Gogh. Per rendere filmicamente le sensazioni del pittore il regista si affida a uno splendido e incredibilmente somigliante Willem Dafoe, che prende su di sé il peso di tutto il film e che lo conduce con mano sicura. Da parte sua, il regista cerca di trasformare in immagini sia il bisogno fisico che aveva il pittore di creare, cercare il luogo e la luce giusta sia i suoi tormenti. Per ottenere il suo scopo non si limita a dare campo libero a Dafoe ma utilizza anche espedienti tecnici che coincidono spesso con la visione in soggettiva dello stesso van Gogh, ma non si limitano solo a questo.

L’intento è pienamente raggiunto: lo spettatore viene coinvolto dal mondo di van Gogh, si sente il freddo invernale e il tepore delle giornate primaverili, si sente la sofferenza e l’amicizia con Paul Gaugin e il tormento di pesare economicamente sul fratello Theo. Soprattutto, lo spettatore percepisce l’urgenza, la necessità di dipingere che diventa ragion d’essere, scopo unico della vita del pittore. Sebbene circondato da diversi personaggi secondari, tutti ben tratteggiati, questi hanno una funzione meramente accessoria e sono utili solo per capire meglio i sentimenti e le pulsioni di van Gogh.

Pur essendo un buon film, At Eternity’s Gate non riesce mai a emozionare veramente: al film mancano scene madri, momenti di tensione narrativa e spesso anche lo sviluppo della storia che è accennata per sommi capi e procede a scossoni senza essere mai organica. Questa narrazione discontinua non permette allo spettatore di empatizzare con il protagonista, lasciandolo lievemente distaccato. Tuttavia, va dato atto al film di Schnabel di essere un documento prezioso che riesce a comunicare allo spettatore cosa significa essere un artista.


La locandinaTitolo: Van Gogh – At Eternity’s Gate (At Eternity’s Gate)
Regia: Julian Schnabel
Sceneggiatura: Jean-Claude Carrière, Julian Schnabel
Fotografia: Benoît Delhomme
Interpreti: Willem Dafoe, Rupert Friend, Oscar Isaac, Mads Mikkelsen, Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner, Niels Arestrup, Alan Aubert, Amira Casar, Lolita Chammah, Patrick Chesnais, Vladimir Consigny, Didier Jarre, Alexis Michalik, Frank Molinaro, Vincent Perez
Nazionalità: Regno Unito – Francia – USA, 2018
Durata: 1h. 50′


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